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Viaggio nell'Italia insolita e misteriosa

Aggiornamento: 29 giu

L’Infiorata pluricentenaria di Genzano di Roma, quadri realizzati con quintali di petali di fiori


di Ivano Barbiero  


Trentatreesima tappa [1] lungo l'Italiadi Ivano Barbiero che oggi approda in quel di Genzano per raccontarci le emozioni che suscita L’infiorata pluricentenaria di Genzano di Roma con i suoi famosi quadri realizzati per i quali sono utilizzati quintali di petali di fiori.


E' una cerimonia che si svolge di solito nella domenica di giugno successiva al Corpus Domini e che si rinnova sin dal 1778, richiamando un pubblico immenso. Basti dire che ha avuto tra i suoi più illustri visitatori anche Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei Due Mondi. Parliamo della 246ª edizione della tradizionale Infiorata di Genzano di Roma che si apre oggi, 15 giugno, per chiudersi tra due giorni (ma il programma degli eventi è cominciato già da giovedì 13), in questo comune di poco meno di 24 mila abitanti, situato sul versante esterno del cratere vulcanico del lago di Nemi. Uno splendido connubio tra spiritualità e natura che coinvolge l’intera comunità locale.

Per l’occasione, il selciato dell’elegante via Berardi, che sale dalla piazza IV Novembre alla chiesa di Santa Maria della Cima, viene ricoperto da grandi pannelli finemente decorati a vari soggetti, per lo più a carattere religioso e tutti formati esclusivamente con petali di fiori. Questo tappeto floreale ricopre una superficie di 1890 metri quadri ed è composto generalmente da tredici quadri, oltre alla decorazione della scalinata che porta alla chiesa, posta in cima alla salita. Ogni quadro misura generalmente 7 per 114 metri e per comporre il tutto occorrono circa 500 quintali di fiori o essenze vegetali. La protezione ai lati è attuata per mezzo di colonnine ricoperte di mortella e collegate da festoni sempre di mortella. Data la deperibilità del materiale con cui viene creato questo enorme tappeto, la deposizione dei fiori avviene lo stesso giorno della festa o la notte precedente.


La sera del sabato gli autori dei vari riquadri provvedono a disegnare sulla sede stradale, prima con il gesso e poi con della calce i contorni dei vari pannelli sulla base del disegno originale, servendosi anche di cartoni traforati (la cosiddetta tecnica dello spolvero). La deposizione dei fiori avviene quindi posando i petali, prelevati dai cesti, entro i contorni già tracciati sulla via Po.

La sera della domenica viene celebrata la santa messa davanti alla Chiesa di Santa Maria della Cima, dopo una solenne concelebrazione eucaristica a cui partecipa sovente il vescovo di Albano, il tappeto floreale viene percorso dalla processione religiosa dei celebranti che reca il Santissimo Sacramento sino alla non lontana Collegiata della Santissima Trinità. Il tappeto viene mantenuto sino alla sera del lunedì (sostituendo i petali appassiti) quando ha poi luogo la distruzione dell’Infiorata da parte dei bambini (il cosiddetto spallamento).

La bellezza di queste policromie stupisce quanto l’abilità degli artefici. Un lavoro compiuto in pochissime ore, poco prima che la festa inizi. In realtà il periodo di preparazione è molto lungo. Non solo: le due settimane precedenti la festa, donne e ragazzi raccolgono cesti colmi di fiori che vengono in seguito suddivisi a seconda dei colori e conservati in sotterranei al fresco. In seguito, i petali vengono separati dai gambi (lo “spelluccamento”) e se necessario triturati sino ad ottenere una sorta di polvere che servirà per delimitare al meglio i contorni delle riquadrature.

La strada su cui vengono dipinti i pannelli con i fiori viene divisa in tanti settori e i diversi quadri prendono forma con una rapidità stupefacente. Decine di persone vi lavorano, ognuno con un compito ben preciso e definito, senza interferire in alcun modo con il lavoro degli altri. Quasi in contemporanea i vari disegni vengono completati e la strada assume una meravigliosa veste decorativa. Una tradizione che si trasmette sin dalla fine del 1700, di padre in figlio, nelle migliori famiglie, perché eseguire queste pitture floreali è un autentico privilegio e chi li esegue viene definito “Mastro Fioraio”.

La prima Infiorata venne realizzata nel 1778 e aveva come obiettivo la celebrazione della solennità del Corpus Domini. Invece il tema scelto per l’edizione del 2024 è il seguente: “Sogniamo come una unica umanità. Ciascuno cresce solo se sognato”. Sono le parole donate da Danilo Dolci, sociologo, poeta educatore e attivista italiano della non violenza con la sua poesia. “A cento anni dalla sua nascita lo celebriamo e raccontiamo le storie di impegno, a volte piccole ma fondamentali, di coloro che hanno contribuito a creare quel domani collettivo sognato per sé e per gli altri”. Con questo tema, l’Amministrazione desidera riportare al centro della riflessione artistica e comunitaria la solidarietà e la capacità di costituirsi in comunità.

La festa risale dunque al XVIII secolo, allorché venne allestito un tappeto floreale lungo la via Sforza (ora via Bruno Buozzi). In precedenza, a Genzano, e molto probabilmente in altre località dei Castelli Romani, esisteva da tempo imprecisato la consuetudine di preparare tappeti di fiori in occasione della festa del Corpus Domini. Una tradizione nata a Roma, nella prima metà del XVII secolo che era stata adottata nelle località dei Colli Albani, molto probabilmente per gli stretti legami di questo territorio con Gian Lorenzo Bernini, il principale artefice di feste barocche.

Si ritiene che la tradizione di creare quadri per mezzo di fiori fosse nata nella basilica vaticana ad opera di Benedetto Drei, responsabile della Floreria vaticana, e di suo figlio Pietro, i quali avevano usato “fiori frondati e minuzzati ad emulazione dell’opere del mosaico il 29 giugno festa dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma”. Pochi anni dopo nel 1633, un altro quadro floreale venne realizzato da Stefano Speranza, uno stretto collaboratore del Bernini. Oreste Raggi informa che, morto Benedetto Drei, fu proprio Bernini a succedergli e che “da Roma quest’arte divulgò”. A Roma la consuetudine delle infiorate dovette scomparire alla fine del secolo XVII, mentre a Genzano continuò ancora nel XVIII secolo, come informa un manoscritto anonimo del 1824 conservato presso la Biblioteca Centrale di Roma.


Nel XIX secolo l’Infiorata di Genzano si svolse con cadenza, annuale tranne alcuni periodi di interruzione. Successivamente, nei primi anni del XX secolo, l’allestimento dell’Infiorata avvenne con poca costanza. Riprese in occasione del Congresso eucaristico interdiocesano del 1922, la cui sede fu proprio a Genzano e da allora si è svolta con cadenza annuale, tranne interruzioni negli anni 1932, 1934, 1935, nei cinque anni della Seconda guerra Mondiale. Un’ulteriore interruzione è stata causata dalla pandemia del Covid-19 nell’anno 2022.

A proposito di Garibaldi: conquistata l’unità d’Italia, ormai senatore, andò in visita a Genzano. Le persone più importanti del luogo pensarono di preparare in suo onore un’Infiorata apposita, non con simboli religiosi ma con soggetti patriottici e risorgimentali. Ci fu però un problema: si era in aprile e i fiori tradizionali non erano ancora sbocciati. Si pose allora rimedio a questo inconveniente con molte foglie e pochi fiori di campo. Così l’Infiorata fu prevalentemente un’Infogliata con delle tinte prevalentemente sul verde e sulle sue varie sfumature. Il Generale però l’apprezzò ugualmente. Tormentato da diverse malattie e dagli strascichi della ferita in Aspromonte, Garibaldi fu portato sul luogo da quattro volontari, su una specie di sedia gestatoria, imponendo ai suoi” portatori” di non calpestare il tappeto verde.


L'Infiorata in Italia e nel mondo

Nel nostro Paese vi sono comunque numerosi altri comuni che festeggiano varie festività con un’Infiorata. È il caso di Villanova d’Asti (29 e 30 luglio), Brugnato, provincia della Spezia (2 giugno), Imperia (2 giugno), Diano Marina (2 giugno), Noale, nel Veneziano (2 giugno), Alseno, nel Piacentino (2 giugno), Bolsena, in provincia di Viterbo (2 giugno), a Fucecchio, in provincia di Firenze (dal 1 al 2 giugno), Gerano in provincia di Roma. nella natura incontaminata dei Monti Simbruini (e la festa si svolge dal 26 al 28 aprile).

L’elenco è più lungo di quanto uno si immagini e comprende Spello e Foligno. in Umbria (nella notte fra l’uno e 2 giugno), Pievepelago nel Perugino, (2 giugno), Pietra Ligure, nel borgo di Ranzi, in provincia di Savona (dove la manifestazione si svolge ogni tre anni, prossima edizione nel 2025).

Altre Infiorate si svolgono a Cusano Mutri in Campania (2 giugno), Pescasseroli, in Abruzzo (2 giugno), Onano, nel Viterbese (2 giugno), Roccascalegna, nel Chietino (2 giugno), a Carunchio, sempre nel Chietino, (2 giugno). E ancora: a Cannara, nel Perugino (10 e 11 giugno), a Cervaro, in provincia di Frosinone (2 giugno), Castelbuono in provincia di Palermo (7, 8 e 9 giugno), a Noto, nel Siracusano (che si svolge ogni anno la terza domenica di maggio, quest’anno dal 17 al 21 maggio).

La lista prosegue con la festa fiorita di Diano Marina, nell’Imperiese (2 giugno), di San Bartolomeo in Galdo, Campobasso, Palazzo San Gervasio, Marsico Nuovo, Candela, Alliste, Felline, Galatone, Taurianova, Cagliari, senza una cronologia precisa di importanza e con la quasi certezza di aver lasciato fuori molti altri comuni e di questo ci scusiamo già in anticipo.

In tutto il mondo ci sono meravigliosi festival dei fiori che celebrano la bellezza e la varietà delle piante floreali. Ecco alcuni dei più belli non molto distanti dall’Italia: Festival delle Camelie di Locarno (Svizzera), tra marzo e aprile, quando la città elvetica si tinge di bianco, rosa e rosso; Narzissenfest (Austria); ad Altaussee, nel territorio del Salzkammergut stiriano, si celebra a giugno il Festival dei narcisi, mentre ad Amsterdam, in Olanda, la città dei tulipani per eccellenza, durante tutto il mese di aprile si svolge il Tulip Festival.

C’è ancora un’ulteriore curiosità: perché il Corpus Domini (Corpo del Signore) non è sempre lo stesso giorno? Il motivo è che si tratta di una festa mobile: si celebra, infatti, il giovedì successivo alla Solennità della Santissima Trinità; oppure, in alcuni Paesi tra cui l’Italia, la domenica successiva.


Note

 [1] In:

https://www.laportadivetro.com/post/viaggio-nell-italia-insolita-e-misteriosa-24;

https://www.laportadivetro.com/post/viaggio-nell-italia-insolita-e-misteriosa-23;

https://www.laportadivetro.com/post/viaggio-nell-italia-insolita-e-misteriosa-21;



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