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Viaggio nell'Italia insolita e misteriosa

Il Postal market degli stregoni

di Ivano Barbiero



Nona tappa del viaggio nell'Italia "insolita e misteriosa", appuntamento quindicinale del venerdì con Ivano Barbiero. Reduce dall'Abruzzo e dalla cestovia per raggiungere le Grotte del Cavallone sulla costa orientale della Maiella (2.793 mt. d'altezza) [1], dopo aver lasciata l'Ogliastra, oggi l'autore ci riporta in Piemonte, precisamente nell'Astigiano, dove si può trovare di tutto per fare incantesimi, fatture, sortilegi.




Cisterna d'Asti. "Vorrei ordinare un altare per messe nere con tutto l’armamentario: ostie scure, candele, calici libroni magici".

- “Va bene, se vuole c’è anche il modello sciamanico, pelle d’anaconda compresa lunga più di tre metri”.

La conversazione avviene per telefono fra un mago del Sud Italia e la segreteria di Claudio Marchiaro, demonologo, occultista e scrittore di libri sull’argomento. È lui che una quarantina di anni fa ha ideato questa sorta di “postal-market della magia”. Un emporio molto particolare che rifornisce di prodotti mirati gran parte degli italiani ed esteri. Anche stavolta, dopo diversi tentativi, si è dichiarato disposto a riceverci, “a patto di non fare domande troppo indiscrete o voler sapere i nomi dei suoi clienti e colleghi”.

Marchiaro, infatti, lavora anche in proprio, occupandosi di demonologia e sciamanesimo. Dicono sia l’unico “sciamano”, autentico che abbiamo in Italia. e il suo sguardo, a tratti, sembra mandare lampi, affatto rassicuranti. Può anche darsi: è magro davvero; i bene informati assicurano che è stato anche “a Parigi, in una scuola di meditazione pura”.

Annuisce, quando gli chiediamo conferma, aggiungendo: “quella è stata un’esperienza intensa, ma massacrante. C’era realmente gente che si sollevava da terra, però viveva di solo spirito. Un po’ troppo anche per me. Proseguire su quel percorso di vita significava abbandonare tutto: famiglia, casa, amicizie. Pur con qualche contaminazione in più, ho capito che si poteva allo stesso tempo continuare a studiare e a vivere”.

Nella sua casa, in tre stanze, sono esposti tutti gli strumenti che occorrono per ogni tipo di fattura e sortilegio. Il suo catalogo comprende più di mille articoli: dai tarocchi alle sfere di cristallo, dalle erbe per le pozioni magiche ai candelabri a bracci, dalle ampolle con strani profumi, agli incensi, alle bamboline di cera per malefizi, dai pendolini da radioestesista alle tabelle orarie per evocare gli spiriti. Non manca l’angolo delle fatture annullate, una specie di nicchia, dove spicca, sotto spirito e sigillato con ceralacca viola, un reperto inquietante: una zampa di gufo con un nastro ormai stinto fra gli artigli.

È certo, però, che nei tre locali di esposizione, con le vetrinette tirate a lucido e zeppe di merce che promette mirabilie, si respira anche aria di affari. Magari a ulteriore conferma che il diavolo costruisce le pentole, ma non i coperchi e qualcuno poi, tra i comuni mortali, ci deve pur pensare”.

- Può almeno dirmi come Le è venuta questa “illuminazione”?

“È tutta la vita che mi dedico all’occultismo - spiega Marchiaro, tralasciando di citare i vari attestati e diplomi che riempiono da soli tutta una parete -. Tanti anni fa, dopo diversi “lambiccamenti” fra filtri e pomate, ho pensato che forse potessi aiutare i miei colleghi fornendo materiale già predisposto e magicamente caricato”.

- Scusi, Lei dove la compra questa“mercanzia”?

Certe erbe particolari le coltivo, altre le raccolgo in determinati momenti dell’anno. Alcune polveri, per i rituali voudou, arrivano direttamente dall’America Centrale. Invece la produzione di talismani, pentacoli e amuleti, viene fatta a livello artigianale, avendo cura di attenersi a certe ore del giorno e della notte. Il prodotto viene poi inviato agli addetti ai lavori, cioè agli operatori dell’occulto, ed è riservato esclusivamente a loro”.

- Quanti sono?

“Davvero tanti”.

- Ha concorrenza?

“Quando ho iniziato io, eravamo in tre in Italia. Ora anche questo è un campo molto inflazionato, anche perché stanno crescendo come i funghi organizzazioni analoghe”.

- La vendita come avviene?

“Ho sette licenze commerciali, per potere raggruppare tutte le voci del campo”.

- Le richieste più strane?

“Andiamo già sul particolare… Premettiamo comunque che non le ho potute esaudire: ossa di morto grattugiate, terra di cimitero, chiodi di bare”.

- E, invece, per le richieste un po’ più normali?

“La mia produzione abbraccia tutto quello che può servire per le operazioni magiche. In questo caso, come potete ben vedere, c’è solo l’imbarazzo e la fantasia della scelta”.

- Ha anche la mandragora, la radice che secondo la tradizione cresceva sotto le forche degli impiccati?

“Sì, mi rifornisco in Sicilia, direttamente, due volte all’anno. Però è una pianta molto rara, con un prezzo ancor più elevato se è autentica. (non possiamo rivelare la cifra, purtroppo, ma si tratta davvero di una somma spropositata - n.d.r.)”.

- Come si fa a stabilire se è autentica? C’è il rischio di un “bidone”?

“Anche qui esistono le "sofisticazioni": rafano, soprattutto, poi brionia e rabarbaro sono radici che si prestano ad essere spacciate per mandragora”.

- Scusi l’ardire, Lei ci crede alla magia? Ha visto almeno qualche volta fenomeni fuori dal normale?

“È logico che devo crederci! Anche perché, dopo mezzo secolo di esperienza, ho potuto toccare con mano che, anche se rarissimi, esistono fatti che oltrepassano ogni umana capacità e non hanno una spiegazione razionale. A Parigi ho assistito a levitazioni di oggetti e persone. Ma si tratta di persone che vivono solo di quello e non hanno altre esigenze, come ho detto prima”.

- Torino merita ancora l’appellativo di "Città Magica"?

“Nel capoluogo piemontese, da quel che mi risulta, lavorano oltre mille maghi. Ma è una cifra che potrebbe anche essere in difetto. E come in ogni campo esiste la persona valida e quella un po’ meno. Posso solo dire che la vera magia non sempre è quella di chi si fa pubblicità con i volantini e con gli spazi televisivi a pagamento”.


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