Torna a casa Bovino... Trump liquida la star della repressione
- La Porta di Vetro
- 1 giorno fa
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Il comandante del Border Patrol sarebbe stato congedato dal suo incarico.

A rivelarlo è The Atlantic in una esclusiva firmata da Nick Miroff. Al volto pubblico, protagonista di una repressione itinerante sull'immigrazione nelle città governate dai Democratici, come lo ha definito il giornalista, inviato dalla Casa Bianca con il ruolo di "comandante" a Chicago, Charlotte, New Orleans e poi a Minneapolis, il benservito arriverebbe in forma soft con un ritorno a casa, a El Centro in California, per poi andare in pensione. Gregory Bovino negli ultimi sette mesi è diventato una autentica star MAGA dei social media per il suo stile aggressivo e il suo abbigliamento che non nascondeva, secondo i suoi critici, verosimiglianze con le divise naziste.
Nel mirino del presidente Trump, sempre più sotto un bombardamento di critiche senza precedenti per le sue decisioni politiche, comportamenti limite anticostituzionali e atteggiamenti offensivi verso gli esponenti democratici, ci sarebbero, sempre secondo The Atlantic, anche la Segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem e il suo stretto consigliere Corey Lewandowski, qualificati come i maggiori sostenitori di Bovino al DHS.
La caduta di Bovino non deve ingannare sulle reali intenzioni della Casa Bianca sull'immigrazione. Donald Trump è un pokerista che sta già studiando come usare le sue carte per confondere e distrarre gli avversari con i suoi rilanci verbali e i suoi improvvisi sbocchi di ira, e le sue omissioni. Soprattutto queste ultime con cui non ha ancora speso una parola di pietà nei confronti delle due vittime, uccise dall'ICE, a Minneapolis.













































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