CENTENARIO GOBETTIANO Il "prodigioso giovinetto" e le sue riflessioni sull'economia
- Piera Egidi Bouchard
- 21 ore fa
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di Piera Egidi Bouchard

Alle 18 di oggi, giovedì 29 gennaio, presso l'ibrida bottega in corso Casale 10 a Torino, Francesco Tesio in dialogo con Tilli Romero presenta il suo libro "Piero Gobetti e l'economia", che si avvale della presentazione della storica e docente universitaria Silvia Berti[1].
Giovane studioso e originale divulgatore, Piero Gobetti diede un posto di rilievo all'economia fin dall'inizio della sua attività editore, un'attenzione che a distanza di un secolo si rivela ancora attualissima nell'approccio alla materia come parte essenziale del suo progetto di Rivoluzione liberale.
Uno studio che affronta un argomento inedito, questo di Francesco Tesio, che si presta a un’ampia divulgazione in questa apertura del “Centenario gobettiano”: cent’anni dalla morte in esilio a Parigi, il 16 febbraio 1926, dove il giovane Piero, neanche venticinquenne, si era rifugiato in seguito alle numerose intimidazioni e sequestri, conclusisi anche con le botte in un’imboscata fascista, che ne avevano minato definitivamente la fragile complessione.
Gobetti si era speso fino all’estremo delle sue energie da quando, appena diciassettenne, aveva fondato la prima delle sue tre riviste “Energie nove”(1918-20) con il programma di “Fondare un periodico studentesco di cultura che si occuperà di arte, lettura, filosofia, questioni sociali, ecc. È fatto di soli giovani. Scopi: destare movimenti di idee in questa stanca Torino, promuovere la cultura, incoraggiare studi tra i giovani”. Seguì “La rivoluzione liberale” (1922-25) il suo capolavoro, e poi, dopo il divieto poliziesco, la rivista letteraria “Il Baretti” (1924- 28) (che la moglie Ada, partecipe in tutto il lavoro redazionale fin dalla prima rivista - aveva 16 anni - continuerà dopo la morte di lui, coadiuvata da Santino Caramella).
E nel frattempo Piero aveva anche fondato nel 1923 la Casa editrice, che in quei tempi difficili pubblicò opere con apertura multidirezionale, dal poeta Montale al filosofo battista Gangale.” “Quei giovani là scrivono e pensano come pochi padreterni del nostro giornalismo quotidiano – scrisse Gaetano Salvemini, non certo tenero nei suoi giudizi”. Gobetti fu in contatto e pubblicò - interventi e libri - con i maggiori intellettuali dell’epoca, che spesso saranno stupefatti di avere a che fare con un poco più che adolescente. Il suo carteggio, pubblicato da Einaudi e curato dall’infaticabile lavoro di Ersilia Alessandrone Perona, è composto da tre tomi di oltre mille pagine ciascuno, ed altrettanto intensa è la raccolta, curata dalla storica - “Nella tua breve esistenza”- **[2] delle lettere che Piero scambiò con l’allora fidanzatina Ada :un vero (reciproco) romanzo di formazione, un epistolario di quell’amore tra due adolescenti di genio, un unicum nell'epistolario novecentesco italiano.
Il saggio di Francesco Tesio, appassionato studioso di Gobetti a partire dalla tesi di laurea in Economia dedicata al tema di questo suo libro, è condotto con accuratezza e completezza, in linguaggio chiaro e scorrevole, che si presta a una lettura anche per chi si avvicina a questi argomenti per la prima volta, con un capitolo iniziale che ripercorre i capisaldi della vita di quello che Bobbio definì il “prodigioso giovinetto”.
Il maestro del giovane studente universitario Piero è Luigi Einaudi, che teneva alla Facoltà torinese di Giurisprudenza un corso di Scienza delle finanze. E già nel ‘22 Gobetti recensisce su “La rivoluzione liberale” il saggio einaudiano “Gli ideali di un economista”, mettendo significativamente in rilievo il rigorismo etico del maestro che subordina la legge economica alla legge morale, così come gli studi storici sulla formazione dell’Impero britannico, la cui grandezza consiste nel contrapporre alle meccaniche concezioni dei nostri industriali ‘protezionisti’ un pragmatismo derivante dall’utilitarismo che “assumendosi per tutti i popoli la funzione del risparmio con uno sforzo che è sacrificio ed eroismo, ha accumulato ricchezze per virtù di infinita intraprendenza e operosità”.
C’è in questa convinzione l’esempio concreto dei suoi genitori, di umili origini: “Mio padre e mia madre - scrive Gobetti stesso in uno dei pochi frammenti autobiografici pervenuti – avevano un piccolo commercio. Lavoravano diciotto ore al giorno.(...) L’impegno del loro lavoro era di arricchire, e arricchire non soltanto per trovare la vita più facile ma per tener alta la testa, permettersi e permettermi una vita dignitosa". Il lavoro, il risparmio e lo spirito di sacrificio costituiscono perciò la stella polare della sua vita e della sua opera, e lui stesso scriverà ancora di sé, a proposito della sua attività editoriale: “Quattordici ore di lavoro al giorno tra tipografia, cartiera, corrispondenza, libreria e biblioteca non sono troppe anche per il mio editore ideale”: un “infaticabile organizzatore di cultura”, secondo la definizione di Gramsci.
Tesio sviluppa in ampi capitoli l‘esame sulla borghesia e la burocrazia, le caratteristiche del capitalismo industriale tra taylorismo e assistenzialismo protezionista, l’agricoltura tra arretratezza e tentativi di modernizzazione: una panoramica complessiva della condizione Italiana nell’analisi gobettiana.
E forse fu determinante nel suo allontanamento dal liberismo einaudiano – contrasto ampiamente affrontato da Tesio - proprio l’influsso di Gramsci, con cui collaborò ed ebbe reciproca stima e amicizia, ospitandosi l’un l’altro nelle pagine delle proprie riviste, nonché la funzione dei consigli di fabbrica, su cui Gobetti scrive che il movimento operaio torinese, essendo sorto senza una teoria, è un mirabile esempio di liberismo, cioè di lotta per la libertà, per la trasformazione della società: la classe operaia è quindi una classe rivoluzionaria, perché non intaccata da nessuna ideologia, in quanto classe nuova e non corrotta.
Particolarmente interessante è il paragrafo in cui Tesio affronta l’analisi gobettiana del socialismo, che “si può dividere in due principali filoni: quello della lotta al ‘socialismo di Stato’, inteso come intervento pubblico nell’economia, e quello relativo alla ricostruzione del fenomeno dell’occupazione delle fabbriche del 1920”. Uno dei compiti assegnati alla sua rivista è anche quello di educare gli Italiani a fare da sé - nota Tesio - senza attendere le provvidenze dello Stato, perché “per noi la democrazia è il regno dell’iniziativa, questo diritto è dunque incontestabile”. E in un suo articolo del 1922 “Storia dei comunisti torinesi scritta da un liberale”, Gobetti affronta l’esame del “biennio rosso”: “La sua preoccupazione principale - osserva Tesio - è quella di evidenziare le qualità libertarie del consiglio di fabbrica, contrapponendolo alla staticità difensiva del sindacato ‘organo di resistenza e non d’iniziativa’ che, con spirito puramente’ riformistico di utilitarismo ‘vuol dare all’operaio ‘la sua coscienza di salariato, non di produttore’ “.
“Gobetti auspica per l’Italia l’affermarsi di un vero capitalismo moderno – scrive Tesio - poiché solo questo ha in sé la capacità di liberare le forze migliori della società attraverso quella lotta e quella competizione che il fascismo avrebbe cercato di eliminare con il corporativismo(...) Il bilancio dell’esperienza dei Consigli è, così, per Gobetti, senz’altro positivo. Lo è a tal punto che non smetterà più di occuparsi di operai e di lotte sindacali.(...) È, infine, sulla spinta dell’incontro con i leader dei consigli di fabbrica che Gobetti compie, in sede di teoria politica, la rivalutazione dell’opera di Marx. (...) E nel 1924, con l’ articolo “ L’ora di Marx”, Gobetti tesse un elogio del filosofo tedesco per attaccare il sovversivismo inconcludente e l’incerto riformismo socialdemocratico che hanno spianato la strada al fascismo”.
Note
[1] Francesco Tesio, “Piero Gobetti e l’economia- Il valore della rivoluzione liberale”- presentazione di Silvia Berti, Edizioni di Storia e Letteratura, 2024
[2] Piero e Ada Gobetti,”Nella tua breve esistenza”- a cura di Ersilia Alessandrone Perona,, Giulio Einaudi Editore, 1991













































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