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Un libro per voi: "Riforma della giustizia e dintorni"

Presentazione a Torino, oggi 28 gennaio, ore 18, libreria Angolo Manzoni


Scritto per i tipi Aliberti Compagnia Editoriale da Cesare Parodi, Presidente dell'Associazione nazionale magistrati (ANM), e da Carlo Maria Pellicano, Sostituto procuratore generale presso la Procura Generale della Corte d'Appello di Torino, con il contributo di Paolo Toso (magistrato a Torino), il libro si presenta a meno di due mesi dal referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Un referendum con il quale i cittadini saranno chiamati ad esprimersi sulla riforma costituzionale che ha il suo fulcro nella separazione delle carriere tra sezioni giudicante e inquirente, cioè tra giudici e pubblici ministeri, nell'introduzione di due CSM con il ricorso al sorteggio per definirne la rappresentanza. L'appuntamento non si pone ovviamente all'interno di una semplice cornice prettamente legislativa, ma propone il libro come un'utile bussola per comprendere, al di là dei pro e dei contro la riforma voluta dal Guardasigilli Carlo Nordio, che cosa cambia nel pianeta giustizia.


Dunque è un libro-strumento per tutti, come si legge nella quarta di copertina, per partecipare attivamente alla vita democratica e fuori da ideologie e appartenenze politiche. Gli stessi autori sono espliciti nell'affermare che il referendum "sia una scelta che dovrebbe essere affrontata conoscendo per sommi capi la realtà giudiziaria: chi sono e cosa fanno i magistrati, in che cosa consiste il loro lavoro, quale differenza tra un giudice e un pubblico ministero. E ancora, le pagine prendono in esame le figure centrali del sistema giustizia: chi svolge le indagini, come si arriva a una sentenza e quando e perché una sentenza deve essere impugnata".

Parodi e Pellicano aggiungono poi quanto sia importante capire come mai questa proposta di riforma arriva proprio oggi, in quale contesto sono maturate le condizioni per affrontare il tema giustizia e se l'immagine della magistratura - uno dei punti non secondari, né marginali nel nostro Paese, sottoposto periodicamente a un martellante gioco di svalutazione e denigrazione di persone e istituzioni - per come viene percepita e per come viene descritta possa condizionare le scelte sui valori che il referendum costituzionale ci pone.

La natura costituzionale e confermativa del referendum non prevede il quorum, quindi non contempla il raggiungimento di una percentuale di affluenza; inoltre, non prevede soluzioni intermedie, Tertium non datur: il conferma integralmente l'impianto approvato dal Parlamento; il No riporta la situazione legislativa ex ante al voto parlamentare. A maggior ragione il libro offre l'opportunità di guardare allo snodo referendario senza pregiudizi, cercando di liberarsi da paraocchi ideologici, con la consapevolezza che si tratta di un passaggio delicato per il funzionamento della società italiana, la cui solidità è da tempo precaria.





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