Alessandria. Testimonianze storiche delle comunità ebraiche
- Alberto Ballerino
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Presentazione di un volume nella Giornata della Memoria
di Alberto Ballerino

Un’occasione per riflettere sull’importanza della presenza che hanno avuto le comunità ebraiche nella provincia di Alessandria: questo il senso di domani, Giornata della Memoria. Alle 17, infatti, nella sala conferenze di Palazzo Cuttica di Cassine, verrà presentato “La Pietra, la carta e l’argento. La monumentalità ebraica in provincia di Alessandria”. Il volume, pubblicato dall’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea per la provincia di Alessandria (Isral) insieme con le Edizioni Falsopiano, è stato curato da Silvia Falcione, Antonella Ferraris e Mariano Santaniello e si avvale anche della prefazione di Anna Foa. L’incontro è organizzato dall’Isral in collaborazione con la Biblioteca Civica “Francesca Calvo” di Alessandria e ASM “Costruire Insieme”.
Sarà preceduto alle 15, sempre a Palazzo Cuttica di Cassine, al piano terra in via Gagliaudo 2 nella sede della Società di storia, arte e archeologia per le province di Alessandria e Asti, dall’evento “Riflessioni Musicali e Letterarie sulla Shoah”, a cura dell’Ensemble Strumentale dell’Indirizzo Musicale della Scuola Secondaria di I grado “Vittorio Alfieri” dell’Istituto Comprensivo di Spinetta Marengo e delle rappresentanze delle Classi Terze. L’iniziativa è proposta dall’associazione “I più fragili tra i più deboli. Giallo come il miele” e dalla Società di Storia, Arte e Archeologia per le province di Alessandria e Asti. A seguire si terrà una visita guidata al Museo Ottolenghi Sacerdote e alla Quadreria Trotti Bentivoglio.
In provincia di Alessandria si svilupparono attraverso i secoli comunità ebraiche importanti che si integrarono nelle comunità locali e hanno lasciato tracce significative della loro storia. Il citato volume “La Pietra, la carta e l’argento. La monumentalità ebraica in provincia di Alessandria” tira le somme su questo aspetto del nostro passato e ci permette di riflettere su di esso. Punto di partenza è stato il convegno ‘La monumentalità religiosa ebraica in provincia di Alessandria’, tenutosi su iniziativa dell’Isral il 2 febbraio 2023 e a cui parteciparono Baruch Lampronti per la Comunità ebraica piemontese, Monica Fantone, Francesca Lupo e Liliana Rey Valera per la Soprintendenza e Andrea Milanese, curatore del restauro conservativo della Sinagoga di Alessandria. Sull’onda dell’interesse suscitato dall’iniziativa, si è deciso di provvedere con questo volume alla pubblicazione dei vari interventi, a cui si sono aggiunti quello di Lisa Accurti, Soprintendente di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo, oltre alla già citata prefazione di Anna Foa.
Le principali tracce oggi esistenti della presenza ebraica nella nostra provincia sono costituite dalle sinagoghe e dai cimiteri. Queste presenze hanno nell’Alessandrino molti elementi in comune con altre in Piemonte e nel resto della penisola. Un momento di cesura che ha segnato una svolta importante nella costruzione delle sinagoghe in Italia è stato per paradosso l’istituzione dei ghetti. L’imposizione a vivere in un’area determinata toglie libertà personali e collettive, assicurando tuttavia una maggiore stabilità sul territorio.
Questo conferisce alle sinagoghe un carattere più duraturo e quindi una maggiore cura artistica. Molte di esse, dopo l’emancipazione concessa da Carlo Alberto nel 1848, vengono profondamente trasformate e rese più visibili nel tessuto cittadino. Caso significativo è quello di Alessandria dove la sinagoga ora nella sua imponente facciata può rappresentare una comunità che partecipa con orgoglio attraverso i suoi esponenti più importanti alla vita politica e sociale locale.
Il passato però non viene cancellato come dimostra la decorazione parietale di quella a Casale: buona parte risale alla ristrutturazione successiva all’età del ghetto ma alcune esistevano già in precedenza. Ad Acqui Terme invece viene realizzato un edificio completamente nuovo (oggi non più esistente) perché l’area del ghetto rientra in un’operazione di risanamento urbano che vede la demolizione dei vecchi fabbricati e l’edificazione di un nuovo quartiere.
Per quanto riguarda i cimiteri ebraici, in Piemonte la maggior parte di quelli oggi esistenti ha un’origine ottocentesca e circa la metà di essi è organizzata in appositi settori di quelli comunali. Un processo di integrazione che si può fare risalire all’editto napoleonico di Saint Cloud (1806) e all’emancipazione data da Carlo Alberto nel 1848. Nella tradizione ebraica i sepolcri devono essere semplici, privi di sfarzo e di rappresentazioni del defunto. Nel corso dell’Ottocento però l’integrazione crescente nelle comunità locali incrina queste consuetudini come dimostrano i casi di Alessandria, Acqui Terme e Casale dove sono numerosi i monumenti individuali con elaborate sculture, anche figurative. Queste novità in Piemonte riguardano anche il fronte esterno del cimitero con l’erezione di solenni portali di ingresso, spesso accompagnati da citazioni del canone ebraico. L’esempio di Alessandria al riguardo è tra i più significativi di tutta la regione.
Ritorniamo alle iniziative per la Giornata della Memoria. In mattinata si terranno invece le ormai tradizionali cerimonie ufficiali: alle 9,15 la lettura dei nomi dei deportati ebrei alessandrini morti nei campi di sterminio in Piazzetta della Lega e la deposizione di una corona d’alloro davanti alla Sinagoga nella vicina via Milano; alle 10.15, al Carro della Memoria in piazzale Deportati Ebrei, verrà acceso il Braciere della Memoria e si terranno le riflessioni sul Giorno della Memoria a cura della Consulta Provinciale degli Studenti di Alessandria e della Consulta Comunale Giovanile di Alessandria. Alle 11.15 in piazza Mafalda di Savoia davanti al Monumento alla Principessa morta a Buchenwald, la commemorazione delle vittime femminili della deportazione nazifascista; alle 12 nello Stadio Comunale Moccagatta (ingresso da via Bellini) sarà deposto un mazzo di fiori presso la targa in memoria di Árpád Weisz, calciatore e allenatore anche della Alessandria Calcio, morto ad Auschwitz.













































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