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L'EDITORIALE DELLA DOMENICA. L'abuso spirituale dietro il dramma di Altavilla

di Emmanuela Banfo


"L’ aspetto più grave dell’abuso spirituale è che colpisce il nucleo stesso della vita cristiana, la fede e la premessa più importante della fede: la libertà spirituale". Non è un caso che l’ampio lavoro della musicista Maria Teresa Pizzulli sull’ abuso spirituale, con cui ha conseguito la laurea in Scienze Bibliche e Teologica alla Facoltà Valdese di Teologia, parte da questo assunto della filosofa e teologa Doris Reisinger. Così come non è fuori luogo un altro riferimento, quello a Janet Heimlich, autrice del primo libro che ha trattato degli abusi sui minori in nome di un credo religioso fanatico, estremo: "I gruppi religiosi cristiani che enfatizzano l’autorità patriarcale nella struttura familiare e utilizzano metodi genitoriali severi, possono essere distruttivi".

Il recente caso di cronaca di Altavilla mostra entrambi gli aspetti. Da un lato lo sganciarsi dalla chiesa considerata come gabbia di regole e dall’altro la sudditanza di un’intera famiglia a un padre-padrone che detta legge. Il database del Centro Studi di Abusi Psicologici (CeSAP) di cui da cinque anni Pizzulli è segretaria, rileva "che l’abuso spirituale è vivo e vegeto in molti contesti religiosi, non solo quelli per i quali è più facile presupporre possano tendere alla deriva settaria.


La relazione tra pandemia e sette sataniche

Piccole e grandi chiese, inorganizzate o organizzate, registrano al loro interno vari tipi di abusi (verbali, fisici, sessuali…) generati dall’abuso spirituale". Al di là dei dati, recentemente diffusi su organi di stampa, che la pandemia da Covid ha visto una crescita del numero di sette sataniche, è acclarato come in contesti di particolare vulnerabilità, molti vadano alla ricerca di certezze e, in particolare di qualcuno, di un ‘salvatore’, che dia loro tali certezze.

L’ affidarsi a un "salvatore", sia politico sia religioso, in grado di risolvere ogni "male", è una costante dell’asservimento che a volte contagia intere masse, non solo individui singoli. Ma come è possibile che a cadere nella trappola siano adolescenti che vanno a scuola, frequentano coetanei? C’è motivo per domandarsi se non sia urgente nelle nostre società secolarizzate, ma non a-religiose, un’istruzione religiosa e un’educazione alla non-violenza. Istruzione religiosa che fornisca gli strumenti di base per comprendere teologie, ecclesiologie, riti delle diverse espressioni religiose. Spieghi che cosa sono la teodicea e il messianismo. C’è anche da domandarsi se i toni apocalittici da ultimi giorni, usati in modo trasversale dai media qualsiasi tema si tratti, non sia foriero di paure, di angosce che cercano vie d’uscita a volte irrazionali e irresponsabili. La conoscenza, l’informazione sono sempre un valido antidoto all’oscurantismo e un aiuto a sviluppare lo spirito critico. Perché – come spiega bene il lavoro di Pizzulli – se c’è una cosa che manca, anzi viene assolutamente contrastata nelle sette e in un tipo di religiosità fanatica, è ogni forma di spirito critico.


I messaggi apocalittici dei leader settari

Caratteristiche che uniscono, infatti, i leader settari è l’essere  fautori di subordinazione, condizionamento mentale, manipolazione. Pizzulli parte dal massacro di Shakaola dell’aprile 2023, in Kenya, dove centinaia di persone furono indotte al suicidio dal loro capo Paul Mackenzie della Good News International Ministries Church, digiunando fino alla morte per incontrare Gesù. Mackenzie come Jim Jones, il padre pedofilo dei "Children of God" David Berg, il torturatore di bambini ed ex nazista delle SS Paul Schӓfer, erano tutti seguaci del predicatore americano William Branham. Misogino, omofobo, razzista, Branham obbligava gli adepti all’osservanza rigida di regole sull’abbigliamento, sull’alimentazione, vietava lo sport e la musica, la scuola pubblica ai bambini.

"Nelle chiese a deriva settaria – rimarca Pizzulli - la fede è adesione incondizionata al messaggio del leader, unico dispensatore di salvezza". Branham approdò in Kenya negli anni ’50 del Novecento, facendosi credere il Cristo disceso dal cielo. La mistica della leadership unita spesso a un messaggio apocalittico, millenarista, provoca nell’uditorio aspettative di miracoli, di guarigioni, di eventi straordinari. Così "ieri come oggi – scrive Pizzulli – autoproclamati pastori e apostoli che nel sud del mondo sostituiscono la figura dello sciamano, ingannano tanti con la promessa di guarigione, benessere e salvezza. L’enfasi sulla guerra demoniaca porta coloro che sono nel bisogno e nella malattia ad affidarsi ai guru del proprio tempo, invece che a Cristo e non solo in Africa".

Manipolando la Bibbia, prendendo qua e là versetti evangelici distorcendone il significato, Branham e i suoi seguaci approfittavano delle fragilità e dei bisogni delle persone, per isolarle completamente dal resto del mondo, in primis dalle loro famiglie, dai loro affetti, dalla realtà esterna descritta come fonte di ogni male, abitata da forze demoniache. Jones, che fece breccia anche perché condiva i suoi sermoni di messaggi antirazzisti dal vago sapore socialista, con le sue tecniche di lavaggio del cervello, portò, prima di uccidersi, 913 persone a togliersi la vita. Era il 1978, in Guyana.


Libertà religiosa e tutela degli individui

Cosa possono fare le chiese e cosa può fare la magistratura sono le due domande a conclusione del lavoro di Pizzulli. Sul primo quesito viene messo in chiaro che libertà religiosa non significa lasciare spazio a una discrezionalità dove individui possono prendere il sopravvento sugli altri. Nessuna libertà religiosa può ammettere violenze, fisiche o psicologiche. Nelle chiese si sta diffondendo la sensibilità a contrastare condotte, non soltanto di pastori, contrarie alla dignità delle persone, quando non in aperta violazione all’integrità personale. Dall’altra parte, invece, "sul piano giuridico regna il nulla e chi si adopera a favore delle vittime di derive settarie e invoca un decreto legge viene ingiustamente accusato di essere contro i movimenti religiosi".  

"Non è vero – scrive Pizzulli - che nei paesi come il nostro, in cui non esiste una legge specifica per l'abuso psicologico, esista un arsenale di leggi capaci di perseguire persone abusanti quali: mariti violenti, guru, maghi, pastori, profeti e apostoli dell’ultima ora. Lo testimoniano i continui femminicidi e gli abusi di origine settaria che restano impuniti. Raramente si riesce a definire il maltrattamento, la circonvenzione d’incapace, la violenza privata o la riduzione in schiavitù, quando le ferite sono invisibili". Secondo l’autrice "l’abuso psicologico e di conseguenza l’abuso spirituale, essendo invisibile, continua a non essere contemplato dalle leggi vigenti e della maggior parte degli Stati nel mondo, perché tutto quello che accade è sul piano psicologico. Si tende a negare la manipolazione".


Leggi ad hoc in Francia, Belgio e Lussemburgo

Per questo, a livello europeo, solo Francia, Belgio e Lussemburgo hanno adottato leggi ad hoc contro l’abuso psicologico. Tuttavia qualcosa s’è mosso anche in Italia. "Con una indagine inviata il 29 aprile 1998 dal Ministro degli Interni alla Commissione per gli Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano nasce il Rapporto sulle Sette del Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Il proliferarsi delle sette e dei loro crimini diede la spinta alla Magistratura ad occuparsi di questo fenomeno, che ad oggi è dilagante e ha triplicato la sua attività con l’avvento dei social – scrive Pizzulli - Il limite che vedo in questa pur lodevole iniziativa è l’aver posto l’attenzione solo sulle sette esoteriche, paganeggianti e anti-cristiane.

Ciò ha creato un Noi vs Loro che non è utile. La setta non è da ascriversi solo ad una fetta di mondo religioso o ideologico, né solo a nuovi movimenti religiosi, perché essa nasce dovunque:  anche tra comunità cristiane non particolarmente new age. Nel novembre 2006 il Ministero dell'Interno volle fare un passo in avanti per dare un contributo maggiore alle indagini: costituì presso la Polizia di Stato un organismo speciale denominato Squadra Anti Sette, composto da agenti analisti del crimine, psicologi, investigatori".

Anche le chiese si stanno sempre di più impegnando per contrastare ogni fenomeno di abuso. Tra le iniziative quella del Sinodo della Chiesa evangelica riformata del Ticino, nel novembre 2023, con le sue linee guida contro gli abusi che include un regolamento di condotta per pastori, impiegati, volontari, membri dei consigli di chiesa; quella delle chiese della Comunione Anglicana su Chiesa Sicura; quella della Francia che ha creato un programma di prevenzione e monitoraggio.

"Parlare di fede, dipendenza, derive settarie e manipolazione, non significa essere contro la libertà religiosa – conclude l’autrice - o come qualcuno erroneamente crede, a favore delle persecuzioni, è essere a favore di un’autentica libertà religiosa. Rilevare gli abusi all’interno delle chiese e cercare di provi rimedio non è certo una operazione Torquemada: significa mettere in pratica l’Evangelo ed occuparsi degli oppressi, dei prigionieri, dei miseri, dei deboli.

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