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L'OPINIONE DELL'ESPERTO. Cluster bombs all'Ucraina, soluzione dalle troppe controindicazioni

di Michele Corrado*

Gli Stati Uniti hanno ceduto alle pressanti richieste ucraine per la fornitura di questa particolare sub munizione. Le motivazioni pare siano molto più semplici di quanto si possa supporre, o si voglia far apparire; le scorte di munizioni per le artiglierie, e lo ha anche detto il presidente Biden, sono insufficienti ed i consumi ucraini molto superiori alle normali capacità di produzione occidentali, come abbiamo più volte già ricordato. Situazione prevedibile alcuni mesi fa, mentre si diffondevano le voci dell'imminente controffensive ucraina. Il che solleva qualche interrogativo sia sulla pianificazione delle forze armate di Kiev, sia sulla sicurezza con cui il suo vertice sa di poter contare on demand del munizionamento per proseguire la guerra che, a questo punto, reclama una riflessione congiunta dell'Unione Europea - che lo si voglia o no - su come assistere l'Ucraina sul piano industriale-militare anche per evitare un inasprimento incontrollato (e illimitato) del sostegno militare a rischio allargamento altrettanto incontrollato del conflitto.

Per contrasto, considerando le difficoltà che stanno incontrando gli ucraini nelle loro azioni contro-offensive, è necessario disporre di qualcosa che possa continuare a sostenere i loro sforzi per superare quella fascia di terreno organizzata a difesa dai russi che non sta consentendo il raggiungimento dei risultati sperati.

Vista l’insufficienza dei rifornimenti di munizionamento per i vari tipi di artiglieria in dotazione agli ucraini, una possibile semplice “soluzione”, secondo i vertici della forze armate di Kiev, sarebbe l’impiego massiccio e concentrato di bombe a grappolo su alcuni settori difensivi organizzati dai russi (sistemi di trincee a supporto di profondi campi minati), in modo da effettuare il superamento delle fasce di terreno minato senza il disturbo delle forze avversarie. Declassare quindi questa fase fondamentale della contro-offensiva da tattica (in presenza dell’avversario), a tecnica (realizzazione di corridoi bonificati all’interno dei campi minati).

Per fare ciò è necessario neutralizzare le unità russe a presidio di quei settori dove si vogliono realizzare le penetrazioni. Le cluster bombs possono realizzare questi effetto, in teoria, nella pratica vi sono molte variabili che potrebbero influenzarle. Nella realtà, le bombe a grappolo sono disponibili e prontamente utilizzabili; situazione non possibile per altri tipi di munizionamento, in particolare, per le artiglierie. Il controverso impiego delle cluster bombs risale già alla loro prima realizzazione; a fronte di una semplicità ed economicità di realizzazione presentavano però forti controindicazioni.

Il loro scopo era realizzare una saturazione d’area (tipo quella che si ottiene con i lanciarazzi multipli), di settori di terreno limitati per distruggere le forze che quel terreno occupano.

Nella pratica, forti percentuali di queste piccole bombe non esplodono a contatto col terreno, determinando due effetti negativi: il mancato raggiungimento della saturazione d’area auspicata e la permanenza nel tempo di ordigni inesplosi sul terreno in posizioni non conosciute.

Gli effetti negativi sono quindi concreti e persistenti anche oltre la fine delle ostilità, non sapendo né quante, né dove sono disperse le bombe, che possono essere anche rilasciate da vettori aerei aumentando di conseguenza la loro dispersone sul terreno in maniera incontrollata.

Negli anni sono state messe al bando da un numero considerevole di Paesi con un accordo dedicato, ma Russia, Ucraina e Stati Uniti, insieme a pochi altri, non lo hanno ratificato. E non a caso. Stante questa situazione e considerando lo stato di difficoltà degli ucraini è comprensibile la loro determinazione ad utilizzare tutto quello che possa loro permettere di fare risultato. Una determinazione, però, che non si potrà impedire ai russi, dando così un'ulteriore accelerazione alla guerra, come ha minacciato oggi - secondo il suo stile - l'ex presidente russi Medvedev.

Tuttavia, come ha riportato oggi l'Osservatore romano, l'organo della Santa Sede, nel 500° giorno dall'invasione dell'Ucraina, l'Alto Commissariato l'Onu per i diritti umani ha fornito dati inequivocabili sul costo pagato dalle popolazioni civili:" le vittime sono almeno 9.000, molti sono bambini. E aumentano anche gli ucraini in fuga dai ripetuti bombardamenti e dalla violenze. Eurostat hacomunicato che si tratta di oltre 4milioni di persone".[1]


*Col. in Ausiliaria Esercito Italiano


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