L'Intelligenza artificiale e il dominio sul lavoro
- La Porta di Vetro
- 13 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 13 dic 2025

Ultimo appuntamento del 2025, lunedì 15 dicembre, per il ciclo promosso dalla Porta di Vetro sull'Intelligenza artificiale.[1] In questo incontro, cui parteciperanno in dialogo tra di loro Igor Piotto, della Camera del Lavoro di Torino, e Maria Grazia Cavallo, avvocata penalista, si terrà come di consueto alle 18, nella sala di SocialFare, in via Maria Vittoria 38, si affronterà uno dei temi più delicato in assoluto dall'apparizione dell'IA: le ricadute sull'attività lavorativa. Ricadute che si possono classificare su due ordini di valutazione: quelle reali e quelle prospettate. Su queste ultime si addensano i timori maggiori cui concorrono proprio i principali investitori che descrivono scenari poco rassicuranti per le generazioni future, almeno in prima battuta. Tuttavia, si tratta di dati ambivalenti, perché la contrazione dei posti di lavoro sarebbe compensata dalla creazione di nuovi. Lo assicura, per esempio, il World Economic Forum (WEF), che stima entro il 2030 la perdita di 85 milioni di posti contro l'ingresso nel mercato del lavoro di 97 milioni.
Se si affronta il rapporto tra IA e occupazione, la funzionalità AI Overview offre questa risposta: "I settori più a rischio sono quelli amministrativi, manifatturieri, dei trasporti e del servizio clienti, mentre cresceranno ruoli legati all'IA, alla tecnologia e alla creatività, richiedendo una forte riqualificazione professionale (reskilling) e nuovi sistemi di protezione sociale per gestire la transizione".
In un articolo on line del 6 novembre il quotidiano Avvenire ha ripreso un'indagine di LiveCareer (una piattaforma online che fornisce strumenti e risorse per la ricerca di lavoro e lo sviluppo della carriera), che nel sottolineare la velocità senza precedenti con cui l'Ia sta ridisegnando il mercato del lavoro, "spostando il confine tra mansioni umane e compiti automatizzati", ha identificato dieci professioni specifiche ad alto rischio di sostituzione. Scrive Avvenire: "l'indagine, intitolata "Dieci lavori che saranno sostituiti dall’Ia", va oltre la teoria, analizzando nel dettaglio perché ruoli come addetti all'inserimento dati, operatori di telemarketing, contabili e rappresentanti del servizio clienti sono particolarmente vulnerabili all'automazione. La causa principale risiede nella natura ripetitiva e basata su schemi predefiniti di queste mansioni, che i moderni sistemi di IA possono ora eseguire con maggiore con maggiore velocità, precisione e a costi inferiori". L'analisi accoglie anche le stime della Banca d'Italia, secondo cui circa 4,75 milioni di lavoratori in Italia siano altamente esposti al rischio di sostituzione. Uno scenario è aggravato dal ritardo del Paese nell'adozione dell'Ia, posizionandosi solo al 25esimo posto nel "Government AI Readiness Index 2024".
In questo carrellata di titoli e commenti che si affastellano sul complicato e controverso rapporto tra IA e lavoro, l'attenzione non può non cadere su Il Sole 24 ORE, se non altro per l'originale incipit con cui si è aperto l'articolo on line del 15 ottobre scorso [3], che merita di essere riportato integralmente:
Immagina un grande carosello. Su ogni seggiola c’è un mestiere. Ogni tanto, un’intelligenza artificiale si avvicina e prova a sedersi al posto del lavoratore. Se la seggiola è esposta – perché i compiti sono ripetibili, testuali, prevedibili – l’IA potrebbe riuscirci. Se invece quel mestiere vive di contatto umano, di decisioni improvvise o di mani che sporcano la realtà, la seggiola resta occupata.
Nello specifico, scendendo nei dettagli, l'articolo osserva che da uno studio di Microsoft Research riportato da Visual Capitalist, emerge che l'IA sia "già in grado di replicare una parte rilevante delle attività svolte in molti mestieri cognitivi" e che nella classifica dei quaranta lavori più “esposti” "compaiono figure come interpreti, traduttori, redattori, storici, addetti al customer service, sviluppatori web, analisti di dati, venditori e relatori pubblici". Categorie il cui rischio è stato evidenziato sia da Bruno Geraci, giornalista e scrittore, autore de Intelligenza artificiale. Possibilità infinite, rischi enormi, lo scorso 17 novembre, nel primo degli incontri promossi dalla Porta di Vetro[4], sia dal sociologo Sergio Scamuzzi [5]. E lunedì prossimo con Igor Piotto si entrerà anche nel cuore del problema che investe le rappresentanze dei lavoratori e con Maria Grazia Cavallo nell'affrontare i rischi (o i vantaggi) che corrono gli Ordini professionali.
Note
[1]Il penultimo incontro dal titolo "Intelligenza artificiale, quale impatto sui giovani?" si è svolto lo scorso 1° dicembre, ospiti don Domenico Cravero, parroco della chiesa di Santa Maria di Poirino, e la giornalista Marina Lomunno, de La Voce e Il Tempo. in https://www.laportadivetro.com/post/l-appuntamento-di-oggi-alle-18-l-ia-incontra-gli-adolescenti













































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