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Un coro contro la guerra: immagini del 20° presidio pacifista a Torino

Aggiornamento: 25 feb 2023


Oggi, 2 luglio, 129° giorno del conflitto russo-ucraino. A Torino in piazza Carignano, sono tornate a sventolare le bandiere della pace e il movimento pacifista ha portato tra l'opinione pubblica l'ennesimo invito al cessate il fuoco. Dall'inizio dell'invasione russa in Ucraina, è il 20 presidio nel capoluogo piemontese che vede mobilitate le voci della pace, del rispetto della vita e della dignità umana, dell'attenzione all'ambiente, avvelenato da ogni genere di esplosivo.



E di questo si è parlato in piazza Carignano, anche attraverso cartelli che hanno riassunto ciò che proprio ieri ha ribadito il commissario europeo per l'Ambiente, Virginijus Sinkevicius, commentando il costo crescente per il territorio. Ci vorranno numerose generazioni per riportare l'ambiente ai livelli pre-guerra, ha detto Sinkevicius, aggiungendo che il "Piano Marshall" ventilato per la ricostruzione dell'Ucraina non potrà non tenere conto dei disastri ambientali, dalla distruzione di massa di foreste ai terreni ricoperti di mine e trincee, dell'inquinamento chimico diffuso dalle munizioni che produce la contaminazione su scala industriale di acque e di suolo, cui si devono sommare le enormi quantità di materiale e macchinari militari russi o distrutti o abbandonati che dovranno essere rimossi


Per contrasto, come è stato ripetuto nel corso del presidio, non si vedono segnali di una anche timida disponibilità alla pace. La guerra è ormai il "convitato di pietra" delle nostre vite, del nostro quotidiano, con notizie che inanellano bombardamenti russi sulle città ucraine. Attacchi missilistici su obiettivi civili che il presidente Volodymyr Zelensky denuncia come atti di terrorismo sul suo popolo, mentre plaude alla decisione del presidente americano Joe Biden di inviare aiuti militari per 820 milioni di dollari. Si tratta di una nuova tranche di aiuti che porta complessivamente il sostegno militare del Pentagono a Kiev a 8,8 miliardi di dollari, di cui 7 miliardi di dollari a far data dal 24 febbraio, giorno dell'invasione russa.

Le forniture includono nuovi sistemi missilistici terra-aria e radar per contrastare la gittata dei missili di Mosca e due sistemi estremamente sofisticati di difesa antiaerea utilizzati per proteggere spazio aereo sulla Casa Bianca e al Congresso di Washington.



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