La Posta della Porta di Vetro. "Sindaco attento ai marciapiedi" Dialogo con Domenico Cravero
- La Porta di Vetro
- 2 giorni fa
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Riceviamo da una lettrice di Torino, A.B., abitante nel quartiere Lucento, un commento all'articolo di Giorgio Merlo in https://www.laportadivetro.com/post/il-sano-pragmatismo-del-sindaco-lo-russo-e-una-ritrovata-credibilità-del-ceto-politico e della dottoressa Leila Vincenti, già docente presso la Facoltà di Veterinaria dell'Università di Torino, all'articolo di Domenico Cravero in https://www.laportadivetro.com/post/osservando-i-nostri-tempi-46.
Non ho difficoltà a ritenere estranea ogni forma di captatio benevolentiae l'attestato di stima espresso dal già parlamentare e sindaco di Pragelato Giorgio Merlo nei confronti del primo cittadino di Torino nell'articolo "Il sano pragmatismo del sindaco Lo Russo e una ritrovata credibilità del ceto politico". E lo ritengo anche più che comprensibile alla luce di percorso di rivalutazione della politica che vede al centro i suoi attori, parlamentari, amministratori pubblici insieme con le persone che vi credono. Ma... ecco c'è spunta un ma, quando si tratta di osservare le piccole cose che hanno un grande valore nel quotidiano, come ad esempio la condizione dell'asfalto delle strade o dei marciapiedi. Ecco che allora quel "pragmatismo", che sarà anche sano, ma non è certo associato all'efficienza, se fotografo e osservo i marciapiedi dissestati, pericolosi, di vie importanti come via Foglizzo, per esempio, che conduce alla Scuola media e alla Chiesa dei Santi Bernardo e Brigida, a importanti negozi, alle fermate del tram della linea 2 in corso Potenza, con via Val della Torre impraticabile per i disabili, per poi chiudere con gli allagamenti ripetuti ad ogni temporale all'incrocio di corso Potenza-via Verolengo, e l'abbandono dell'ex Bonafous. E altro ancora. Cordialmente A.B.


Seguo con grande interesse gli interventi che puntualmente, ogni mercoledì, Domenico Cravero riserva ai lettori della Porta di Vetro nella sua rubrica "Osservando i nostri tempi". Il suo è un percorso dedicato agli adolescenti e, di recente alla condizione femminile, non soltanto meritorio ed encomiabile per le analisi messe a disposizione, quanto utile al confronto tra gli stessi adulti, cioè i genitori, se non i nonni, di quegli adolescenti. Ma rispetto all'articolo di mercoledì scorso, 4 marzo, ho avvertito l'esigenza di una personale puntualizzazione. Ora se è vero che le situazioni fisiologiche sono tutte sicuramente presenti nelle madri, non lo sono però nella stessa misura. Ogni rapporto è peculiare e dipende dalla situazione in cui ogni donna si trova. Se supportata e accudita a sua volta la mamma ha un rapporto intenso col neonato, ma non totalizzante, benché sia vero che la mamma tenda a far proprio il senso di responsabilità.
Le motivazioni biologiche (prima della contraccezione) creavano diversi presupposti. Era normale fare figli, era biologia, ma era anche normale dare i figli a balia e curarsene poco anche educativamente. In seguito la maternità responsabile ha reso una scelta la maternità, quando ci siano i presupposti sociali economici ecc. e ha quindi smussato certe esasperazioni. Certo è che l’organismo cambia, ma non è positivo per la salute prendere troppo peso, dunque si fa attenzione all’alimentazione, i messaggi materno/neonatali viaggiano negli scambi placentari e perfino nella suzione dalla mammella e cambiano e condizionano anche inconsapevolmente il comportamento della donna-madre che diventerà più apprensiva, più reattiva ai richiami del neonato. Che diventare madre sia una tappa essenziale non direi proprio nei tempi moderni. Si è e Ci si deve sentire completi anche in assenza di “figlianza”. Il dovere sociale del generare progenie è quanto mai discutibile soprattutto ai giorni nostri.













































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