Mediazione di Parigi per fermare la guerra in Libano
- La Porta di Vetro
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Aggiornamento: 32 minuti fa

Una finestra per la Pace. La diplomazia francese è in azione per cercare una soluzione al dramma infinito del Libano, un paese dove è in corso una gigantesca immigrazione interna da sud a nord, per sfuggire all'invasione di Israele, che coinvolge mezzo milione di persone, in viaggio verso l'ignoto, dopo avere perduto nuovamente tutto.
Parigi si propone come mediatore nel disarmo di Hezbollah, riportano i quotidiani libanesi[1] che spiegano come l'iniziativa sia stata discussa durante nella notte scorsa "tra i principali centri di potere libanesi a Baabda e Ain el-Tineh".
Nel dettaglio, l'ipotesi di cessate il fuoco prevede il disarmo di Hezbollah e il contemporaneo ritiro delle forze armate israeliane nei loro confini. Ad un tempo, entrerebbe in campo il terzo soggetto dell'intesa, l'esercito libanese che dovrebbe schierarsi nei sobborghi meridionali di Beirut, capitale del Paese e roccaforte del gruppo filoiraniano. Ultimo, ma non meno importante, il governo libanese dovrebbe avviare negoziati di pace con Israele, segnando l'inizio di una nuova era di rapporti, finora contrassegnati da una storica ostilità.
La proposta francese, ispirata dall'Eliseo, si ritrova a dover fare i conti con la complessa e complicata realtà politica libanese, come avvertono i commentatori locali, che deriva dal peso specifico di Hezbollah su una parte consistente dell'opinione pubblica, nonostante la situazione drammatica in cui è nuovamente precipitato il Libano, invaso da terra e bombardato dal cielo dall'IDF, la cui pressione militare in queste ore si è rivolta a colpire la città di Nabatiye, 60 chilometri a sud di Beirut, già colpita alla fine di febbraio da un missile lanciato da un drone israeliano, dopo che ieri notte, la capitale è stata colpita da almeno 10 bombardamenti missilistici. Ma Nabatiye è un nome che i libanesi associano a ricordi strazianti: il 21 marzo del 1994 elicotteri da guerra israeliani aprirono il fuoco contro un bus pieno di contemporanea. Ne morirono 4 e altri 10 restarono feriti. morirono 4 e altri 10 restarono feriti. Un episodio passato sotto silenzio, almeno in Italia, per l'eco suscitata dal contemporanea assassinio il giorno precedente di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin, il giorno prima a Mogadiscio. Quattro anni dopo, il 18 aprile 1998, sempre elicotteri da guerra israeliani centrarono una casa di Nabatiye causando la morte di 8 persone tra cui un bimbo di appena 4 giorni.
Intanto, negli scontri tra IDF e Hezbollah lungo il confine tra Israele e Libano, è stata coinvolta la missione Unifil-Onu. Ieri, venerdì 6 marzo, tre caschi blu ghanesi sono rimasti feriti in un attacco israeliano alla base nel sud del Libano. Secondo le dichiarazioni di un rappresentante delle Nazioni Unite, i caschi blu sono rimasti feriti dopo che la loro posizione nella città di Qawzah è stata presa di mira.
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