Crolla l'ordine mondiale, avanza la neo dottrina nucleare francese
- Stefano Rossi
- 20 ore fa
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di Stefano Rossi

Lo scorso 2 marzo il Presidente francese Emmanuel Macron ha tenuto un discorso alla base navale dell’Ile Longue (Bretagna), in cui ha annunciato importanti novità nella dottrina nucleare francese.
Il quadro internazionale in cui si inserisce questa decisione è segnato dal crollo dell’ordine internazionale liberale in favore di un sistema multipolare competitivo, segnato dal ritorno della politica di potenza di stampo ottocentesco. Il sistema di accordi che nella seconda metà del Novecento ha favorito la non proliferazione e addirittura la riduzione degli armamenti nucleari tramite un sistema di controlli reciprochi e trasparenza, è definitivamente venuto meno – anche formalmente, data la scadenza dei relativi trattati.
In questo scenario, decidere di aderire unilateralmente a una serie di limiti e regole di trasparenza, mentre il resto del mondo va verso la ri-espansione degli arsenali nucleari e diversi nuovi paesi manifestano di valutare l’attivazione di programmi nucleari anche a scopi militari, diventa una scelta molto difficile da fare. Se l’obiettivo è la sicurezza, la libertà e l’indipendenza dello Stato, il ritorno della “giungla” globale impone decisioni che solo pochi anni fa sarebbero sembrate folli.
Macron ha infatti annunciato che la nuova dottrina di deterrenza nucleare francese prevede:
- l’aumento del numero di testate nucleari disponibili;
- la cessazione della pubblicazione dei dati riguardanti l’arsenale nucleare, cioè l’avvio di quella ambiguità strategica che, in assenza di politiche coordinate di controllo reciproco tra le potenze nucleari, torna ad essere un pilastro di una efficace forza di deterrenza;
- il mantenimento delle decisioni politiche in capo alla Presidenza della Repubblica francese;
- l’allargamento dell’ombrello nucleare francese a tutela di altri partner europei. Al momento Gran Bretagna, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, Polonia e Svezia;
Il giorno stesso, proprio Macron e Merz (il Cancelliere tedesco) hanno pubblicato una dichiarazione congiunta in cui avevano annunciato una più stretta collaborazione nel settore della deterrenza nucleare, in risposta alle minacce poste dal nuovo scenario globale e nella consapevolezza che la deterrenza nucleare resta un pilastro del quadro di sicurezza europeo. In particolare, la Germania inizierà a partecipare alle esercitazioni francesi e avrà accesso a visite congiunte di siti strategici. Il comunicato chiarisce che la deterrenza francese si inserisce e resta coordinata con il quadro NATO (cioè, con Gran Bretagna e USA), quasi a riaffermare implicitamente che non vi alcuna intenzione di sostituire l’ombrello americano con quello francese, ma semmai di considerarli in modo integrato.
È emerso chiaramente come anche un paese democratico animato dalle migliori intenzioni (ammesso e non concesso che il nostro partner transalpino lo sia), non può che prendere atto delle nuove minacce che arrivano da un mondo in cui tornano gli imperi e la politica di potenza. Ciò ci ricorda come la sicurezza nucleare sia un fatto che dipende dal comportamento di tutti gli attori globali rilevanti, cioè un bene pubblico mondiale. Il fallimento nel perseguire politiche di coordinamento, riduzione e controllo incombe come una spada di Damocle sulla testa non solo dei cittadini europei, ma di tutti i cittadini del mondo.
L’indebolimento dell’organizzazione internazionale e dell’ordine mondiale basato sulle regole, accusato da tanti di limitare indebitamente le sovranità nazionali e minacciare la democrazia, ci sta portando verso un nuovo periodo di guerra e instabilità, dove sono proprio la libertà dei popoli e la democrazia a soccombere. D’altra parte, se c’è una lezione del Novecento è proprio che la divisione del mondo in stati sovrani conduce strutturalmente alla guerra.
Siamo lontai anni luce dagli anni in cui la parola d’ordine era il disarmo, ma anche da quelli – ben più vicini nel tempo – in cui Macron annunciava alla Sorbona (2017) la sua grande iniziativa per costruire un’Europa più forte e unita. La visione che emerge dall’Eliseo è oggi di un’Europa in cui è la Francia a fornire agli altri la sicurezza, e non di un’Europa capace di costruire un sistema di sicurezza comune, in cui le decisioni politiche sia assunte a livello europeo dai cittadini europei e dagli Stati membri.













































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