"La salute delle donne non è proprio un dettaglio..."
- Rosanna Caraci
- 1 giorno fa
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Aggiornamento: 10 ore fa
A Torino un incontro pubblico promosso da Cisl Fistel Piemonte sulla condizione sanitaria femminile tra lavoro, diritti e prevenzione
di Rosanna Caraci

Romperne il silenzio e contrastare la normalizzazione della sofferenza femminile. È questo l’obiettivo dell’incontro pubblico “La salute non è un dettaglio – Rompere silenzi e normalizzazioni: la sfida della salute di genere come diritto”, promosso da CISL Fistel Piemonte, in programma giovedì 12 marzo alle ore 18:15 in via Moretta 57/A a Torino.
L’iniziativa nasce per accendere i riflettori su un tema spesso sottovalutato: il rapporto tra salute delle donne e lavoro, tra carichi invisibili, malattie sottodiagnosticate e difficoltà a conciliare cura, occupazione e benessere.
Secondo i dati più recenti, infatti, la dimensione di genere continua a influenzare profondamente le condizioni di salute e sicurezza nel lavoro.
Alcuni dati: in Italia le lavoratrici rappresentano una quota crescente della forza lavoro, ma continuano a vivere condizioni di maggiore vulnerabilità sanitaria e lavorativa. Nel 2024 le donne hanno rappresentato il 31,6% degli infortuni denunciati sul lavoro in Italia. Sul fronte delle malattie professionali, le denunce femminili sono circa il 26% del totale, con una forte incidenza di patologie muscolo-scheletriche legate a lavori ripetitivi o di cura. Secondo la Relazione annuale e dati su infortuni e malattie professionali dell’Inail, complessivamente nel 2024 sono state circa 88 mila le denunce di malattia professionale, in crescita del 21,8% rispetto all’anno precedente.

Un altro elemento rilevante riguarda gli infortuni in itinere, cioè nel tragitto casa-lavoro: le donne risultano più esposte rispetto agli uomini, spesso a causa della maggiore frammentazione degli spostamenti legata a lavoro e responsabilità familiari. A dirlo è sempre l’ Inail, col Dossier Donne. Sul piano più generale del mercato del lavoro, in base al Rendiconto di genere Inps, persistono forti squilibri: il tasso di occupazione femminile è circa il 52,5%, contro oltre il 70% degli uomini; le donne hanno retribuzioni mediamente inferiori di circa il 20%; il 64% dei contratti part-time riguarda lavoratrici, spesso involontariamente. Queste condizioni si riflettono anche sulla salute: precarietà, doppio carico di lavoro professionale e di cura, stress e difficoltà di accesso alla prevenzione incidono sulla qualità della vita e sulla permanenza nel mercato del lavoro.
Occorre rompere il silenzio
L’evento nasce proprio per mettere al centro la salute di genere come diritto, affrontando temi spesso taciuti: dalla salute pelvica al sonno, dalla prevenzione alla cultura della cura di sé. Durante l’incontro interverranno, oltre a chi scrive, Alessandro Verraz, biohacker e health coach specializzato in sonno e longevità, Stefania Soncini, medico chirurgo esperta in riabilitazione del pavimento pelvico, Valeria Arietti, farmacista, Barbara Salerno, coordinatrice Gruppo Donne e Pari Opportunità Fistel CISL Piemonte
Non è normale soffrire in silenzio. Non è normale mettere sempre la propria salute dopo quella degli altri. Parlare di salute femminile significa parlare di lavoro, diritti e qualità della vita. L’incontro, dunque, vuole essere uno spazio pubblico di confronto e consapevolezza, per superare stereotipi e ritardi culturali che ancora oggi influenzano la prevenzione, la diagnosi e il riconoscimento delle patologie legate al lavoro.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.













































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