SETTIMANA FINANZIARIA. Borse, altra vittima della guerra
- a cura di Stefano E. Rossi
- 10 ore fa
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Aggiornamento: 1 ora fa
Intanto si profila un nuovo shock petrolifero con l'oro nero che schizza a 90 dollari al barile
a cura di Stefano E. Rossi

Il Presidente Trump ha appena dichiarato che le imprese americane di armamenti, il settore defence (cioè difesa, l’ipocrisia vince sempre), hanno accettato di potenziare la propria produzione. Siamo in piena economia di guerra. L’oro riprende a risalire. È una corsa temibile, in quanto è il classico bene rifugio. Chiude a 5.175 dollari l’oncia. Lo insegue il dollaro, che si riapprezza contro l’euro fino a toccare 1,15, per poi assestarsi in chiusura a 1,161. Invece, le borse europee crollano. Spagna -7,01%, Francia -6,84%, Germania -6,70%. L’Italia potrebbe fregiarsi di essere la migliore, ma la perdita è comunque pesante -6.48%.
Si prospetta il fantasma di una nuova crisi petrolifera. L’oro nero buca quota 90 dollari al barile. L’Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo stima che, in caso di scenario negativo, il prezzo del petrolio Brent potrebbe raggiungere i 120 dollari al barile e l’inflazione europea salire al 3%. L’indice di volatilità, il Vix, che sintetizza il rischio di mercato, saliva già da tempo, dalla scorsa notte di Natale. Adesso, men che mai accenna a fermarsi: sfiora quota 30 (+48,59% è la performance di questa settimana).
Cosa è successo… Nella notte in cui usciva il nostro precedente articolo settimanale di finanza, scoppiava la guerra in Iran. È iniziato un capitolo nuovo.
Fabbriche d’armi che si confermano motore di ripresa, possibile incetta delle altrui risorse energetiche, rinnovata capacità di spesa, nuovi potenziali consumatori da liberare dall’oppressore: affari e politica non si stringono mai così tanto come quando inizia una guerra. O quando finisce. Ma quella è una storia che ci sembra ormai uscita dall’attualità. E intanto Cuba trema al pensiero di essere il prossimo nome sulla lista.
L'ultimo viaggio di un visionario
A 91 anni d’età muore a Tokyo il nonno dell’internet, David J. Farber. Visionario professore e ricercatore, che, sin dagli anni ’70, ha dedicato la sua vita alla scienza dell’elettronica. Ha contribuito allo sviluppo e alla standardizzazione dei protocolli internet realizzando, per la prima volta al mondo, una rete operativa di computer. Oggi non potremmo nemmeno immaginare che mondo sarebbe, se si dovesse tornare indietro. Oltre il 20% delle compravendite globali avviene online, per un controvalore di 6.880 miliardi di dollari, metà delle quali si svolgono in Cina. In Europa, quattro utenti internet su cinque effettuano acquisti in rete. In Italia sono oltre 35 milioni di persone. Ma non c’è solo il business. Con lo smartphone, sul quale si concentra l’85% della navigazione, la fruizione dell’internet ai fini relazionali e divulgativi in pochi anni è letteralmente esplosa. Il 38% degli utilizzatori si dedica ai canali social e alle chat. Ma non manca un confortante 11% di utilizzo del web per motivi di studio.
Nel crollo spicca il volo Lottomatica
Piazza Affari precipita, Non è l’unica, ma non è consolatorio. Dal clima d’incertezza si passa a una diffusa certezza: il mercato sta crollando. Giù le banche e le assicurazioni. Giù tutta la manifattura. Ma, più di tutti, con un - 20,15%, giù Amplifon e i suoi rimedi per chi non sente. Sarà un segnale, chi fa la guerra non sente ragioni.
E infatti, anche le buone notizie scivolano mollemente come l’acqua sui ciottoli in riva al mare. I risultati positivi non producono più esiti scontati o, quantomeno, logici. Stellantis precipita in borsa, -11,08%, nonostante il buon risultato delle immatricolazioni in Italia a febbraio, cresciute del +27,2%. È il doppio della media del mercato automobilistico domestico (+14%).
Mentre tutto sprofonda, il gioco e le scommesse la fanno da padroni. Lottomatica stupisce tutti e realizza ricavi da record: 2,2 milioni di euro (+12%). Il gioco online è cresciuto del +22%. È lui a trascinare le performance del gruppo. Chissà se il nonno dell’internet approverebbe.
Il Borsino della settimana – rassegna dei migliori e dei peggiori titoli del listino FTSE MIB.
I Tori: Lottomatica +21,32%, Eni +4,42%,
Gli Orsi: Amplifon -20,15, Nexi -19,93%.
FTSE MIB: -6,08% (valore indice: 44.337)
I presenti commenti di mercato rivestono un esclusivo scopo informativo e non intendono costituire una raccomandazione per alcun investimento o strategia d’investimento specifica. Le opinioni espresse non sono da considerare come consiglio d’acquisto, vendita o detenzione di alcun titolo. Le informazioni sono impersonali e non personalizzate.













































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