Referendum giustizia: incontro con le magistrate Panelli e Rizzo
- La Porta di Vetro
- 5 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 5 mar
A Torino, oggi alle 18 presso l'Osteria Rabezzana, iniziativa promossa dalla sezione Anpi "Eusebio Giambone"

Con il titolo “Capire la riforma per difendere la democrazia”, si svolge oggi a Torino, in via San Francesco d'Assisi 23 un incontro con le magistrate con funzione di Pubblico Ministero Sara Panelli e Giulia Rizzo. Si tratta di un momento di confronto aperto per comprendere i contenuti della riforma della giustizia e le implicazioni referendarie, con l’obiettivo di favorire una partecipazione consapevole e informata. Interverranno, magistrati con funzioni di pubblico ministero.
“Come ANPI siamo particolarmente sensibili ai diritti e alle libertà dei cittadini, contro censure, delegittimazioni, prevaricazioni del potere”, afferma la presidente della Sezione torinese Maria Laura Marchiaro. "L’esercizio dei diritti e delle libertà dei cittadini - aggiunge - è salvaguardato dalla Costituzione attraverso la divisione dei tre poteri, il legislativo, l’esecutivo, il giudiziario. Questa è la garanzia fondamentale per impedire abusi e ogni sorta di autoritarismi. Per questa ragione sosteniamo il NO al referendum perché la legge di riforma, che cambia la Costituzione, colpisce proprio la divisione dei poteri, frammentando l’organo di autogoverno, cioè il Consiglio Superiore della Magistratura, sminuendone le funzioni e indebolendo di conseguenza l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura”.
La riforma, prosegue la presidente della sez. ANPI "Eusebio Giambone", prevede la divisione in due del Consiglio Superiore della Magistratura, uno per la Magistratura giudicante e l’altro per i Pubblici Ministeri. Per di più i magistrati componenti di ciascun CSM sarebbero estratti a sorte, una scelta umiliante che prescinde dal consenso e dal merito, mentre la formazione dei rappresentanti politici del CSM avverrebbe attraverso un meccanismo di fatto pilotato dalla maggioranza di governo. L'analisi si conclude osservando che "la riforma prevede anche un’Alta Corte, con analoghi meccanismi di formazione dei componenti, ancora più sbilanciati a favore del governo. Il risultato finale sarebbe, in sostanza, un colpo alla Magistratura e un aumento di potere dell'esecutivo".












































Commenti