L'8 marzo, autentica festa per chi ama e sa vivere con le donne
- Piera Egidi Bouchard
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Aggiornamento: 13 minuti fa
di Piera Egidi Bouchard

Di anno in anno l’8 marzo riunisce le donne in una giornata di lotta e di festa. Le storiche non ritrovano una traccia unitaria nelle origini di questa data: l’incendio nel 1908 nella fabbrica tessile “Cotton” di New York , in cui si tramanda che morirono 129 operaie (anche se non è noto il numero esatto), rinchiuse dentro dal padrone, non è certo. Anche nel 1911 avvenne un tragico incendio, con 146 vittime, quasi tutte donne, a New York, ma alla Fabbrica Triangle e la data è il 25 marzo. Probabilmente si è fatta confusione tra due avvenimenti riportati oralmente.
Però, sempre nel 1908 a Chicago fu istituito in un’assemblea di socialiste americane il primo “Woman’s Day”, che si svolse l’anno seguente nella stessa città, ma la data è il 31 gennaio. Anche in Europa, a Copenaghen, nella Conferenza internazionale delle donne socialiste, Clara Zetkin a sua volta propose di istituire un Giorno della donna. E l’8 marzo 1917, durante la Prima guerra mondiale, a Pietrogrado, nella Russia zarista, le donne scesero in piazza per il pane e la pace, e questa ricorrenza fu ripresa poi nel ’21 , dopo la rivoluzione, sovietica, come “Giornata internazionale delle donne operaie”.
In Italia, durante la Seconda guerra mondiale, le donne organizzate dalle partigiane dei “Gruppi di difesa della donna” (ricordiamo qui per esempio Ada Gobetti, Bianca Guidetti Serra, Frida Malan, Silvia Pons) si ritrovavano clandestinamente in quella data e, a guerra finita, dal 1946 l’8 marzo fu assunto unitariamente come “Festa della donna”, data che fu accolta nel 1975 dall’ONU come “Giornata internazionale della donna”. La mimosa, che fiorisce in questi giorni, è stata assunta come simbolo .
L’8 marzo è stata sempre legato, nella storia, del nostro paese a momenti di lotta per la pace e per i diritti delle donne: diritto di voto, diritto al lavoro, tutela della salute, della maternità, possibilità di interruzione della gravidanza, consultori, asili, servizi sociali, e via via nel secolo ormai passato: l’8 marzo è legato a tutte le tappe per ottenere le leggi che ora, in Italia, sono tra le più avanzate e devono essere tutelate.
Le giovani, ovviamente, sono sempre state in prima fila per ottenere diritti e leggi, e quest’anno in tutto il nostro paese le manifestazioni si sono concentrate sul tema coinvolgente “Senza consenso è stupro”.
Le iniziative dell'Associazione "“Donne per la Difesa della Società Civile”

Ma un momento particolare è riservato alle donne delle passate generazioni, e questo è stato il caso della Festa organizzata dalla Casa del Quartiere torinese San Salvario, promossa dall’attivissima Spi-Cgil e dal suo Coordinamento Donne, dall’Associazione “Donne per la Difesa della Società Civile”, dal “Coro d’Argento” e dalla “Associazione culturale Pentesilea”, con un progetto finanziato dall’8 per mille valdese: ottimo che questi soldi liberamente dati dai cittadini vadano anche a preziose attività di integrazione sociale, e il lavoro con gli anziani è uno di questi.

Il “Coro d’Argento” ha aperto la Festa con una rassegna di canzoni: sono una settantina di donne – dai 60 ai 90 anni, mi dice Daniela Lenzi, la coordinatrice - che si sono organizzate in questo coro: “Abbiamo scoperto l’utilità di stare insieme cantando. Una fonte di apprendimento piacevole che ci tiene unite e pronte ad uscire di casa per mantenerci attive anche un tarda età". Il coro ormai ha un percorso decennale, è stato fondato dalla musicista Annina Pugliese, che poi, negli ultimi tempi della sua vita bella, dedicata alla musica e all’impegno civile con le altre donne, ha “passato il testimone” al Maestro Giorgio Guiot, concertista e compositore pinerolese che ora lo guida.
Un repertorio vasto, di canti sociali di protesta, di ribellione, come quelli di Cantacronache, ma anche con la rivisitazione di temi di attualità, come una canzone sul femminicidio, una contro il bullismo, e canti sul lavoro, anche internazionali: “Sono molto orgoglioso di lavorare con questo coro – dice Guiot – sono un musicista che opera in tantissimi contesti corali, soprattutto della terza età, con attenzione alla socialità, alla memorizzazione: cantare insieme è qualcosa che aiuta anche gli anziani in difficoltà, ho avuto persone con l’Alzheimer, che hanno trovato giovamento. E ho persino troppe richieste, ora...”.

Anche le nuove generazioni hanno partecipato a questo momento di festa, che è stato inoltre un momento di ricordo di tante lotte: due attrici Elisa Occhini e Federica Tammarazio, accompagnate dalla musica di Pierpaolo Berta, hanno condotto simpaticamente lo spettacolo “CITTADINE, Cinque Storie con la Costituzione”, che ha permesso, attraverso il gioco di un’immaginaria tombolata, di ripercorrere le tappe delle lotte per i diritti delle donne nel nostro paese, dal dopoguerra ad oggi. Il pubblico, di anziane e anziani del Quartiere, che riviveva tanti momenti importanti divertendosi, ha applaudito con gusto i vari passaggi, e poi, a conclusione, c’è stato il tradizionale banchetto con una una bella merenda. Perché una festa si rallegra anche così.













































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