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"Manca chiarezza tra Governo e Stellantis"

di Gianluca Ficco*


Il susseguirsi di notizie confuse e perfino contraddittorie su Stellantis e sul possibile coinvolgimento di un produttore cinese conferma la assoluta necessità di un incontro chiarificatore sia con i vertici della multinazionale sia con i vertici del governo. Il tavolo automotive che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha aperto quasi un anno fa per affrontare i drammatici contraccolpi della così detta transizione, fino ad ora non ha fornito alcuna risposta ed anzi la situazione diventa di giorno in giorno più drammatica. In questo contesto c'è da domandarsi su quando, più che su come e dove, sia cominciato il balletto della non chiarezza tra le parti. Di certo, tra Governo e Stellantis non è estraneo un tatticismo esasperato per non scoprire fino in fondo le proprie carte. Un atteggiamento pericoloso che denuncia la mancanza di consapevolezza dei rischi che esso implica per il Paese. Un Paese che a sua volta non ha ancora chiaro due elementi strettamente connessi tra di loro: il primo, che la vecchia Fiat non esiste più, l'altro che è l'Unione Europea ad avere imboccato la strada senza ritorno dell'abbandono del motore a c combustione. Insieme, questi due elementi concorrono a modificare il settore automobilistico.

È per questo che occorre un incontro presso la Presidenza del Consiglio, allo scopo di consolidare e di rilanciare la presenza di Stellantis in Italia, nonché di salvaguardare la filiera dell’indotto in una fase complicatissima in cui è a repentaglio la sopravvivenza dell’intero settore automotive. In mancanza proporremo lo sciopero nazionale del settore automotive alle organizzazioni sindacali con cui ci siamo già mobilitati unitariamente.

Ai vertici di Stellantis chiediamo di fare chiarezza sui programmi produttivi previsti per il nostro Paese, completando e migliorando il piano industriale fino ad ora delineato. Al Governo chiediamo invece responsabilità nel garantire condizioni di competitività al settore automotive che altrimenti sarà devastato da una transizione all’elettrico mal concepita e mal gestita. Bisogna assolutamente scongiurare quel divorzio fra l’Italia e Stellantis che più volte proprio il Governo ha minacciato e che sarebbe una sciagura per i 40.000 lavoratori diretti e le decine di migliaia dell’indotto, di cui almeno 20 mila nel Torinese tra diretti e aziende collegato. Oltre all'impatto devastante sul piano economico e sociale.

*Segretario nazionale Uilm-Uil responsabile del settore auto.

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