Genova si getta alle spalle l'incubo della chiusura ex Ilva
- Vice
- 5 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 5 dic 2025
Accordo raggiunto nel pomeriggio al ministero
di Vice

Si riprende. Blocchi stradali rimossi. La ex Ilva di Cornigliano esce dall'incubo. Da domani, dopo sette giorni di sciopero, un crescendo di tensioni e incontri in videoconferenza con il ministero del Made in Italy, un nome che in questo contesto sembra surreale, se non fosse per le migliaia di posti di lavoro in gioco. E Genova tira un sospiro di sollievo. Gli scontri di ieri con le forze dell'ordine avevano evocato brutti ricordi. Quelli di oggi, tra militanti sindacali di sigle diverse, in questo caso tra Uilm e Fiom, non sono spiegabili se non con il prolungamento di piccole grandi rese di conto.
Domani, 6 dicembre, l'acciaieria simbolo della Lanterna vedrà le sue file di lavoratori per la timbratura del cartellino. Saranno in 585 all'ingresso dei cancelli, mentre 280 restano in cassa integrazione, 70 sono quelli destinati in formazione. Ma la produzione di zincato sarà avviata con il rifornimento di 24mila tonnellate, e potrà andare avanti fino a febbraio, con tre settimane dedicate alla manutenzione, come ha spiegato Armando Palombo, Fiom-Cgil, che non ha resistito, nonostante la soddisfazione dell'accordo raggiunto al ministero, le assicurazione del commissario straordinario, l'impegno delle istituzioni locali, Comune di Genova e Regione Liguria, a ricordare che molti dovrebbero "farsi un esame di coscienza", e ad invitare tutti i protagonisti della vertenza a non abbassare la guardia, perché l'accordo non esclude l'esistenza dei problemi nell'arcipelago della ex Ilva, a Genova come a Taranto.



Che non sono sconosciuti al ministro Urso che ha comunque assicurato agli enti locai liguri e pugliesi che nei due principali siti di Acciaierie Italia, ex Ilva, la parola chiusura è stata cancellata dal vocabolario. Non vi è alcun piano di chiusura, ha dichiarato Urso, gli unici piano esistenti sono quelli per lo stabilimento di Cornigliano e quello per Taranto che prevede una cadenza produttiva di 4 tonnellate all'anno. Nel comunicato, il ministero guidato da Urso, ha specificato che "la riduzione dei flussi di coils verso il Nord è quindi temporanea, legata ai lavori sugli impianti, in vista della ripresa produttiva".













































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