Oderda: "L'ex Ilva di Racconigi non deve essere sacrificata"
- Alberto Ballerino
- 5 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 5 dic 2025
A colloquio con il primo cittadino del comune della Granda
di Alberto Ballerino

Anche il sindaco di Racconigi, Valerio Oderda, ha partecipato ieri, 4 dicembre, all’incontro in video collegamento con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per affrontare la questione dell’ex Ilva. Questa attenzione agli enti del territorio viene giudicata positivamente dal primo cittadino del comune della Granda: “Intanto in queste fasi, a differenza del passato, c’è la disponibilità di condividere con gli enti locali quello che sta accadendo, indubbiamente è un elemento di assoluto valore per il nostro operato. Certamente la vicenda ha delle complessità legate alla necessità di soddisfare il fabbisogno di acciaio che arriva da Taranto. Quindi ci sono da tenere conto scelte strategiche, problemi ambientali e altro che si riverberano su noi. Personalmente penso sia un ostacolo complicato da gestire che tocca sensibilità più che legittime di altri territori”.
Le condizioni dello stabilimento di Racconigi sono abbastanza particolari e sono raccontato mentre a Genova, dopo sette giorni di sciopero e presidio, è stato trovato l'accordo per l'acciaieria di Cornigliano. “A seconda dei punti di vista, noi siamo quelli nelle peggiori o nelle migliori condizioni. Lo stabilimento di Racconigi è molto appetibile: risulta presente in tutte le offerte e alcune sono state avanzate solo per esso. Questo per la sua efficienza, per il personale di qualità in grado di dare redditività all’azienda. Purtroppo in questa vicenda ci troviamo stritolati. Ormai, dopo tutti questi anni abbiamo solamente 89 dipendenti, tutti in cassa integrazione perché non c’è il materiale per lavorare. Lo stabilimento però è redditizio, fosse solo riguardo al lavoro per conto terzi”.
Proprio tenendo conto di questa particolare situazione, il sindaco preferirebbe l’ipotesi di spacchettamento. “Ora il sito è al centro di una serie di interessi nell’ipotesi anche di spacchettamento, a mio avviso opportuno, oltre che di continuazione nel gruppo attuale. Sarei disposto a ragionare in qualsiasi modo sulla questione, pur essendo solidale sulle problematiche generali dei territori. Per assurdo stiamo facendo in Piemonte dei ragionamenti sulla importanza dell’acciaio a livello globale e nazionale ma dimentichiamo i nostri poli siderurgici che pure hanno una valenza territoriale e di efficienza importante. Questo stabilimento potrebbe dare occupazione a un numero doppio dei suoi attuali dipendenti, noi non vogliamo assistenzialismo, ma sviluppo. Se ci sono partite differenti, va preso atto del fatto e non rimanere su una sola, rischiando di sacrificare, come nel nostro caso, delle opportunità per dei territori. Rischiamo di essere i più danneggiati anche se siamo quelli che stanno meglio”.













































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