Luci di pace: da padre Balducci al dialogo interreligioso
- Piera Egidi Bouchard
- 10 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Torino, gli incontri al Sermig e alla Casa Valdese
di Piera Egidi Bouchard

Mentre si era tutti e tutte col fiato sospeso per le trattative in atto tra Israele e Hamas, il lavoro culturale e di dialogo sulla pace è andato avanti in tanti luoghi diversi. Come il pomeriggio e poi la sera di ieri l'altro, 8 ottobre, nel salone del Sermig proprio intitolato alla Pace, dove si è svolta la presentazione del libro di Ernesto Balducci “Cercare la pace con ragione e con passione”, promosso da quella straordinaria figura di donna dedicata all’ecumenismo che è stata Teresella Parvopassu. La sua ultima fatica, infatti, fu proprio quella di raccogliere questi scritti di Balducci sulla pace, e quando le forze stavano per abbandonarla, decise di passare il testimone a Luigi Giario, ora presente a parlare di lei e di questo libro. Balducci è stato rievocato anche con il video di un’omelia in cui proprio trattava di questo tema, per cui bisogna impegnarsi: la sapienza si ottiene solo “mettendo il centro di te fuori di te”.
Un tema caro anche a don Ermis Segatti, connesso strettamente al dialogo interreligioso in cui è presente in tante diverse iniziative:” Bisogna acquistare una visione mondiale – ha detto – uno sguardo di globalità, e scavare con la ragione in quanto fonte di spiritualità: al centro del nostro sguardo ci dev’essere la sopravvivenza dell’umanità e del pianeta.”
I due relatori si sono soffermati sulla necessità inderogabile della nonviolenza. “Può scattare un meccanismo che infrange la ragione: il potere, un’istintualità primordiale - ha concluso don Ermis – ma bisogna attuare delle strategie di contenimento: l’”homo atomicus” deve affrontare questo problema. La sola minaccia dell’atomica dovrebbe essere condannata come crimine contro l’umanità”.

L’infaticabile Ermis Segatti ha presieduto poche ore dopo nella Casa valdese alla presentazione dell’importante documento “Mai più per nessuno”, che recita nell’introduzione: “Quel che segue è un appello sottoscritto da ebrei e da amici del mondo ebraico, consapevoli del suo apporto, non solo alla storia dell’Occidente, ma alla coscienza universale. Nei giorni in cui sta navigando la Flotilla verso Gaza, sentiamo di dover prendere, rispetto alle drammatiche vicende in corso, una posizione ferma che sia premessa di ogni futuro dialogo. Poniamo questo appello al servizio di un’azione comune, che riunisca tutti quanti , in un momento così cruciale,
intendono avere cura delle sorti dell’umanità.”
Aperto dalla lettura del presidente del Concistoro valdese Sergio Velluto di alcune pagine di Martin Luther King e dal saluto introduttivo del pastore Sciotto, che ha ricordato i recenti documenti sinodali su questo argomento, successivamente don Ermis ha dato la parola ai vari relatori, raccomandando al folto pubblico di diffondere e firmare il documento, e ha invitato al podio anche un rappresentante islamico.
Intanto un video riportava la coinvolgente testimonianza di Claudio Torrero - uno dei coautori di questo scritto - nelle ultime ore imprigionato con i suoi compagni della seconda Flotilla: “ Non ti dimentichiamo” – ha detto Sara Kaminski, docente di ebraistica - ricordando il lavoro comune a questo documento e l’impegno nella ‘scuola di pace’. Ha quindi ricordato lo “scempio orrendo” del 7 ottobre, ma anche il fatto che sabato scorso un milione di israeliani sono andati in piazza per dire no al governo Netanyahu.
“Si tratta di provare a riprendere il dialogo – ha detto a sua volta l’islamico Ibrahim – contrastando gli estremismi”. Paolo Candelari (Sereno Regis, Mir) ha rivendicato la scelta della Flotilla che con la sua azione nonviolenta “ha risvegliato le coscienze con maggiore successo di qualsiasi azione armata”. Dal mondo ebraico è intervenuto telefonicamente da Genova anche l’avv. Ariel Astrologo, che si è detto disponibile a discutere il documento in quella città. E il presidente dell’Anpi di San Salvario, Augusto Montaruli, ha annunciato altre iniziative in questo quartiere tradizionalmente aperto al confronto e al dialogo tra le religioni.
Infine il giovane Gabriele, di Interdipendence, associazione di dialogo interreligioso, ha sottolineato il pericolo per le giovani generazioni di slogan semplicistici che creino dinamiche di odio crescente: “Il 7 ottobre ci presenta un monito, ci indica a riconoscere l’umanità dell’altro, a vedersi, ascoltarsi, riconoscersi, anche e soprattutto attraverso il dolore.”













































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