"La scuola come stella polare per la conservazione della democrazia"
- Piera Egidi Bouchard
- 11 ore fa
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Il messaggio della "Scuola per la democrazia" a Torre Pellice
di Piera Egidi Bouchard

Quinto anno della “Scuola per la democrazia” a Torre Pellice che si è svolta dall'1 al 5 luglio carico di significative parole, scelte appunto per illustrarlo, in questo che è l’Ottantesimo della nascita della Costituzione: “Se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni – afferma Piero Calamandrei, uno dei padri costituenti – si può dire che la scuola a lungo andare è più importante del Parlamento e della Magistratura e della Corte costituzionale”.
Il tema è di grande attualità: “l’Europa tra speranza e realtà” ed è stato sviluppato in differenti sessioni che hanno visto al mattino dei laboratori per i giovani, ( Poteri/ Diritti/Dialoghi) e il pomeriggio conferenze aperte a tutti, concludendo con “La parola agli studenti”, seguita da una tavola rotonda di esperti (M. Vellano, P. Naso, M.C. Giorda, D. Rostagno). Ci sono stati anche momenti specifici di presentazione, come la rivista ecumenica “Confronti”, o libro di Kairos Palestina “Un momento di verità: la fede in tempo di genocidio” (ed. La Meridiana), e anche il numero della rivista VitActiva dedicato a Piero Gobetti, o la serata dedicata allo spettacolo di e con A. Coral-- “Gli agnelli di Calabria”, che trae ispirazione dall’eccidio dei valdesi di Guardia Piemontese (1561).
In apertura, i saluti istituzionali non sono stati solo formali, segno di una partecipazione sincera da parte dei vari rappresentanti, di cui qui riportiamo un pensiero di ciascuno. La moderatora Alessadra Trotta si è posta la domanda se la democrazia si può insegnare, imparare, e ha esteso la sua riflessione all’Europa, area del mondo in cui c’è la maggiore densità democratica ancora esistente: “Sono le nostre democrazie che estendono la possibilità di pluralismo: abbiamo perso la fiducia in tutto ciò, in un momento che appare così scivoloso?” E ha citato come impulso positivo il recente patto fra le chiese cristiane in Italia.
Il presidente del Collegio valdese, Roberto Canu, ha sottolineato lo studio e l’allenamento pratico che fa la democrazia: “Se la realtà è il qui e ora, bisogna guardare alla speranza, che fa il futuro, che potrà curare tutti i mali del mondo, e questa è legata all’ottimismo”. Daniele Garrone, presidente della Federazione Chiese cristiane in Italia (FCEI), ha evidenziato come la democrazia non abbia nulla di naturale, “sia cultura, è il risultato dei soffertissimi travagli secolari dell’occidente:” Oggi, quando il diritto internazionale è messo a dura prova e la forza appare come l’elemento emergente della politica, a noi cristiani compete di zappare la realtà a testa bassa e schiena dritta. C’è bisogno di studio. Più le cose si complicano e più bisogna leggere e pensare, prima di parlare e di scrivere”.
Bruna Peyrot, presidente della Fondazione Centro culturale valdese, primo ente promotore, a sua volta ha sottolineato questa fondamentale “etica del pensare”. Lo stesso ha fatto Paola Mollino, direttora dell’Eco del Chisone e consigliera dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte (anch’esso tra i promotori), ha puntato sui pericoli attuali per la libera informazione, ma “Un’informazione libera è condizione, non conseguenza della democrazia”.
La consigliera regionale Monica Canalis, promotrice dell’istituzione del 17 febbraio come giornata regionale sulla libertà religione, ha sottolineato che per evitare i rischi di radicalizzazione delle religioni, bisogna soprattutto insieme ai giovani “tifare per l’Europa che è lo spazio dei diritti umani, un modello che ci ha dato la pace, affinché altri popoli possano aggiungersi”. Infine la sindaca di Torre Pellice Maurizia Allisio si è detta orgogliosa che questa cittadina “di 4.600 abitanti con un’identità storica unica” ospiti anche quest’anno i giovani e gli studiosi la quinta edizione della “Scuola per la democrazia”, in una realtà dove anche l’Europa si sta ammalando, e nel mondo esistono nuove forme politiche, le “democrature”: “ I cittadini chiedono risposte semplici a problemi complessi: se è così,non è democrazia”.
Nei giorni successivi sono intervenuti: sul tema dei “Poteri” A. Giacone, G. Tappero Merlo, N. Pianciola, moderatrice B. Peyrot.); sui “Diritti” A. Mokrani, I. Valenzi, e Alessia Passarelli nel ruolo di moderatrice; nella serata sulla Palestina, E. Noffke, M. Charbonnier); infine sui “Dialoghi” A. Saggioro e E. Pedemonte con moderatore R.Canu.











































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