Per passione, non solo musica e parole...
- a cura del Baccelliere
- 2 giorni fa
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Sensazioni nuove con la chitarra elettrica dell’Hedvig Mollestad Trio
a cura del Baccelliere

Se cercate un rimedio omeopatico contro la cacofonia[1], la chitarra elettrica distorta può fare al caso vostro. Per cacofonia intendiamo il rumore di fondo. Quello che ottunde e confonde. Suoni di radio lontane, conversazioni carpite, motorini che sgasano. Tormentoni estivi su quando cominciano le ferie - tanto per ricordarci i pomeriggi troppo azzurri e lunghi di quando eravamo piccoli non ci sono più. Tutto ciò che distoglie il nostro ascolto da quello che vale la pena di essere ascoltato, fatto per lo più di voci sommesse e sommesse verità.
Personalmente con la chitarra elettrica ho lo stesso rapporto che ho avuto con la marmellata di marroni: da bambino mi piaceva, ma a un certo punto ne ho mangiata troppa e per anni non sono riuscito nemmeno a guardarla nel barattolo. Così una scorpacciata è diventata un’indigestione. Non c’è dubbio però che un bel distorsore applicato ai robusti pick up di una Gibson Les Paul Custom ci riporti alla realtà, perché ci costringe a scegliere, ci prende allo stomaco con la potenza dei watt.
Parlare di chitarra distorta oggi è un discorso di élite. L'hip hop e la trap hanno tolto centralità alla chitarra elettrica. Oggi imperano l'autotune e le basi confezionate al computer; il suono distorto è diventato un dialetto parlato da pochi. Questo dialetto però ha un profilo universale.
È diventato una specie di esperanto che si adatta a molti contesti e luoghi. E a contaminazioni. Contaminazioni che caratterizzano prepotentemente la musica dell’Hedvig Mollestad Trio. La formazione ruota intorno alla chitarrista Hedvig Mollestad, alla bassista Ellen Brekken e al batterista Ivar Loe Bjørnstad. Norvegesi, di formazione jazzistica, costituiscono un power trio che accosta prepotentemente l’hard rock e il progressive alla musica improvvisata.
Chitarristicamente siamo al livello di una piccola rivoluzione, per il modo in cui Mollestad suona la chitarra - una Gibson Es335 - per l’approccio. In una recente intervista, Hedvig ha dichiarato di muoversi in una specie di pendolo che va da Jim Hall, maestro riconosciuto della chitarra jazz, a Tony Iommi, leader dei Black Sabbath. Qualche critico dallo spirito buontempone ha parlato di jazz sabbath, ma siamo nel campo delle iperboli.
L’ultimo lavoro del trio uscito a maggio 2025 si intitola Bees in The bonnet ed è una felice sintesi di queste e altre influenze. Si apre con il rock duro di See see bop[2] e si dipana attraverso poco più di 37 minuti di musica che non fa sconti - anche la durata rimanda all’urgenza espressiva che caratterizza il lavoro. Un’eccezione al suono duro è Lamament[3] che la Mollestad ha dedicato al padre, musicista a sua volta - trombettista già collaboratore di Jan Garbarek. In Golden Griffin[4] la reiterazione genera un movimento ipnotico che richiama una danza irlandese trasportata nella contemporaneità. Il disco merita di essere ascoltato, più volte dall’inizio alla fine, con attenzione. L'auspicio è che, una volta spento il lettore, i potenti suoni distorti abbiano compiuto il loro paradosso: aver ridotto la cacofonia e restituito il discernimento necessario per riconoscere i suoni che meritano di essere ascoltati.
P. S. Oggi, 7 luglio, ricorre il ventesimo anniversario della morte di Syd Barrett. Aveva sessant’anni e in realtà aveva abbandonato la scena musicale molto prima, fra la fine degli anni sessanta, quando era stato costretto a lasciare i Pink Floyd e i primi anni settanta, quando pubblicò a breve distanza uno dall’altro due dischi solisti - The Madcap Laughs e Barrett. Poi i fantasmi presero il sopravvento. La sua presenza tuttavia continuò ad aleggiare sui vecchi compagni, che immortalarono il loro debito con lui dedicandogli Wish You Were Here[5] e in qualche modo ne hanno portato avanti l’eredità - insieme o nelle rispettive carriere soliste - per quasi mezzo secolo.
Note
[1]L’espressione è mutuata da una canzone di Max Manfredi, Fado del dilettante, https://youtu.be/OqIRKmAcRaM?si=VWpdBYwgiSsHur90 anche se sul piano sonoro siamo un po’ fuori tema.
[2] https://youtu.be/VTtsU3kgKrU?si=Yggbijt2HandccNp
[3] https://youtu.be/qFgvf1rB7ek?si=peGS4jcGCSSmBSwZ
[4]https://youtu.be/BVSzH-1uFOM?si=kye9dImeJynS9mUp https://youtu.be/BVSzH-1uFOM?si=
[5] https://youtu.be/84Tq-eAJIk4?si=lK_99EAMBTuhERpm













































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