Lampedusa, Papa Leone per abbracciare i migranti volto di Dio
- Luca Rolandi
- 2 giorni fa
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di Luca Rolandi

Il Papa statunitense Leone XIV ha voluto essere a Lampedusa il 4 luglio, giorno in cui si celebra il 250° anniversario dell'indipendenza Usa. Una scelta politica a partire dalla protezione dei migranti, che è stato il focus del suo intervento alla cerimonia per la Liberty Medal conferitagli a Filadelfia nella quale ha detto: “I migranti fanno parte dell'identità nazionale Usa e ne sono un fattore di crescita. "Uomini e donne di diverse origini, religioni e lingue, sono stati in grado", ha detto, "di trovare quel terreno comune e la forza necessaria per perseguire un futuro migliore". Nell’isola Prevost è stato quattro ore, ore intense e piene di significati. Ha iniziato la sua visita con l’omaggio ai migranti defunti, al Cimitero locale per un omaggio floreale sulle tombe. Al suo arrivo, il Papa è stato accolto da mons. Alessandro Damiano, arcivescovo Metropolita di Agrigento, da Renato Schifani, Presidente della Regione Sicilia, da Salvatore Caccamo, Prefetto di Agrigento, da Filippo Mannino, Sindaco di Lampedusa e da Giuseppe Pendolino, Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Quindi, Leone XIV si è trasferito in auto al Cimitero di Lampedusa per un omaggio floreale sulle tombe di alcuni migranti. Leone XIV si è recato anche alla Porta d’Europa per un momento di riflessione davanti al monumento che rappresenta l’approdo e la speranza, ed infine al Molo Favaloro, dove ha benedetto la targa con cui si è intitolato ufficialmente il molo a Papa Francesco. E proprio nell’isola dove Francesco fece la sua prima visita, Leone è tornato per dire che Dio non abbandona nessuno e la sua misericordia ha accolto tutte le migliaia di vite spezzate che hanno trovato una tomba in fondo al Mare Mediterraneo.
Il cuore dell’evento è stata la messa. Per l’occasione, sul palco è stata esposta l’effige della Madonna di Porto Salvo, protettrice dell’isola e dei naviganti. Al termine della funzione, Leone XIV ha dedicato del tempo ai saluti istituzionali e pastorali, incontrando le autorità, i volontari impegnati nell’accoglienza e i bambini ammalati. Il Papa ha affermato: “questo è un luogo in cui, più che le parole, parlano i gesti. Ma i gesti, per essere umani, hanno bisogno di un cuore. Per questo ci siamo radunati qui: per attingere da Cristo l'amore che solo Lui può darci, perché il mondo di oggi e di domani sia più umano, per tutti".
Lo dice il Papa nel suo primo discorso a Lampedusa, rivolgendo parole di saluto al sindaco e alla popolazione. "Ringrazio il Signor sindaco per il saluto che mi ha rivolto a nome del Comune di Lampedusa e Linosa, e ringrazio tutti voi per la vostra accoglienza! - ha esordito - Il fatto che abbiate voluto intitolare il Molo Favaloro a Papa Francesco è segno del legame che il mio predecessore ha stabilito con la vostra comunità e con i fratelli e le sorelle migranti: il Papa vi è stato vicino in questo tempo per voi molto impegnativo. E oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia".
"Da questo estremo lembo d'Europa nel Mediterraneo, ha aggiunto, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee. L'Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilità. Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l'Europa è in grado di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo" per "accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti" e "nello stesso tempo lavorare per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare".
Un voce che grida nel deserto di un mondo in fiamme e sempre più riarmato che dimentica troppo spesso gli ultimi. Il Rapporto immigrazione 2025 della Caritas italiana e Fondazione Migrantes ci ricorda che, al gennaio 2025, si stima nel mondo 304 milioni di migranti internazionali, più del doppio rispetto al 1990. In termini percentuali, si è passati dal 2,9% al 3,7% della popolazione mondiale, percentuale che è rimasta invariata negli ultimi anni. Sono aumentati, invece, in maniera molto significativa i profughi e gli sfollati che, alla fine del 2024, hanno raggiunto la cifra record di 123,2 milioni.
I principali Paesi di origine dei cittadini stranieri in Italia restano Romania, Marocco, Albania, Ucraina e Cina, ma negli ultimi anni si osserva una crescita significativa di nuovi arrivi dal Perù e soprattutto dal Bangladesh. Donne e uomini, fratelli e sorelle. Come Francesco anche Leone ritorna alla fonte del Vangelo e della parole di Gesù che dell’accoglienza e della fraternità ha fondato il suo misterioso messaggio di salvezza.













































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