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TACCUINO MEDIORIENTALE. Ripresa delle ostilita tra Iran e Usa


Vacilla il memorandum firmato tra Stati Uniti e Iran il 17 giugno scorso. Le forze armate americane hanno effettuato ieri, martedì 7 luglio, una serie di attacchi aerei nel sud dell'Iran. Si è trattato di attacchi portati nella provincia di Hormozgan e sulla città portuale di Mahshahin su ottanta obiettivi colpiti con munizioni di precisione, ha dichiarato il CENTCOM, il comando unificato Usa, in risposta al bombardamento degli iraniani contro tre navi commerciali che transitavano nello Stretto di Hormuz. A loro volta, le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno messo nel mirino 85 installazioni militari statunitensi in Bahrain e Kuwait.

Identiche notizie sono riportate dai principali quotidiani americani.

Fonte: CENTCOM
Fonte: CENTCOM

Il New York Times titola in prima pagina on line sulla ripresa degli attacchi iraniani; il Washington Post punta sull'iniziativa militare americana, mentre Wall Street Journal conferma lo scambio missilistico, una minaccia al fragile cessate il fuoco. Dal canto suo Usa Today sottolinea che la ripresa delle attività belliche tra i due paesi mostra il precario equilibrio dei negoziati di pace che ha posto fine alla guerra il 28 febbraio scorso.

La rottura del memorandum avviene alla vigilia della sepoltura del leader supremo iraniano Ali Khamenei, la cui salma è arrivata in una delle città più sacre dell'Islam sciita, Najaf, in Iraq. Alle esequie hanno partecipato anche iI presidente Masoud Pezeshkian e il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi, ma il primo è stato costretto a interrompere la visita dopo i nuovi attacchi statunitensi contro l'Iran.

Fonte: Centcom
Fonte: Centcom

La ripresa delle ostilità tra Usa e Iran si colloca anche a rimorchio del documento pubblicato dall'agenzia nazionale iraniana IRNA con il quale lunedì scorso Teheran ha sostenuto che la causa principale dei rischi marittimi attuali nel Golfo Persico, nel Mar di Oman e nello Stretto di Hormuz siano le azioni militari statunitensi e israeliane contro l'Iran, criticando anche il ruolo di diversi stati regionali. Nel documento, l'Iran ribadisce la posizione giuridica di lunga data sullo Stretto di Hormuz ed afferma che il traffico marittimo attraverso la via d'acqua rimane aperto sotto misure di coordinamento per la sicurezza e la protezione, e invita l'IMO, l'Organizzazione marittima internazionale, "a mantenere la neutralità, evitare di risolvere controversie legali e preservare il proprio ruolo tecnico e non politico".


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