top of page

La doppia morale dei "buoni": Venezuela e Albania a confronto

E l'opinione pubblica resta a guardare


di Nicola Rossiello


La democrazia del business: sanzioni per i nemici e silenzi per gli alleati. Se si osserva oggi lo scacchiere internazionale, sembra di assistere alla recita di un copione redatto per compiacere gli spettatori, ignorando ciò che accade dietro le quinte. L'ultima mossa degli USA contro il Venezuela di Maduro, accusato di guidare un narco-stato, si rivela come una narrazione finalizzata a dividere il mondo in buoni e cattivi. Sia chiaro, non è la prima volta che accade. Tuttavia, la vera questione non riguarda solo i protagonisti di queste crociate, ma la passività con cui molti accettano queste verità confezionate senza sollevare il minimo dubbio.

La transizione del Venezuela verso un sistema pienamente democratico non dovrebbe passare attraverso l'uso della forza da parte di una potenza straniera che pretende di stabilire l'ordine mondiale in modo univoco. Riflettendo sulla questione, però, e osservando che cosa accade a poche miglia dal nostro Paese, al di là del mare Adriatico, emerge un macroscopico paradosso che ci riguarda da vicino. L'Albania di Edi Rama è da anni indicata da rapporti investigativi della DIA, da autorevoli esperti come il magistrato Nicola Gratteri e da inchieste indipendenti, come un hub logistico e operativo di primaria importanza per la produzione e lo smistamento di stupefacenti verso il resto del Continente, compresa l'Italia.[1]

Eppure, in questo caso, l'intesa politico-diplomatica sembra sovrastare la retorica della lotta al crimine sbandierata dal governo italiano che, invece, nel caso del Venezuela ha giustificato l'azione di forza invocata dall'alleato Trump. Ci troviamo di fronte ad una chiara ed evidente contraddizione: un governo che esalta la fermezza e il patrimonio valoriale della destra conservatrice globale, ma che stringe patti d'acciaio con Tirana nonostante le ombre riguardanti i traffici illeciti citate in vari contesti investigativi. Sullo sfondo di questa intesa si stagliano i centri per i migranti: accordi strategici che rischiano di ridursi a una patina di rispettabilità, necessaria per coprire un legame politico che, se riguardasse un avversario, verrebbe senza dubbio definito inaccettabile.

L'avversario reale, in questa vicenda, non è il singolo leader. Il problema risiede in quella parte di opinione pubblica che preferisce ignorare i fatti pur di non rinunciare al proprio schieramento. C'è una tendenza a convalidare qualsiasi narrazione purché serva a confermare i propri pregiudizi. Accettare che l'Albania sia un partner impeccabile, mentre si invoca la mano dura contro il Venezuela, è un esercizio mentale che può sostenere solo chi ha messo in pausa il pensiero critico. Con una politica estera che procede sul binario della doppia morale, corruzione e narcotraffico resteranno strumenti di mera propaganda, utili a colpire gli oppositori e a proteggere gli amici, mentre i flussi reali continueranno a scorrere indisturbati. Oggi la verità che ci viene presentata appare spesso come il risultato di una manipolazione secondo convenienza.[2] Il fatto grave è costituito dalla presenza di un'opinione pubblica che si lascia cullare in questa narrazione incoerente.


Note

Commenti


L'associazione

Montagne

Approfondisci la 

nostra storia

#laportadivetro

Posts Archive

ISCRIVITI
ALLA
NEWSLETTER

Thanks for submitting!

Nel rispetto dell'obbligo di informativa per enti senza scopo di lucro e imprese, relativo ai contributi pubblici di valore complessivo pari o superiore a 10.000,00, l'Associazione la Porta di Vetro APS dichiara di avere ricevuto nell’anno 2024 dal Consiglio Regionale del Piemonte un'erogazione-contributo pari a 13mila euro per la realizzazione della Mostra Fotografica "Ivo Saglietti - Lo sguardo nomade", ospitata presso il Museo del Risorgimento.

© 2022 by La Porta di Vetro

Proudly created by Steeme Comunication snc

LOGO STEEME COMUNICATION.PNG
bottom of page