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Osservando i nostri tempi


La sessuologia preadolescenziale, punto d'incontro di più culture

di Domenico Cravero


La Ricerca-Intervento "Generazione Alpha" che mi impegnerà in questo 2026 in più scuole italiane riguarderà innanzitutto l’area affettivo-sessuale della formazione della persona, se è prioritario formare al rispetto e alla parità fin dalla preadolescenza. Sarà necessario capire come le nuove generazioni intendono per femminilità e maschilità e come le vivano. L’osservazione attenta delle tendenze in atto potrà riservare sorprese. Il legame tra sessualità e pensiero è stato finora promettente. La fecondità dell’uno spesso ha voluto dire la fantasia anche dell’altra. Il pensiero però per sua natura è un atto incerto, dove un margine di errore e deviazione va sempre considerato.

Per questo, la comprensione del nuovo richiede ricerca, in particolare quando il tema si riferisce a oggetti così inafferrabili come l’attrazione, il bisogno, il desiderio. La sessualità, infatti, è l'esperienza più intima e personale che si conosca. Accompagna tutta la vita, in un cammino sempre incompleto. Sentire il corpo sessuato è percepirlo al livello più intenso della sua presenza. L’antropologia recente spiega come la sessualità riguardi la persona nella sua totalità. Realtà molto più ampia della genitalità, coinvolge tutta la persona e si estende alla sua intera storia. Negli ultimi decenni la sessualità è stata indagata in ogni modo dalla ricerca scientifica. La funzione erotica, però, a diversità di quella riproduttiva, non ha una sistemazione specialistica perché richiede un’integrazione pluridimensionale.

La sessuologia si è costituita, infatti, fin dalla sua recente origine come scienza rigorosamente interdisciplinare, punto d’incontro delle conoscenze e delle culture. La sua comprensione esaustiva sfugge a uno specifico dominio della scienza. Non si tratta di un semplice gioco di pulsioni ma di un’elaborazione mentale ad alta complessità. I nuovi traguardi delle neuroscienze hanno allargato la comprensione della localizzazione cerebrale delle reazioni sessuali. La sessualità umana vede il coinvolgimento di parti diverse del sistema nervoso, sia centrale sia periferico. Secondo le attuali acquisizioni scientifiche, il cervello umano può essere considerato la risultante evolutiva del sovrapporsi di tre tipi di strutture o organizzazioni funzionali diverse. Il centro nervoso della sessualità, l’ipotalamo, coordina la confluenza dei “tre cervelli” (da intendere in senso metaforico).

Il controllo della pulsione sessuale con la sua fase appetitiva è una funzione mentale più arcaica. L’esperienza emozionale incosciente fa parte del sistema limbico (dove ha sede l’amigdala, centro nervoso d’integrazione di processi neurologici superiori come le emozioni). Il cervello più evoluto (la neocorteccia) ricopre totalmente le due precedenti organizzazioni per portare le emozioni al livello di coscienza. Nel sistema neocorticale risiede l’attività intellettiva e rappresentativa, il pensiero e il linguaggio. Numerose terminazioni nervose sono dedicate espressamente alla mimica facciale. “Il sistema nervoso centrale, infatti, non elimina mai le sue strutture primitive ma elabora piuttosto dei centri superiori integrativi che dominano quelli originali” (H. Kaplan). 

Nel suo complesso la sessualità rimane però, a giudizio unanime, un’esperienza scientificamente indefinibile. Nonostante la liberalizzazione dei costumi e dei discorsi, nulla è più incerto, misterioso e difficile della sessualità. Le conoscenze scientifiche e la liberazione dei costumi hanno reso autonoma la sessualità, compiendo una rivoluzione che, in poco tempo, ha frantumato e scompaginato il modello istituzionale coniugale fondato sul matrimonio indissolubile.

Per la prima volta la sessualità è diventata oggetto plasmabile da scoprire, modulare, modificare. Le persone molto meno strutturate dalla tradizione hanno maggiore libertà d’azione ma, di conseguenza, sono schiacciate dal senso di una responsabilità esclusivamente personale. Definita, un tempo, in strettissima relazione con il matrimonio e il costume, oggi la sessualità sembra avere poco a che vedere con essi. Una sessualità plastica, inoltre, non può più essere limitata all’eterosessualità. Il matrimonio e la famiglia si chiamano ancora allo stesso modo, ma sono diventati qualcosa di fondamentalmente diverso (“istituzioni guscio“ secondo Z. Bauman). Con la rivoluzione sessuale il cambiamento dei costumi è stato radicale. Per secoli si era pensato: “Siamo sposati, quindi ci dobbiamo amare”.

Nella breve stagione romantica amore e matrimoni sembrarono coincidere: “Ci sposiamo perché ci amiamo”. Oggi si pensa alla famiglia senza il matrimonio. “Ci amiamo; perché dovremmo sposarci?”. Scontri ideologici anche violenti hanno compromesso la pratica educativa. La sessualità normale nell’adolescenza sembra consista ormai nel diversificare e moltiplicare le esperienze sessuali. La felicità sembra posta fuori del matrimonio e della maternità. “Non aspettate l’amore, scegliete l’avventura!”. Insiste una parte della retorica sociale. Si tende a opporre la donna alla madre, la moglie alla sposa. Si ribadisce in ogni modo la centralità del progetto professionale dei singoli; molto più raro il richiamo al progetto famigliare.

“Siamo eredi di un femminismo che si ritorce contro le donne stesse perché invece di modificare la società patriarcale si è sottomessa incoraggiando le donne a modificare il proprio corpo per adattarsi. Le istituzioni si sono aperte alle donne ma non hanno modificato funzionamento” (Térése Hargot). L’eros può ancora essere vissuto come linguaggio simbolico dell’amore? La società è un laboratorio di nuove identità e domande. Le ideologie sono sempre una semplificazione dell’esperienza. Non è possibile banalizzare o stravolgere definitivamente la sessualità. Essa rimanda ancora e sempre ai più grandi interrogativi esistenziali: “Io chi sono?”, “Sono amabile?” “Sono capace di amore?”. “Qual è il senso della mia vita?”

Il moralizzatore e l’igienista non sanno nulla delle risposte da dare.

 

1 commento


Alex Slow
Alex Slow
19 ore fa

La riflessione di Domenico Cravero sulla preadolescenziale è davvero stimolante, perché mette in luce quanto sia importante educare al rispetto e alla parità fin dai primi anni. L’idea che la sessualità sia un’esperienza complessa e interdisciplinare, che coinvolge corpo, mente e cultura, mi sembra fondamentale per comprendere meglio le nuove generazioni. È interessante vedere come la ricerca cerchi di interpretare fenomeni così delicati e profondi. Personalmente, dopo aver letto articoli così intensi, mi piace concedermi un momento di leggerezza digitale su https://winnitacasinowin.it/app un piccolo spazio che mi aiuta a rilassarmi prima di tornare a riflettere su temi tanto complessi.

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