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"Petrolio, Petrolio, Petrolio": ma ci sono anche i detenuti politici e Alberto Trentini


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Nella conferenza stampa di oggi, 3 gennaio, il manifesto economico di Donald Trump si è esaurito in una parola: petrolio. A ciò, il presidente americano ha fatto corrispondere altre "pillole" (infrastrutture, compagnie petrolifere, privatizzazioni, ecc.)per dare un senso compiuto al mercantilismo (business) che si prefigura per gli States e, forse, anche per i suoi famigli, considerando l'innata vocazione dell'immobiliarista prestato alla Casa Bianca.

Poi, nel ricordarsi di essere il presidente della più potente nazione democratica del mondo, ha snocciolato il suo manifesto politico su come provvederà a gestire la transizione politica del Venezuela, cioè il dopo Maduro, nell'assoluta convinzione che nessuno del vecchio regime oserà mettergli il bastone tra le ruote, confidando anche nelle promesse di arricchimento per i venezuelani, quelli in patria, e quelli all'estero desiderosi di rientrarvi.

Non una parola, però, è stata spesa direttamente per i detenuti politici, molti dei quali stranieri, che per la cronaca sono circa un migliaio, e per le numerose persone scomparse. A meno che la sua ripetuta insistenza sulla giustizia dovuta al Paese sudamericano, con una eco che soltanto flebilmente si è sovrapposta alla "richiesta" di risarcimento dell'America per il "furto" subito con la nazionalizzazione dell'industria petrolifera, Trump non avesse in animo di inglobare anche coloro che Maduro ha spedito in carcere con un ventaglio di accuse che si sostanziano nel reato di opinione, molto diffuso in Venezuela tra politici e giornalisti.

Tra questi detenuti, come è noto, c'è l'italiano Alberto Trentini che si avvia a stabilire un record di permanenza nel carcere di El Rodeo I, "ospite" dal 15 novembre 2024 con la fantomatica accusa di attentato alla sicurezza dello Stato.

Ora, senza entrare nelle intenzioni della vicepresidente venezuelana Delcy Eloína Rodríguez Gómez, drastica nel ribadire che Maduro rimane l'unico presidente legittimo del Paese, non sarebbe inopportuno dare un segnale di ritrovata umanità al mondo in questa disumanità dilagante, riportando alla scaletta di un aereo per l'Italia Alberto Trentini e per altre destinazioni tutti coloro cui sono stati negati da troppo tempo i diritti umani e civili.

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