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"Free Iran", 7 febbraio a Berlino in piazza contro il Regime

Riceviamo e pubblichiamo


Dichiarazione di sostegno alla manifestazione “Free Iran” di Berlino.

Sabato 7 febbraio 2026 Berlino ospiterà una grande manifestazione internazionale in solidarietà con la rivolta nazionale del popolo iraniano e in onore dei numerosi martiri che hanno sacrificato la propria vita per la libertà, la dignità e la giustizia.

Questa manifestazione si svolgerà nell’anniversario della rivoluzione del 1979, quando il popolo iraniano si sollevò per rovesciare la dittatura corrotta e repressiva dello Scià, nella speranza di raggiungere democrazia e libertà, speranze che furono poi tradite e sottratte dal regime religioso tuttora al potere.

Uniti sotto il potente slogan “Né Scià né mullah!” i partecipanti al raduno di Berlino respingeranno ogni forma di dittatura, passata e presente. Con il messaggio “Né guerra esterna né compiacenza: il cambio di regime deve avvenire per mano del popolo iraniano”, l’evento richiama l’attenzione mondiale sul coraggioso cammino del popolo iraniano, che affronta una brutale repressione da parte del regime dei mullah.

Questa mobilitazione sarà in sostegno alle chiare istanze del popolo iraniano: il rispetto dei diritti umani, la parità di genere, la separazione tra religione e Stato, l’abolizione della pena di morte e pieni diritti per le minoranze etniche, principi enunciati nel Piano in dieci punti di Maryam Rajavi per un Iran democratico (piano votato a maggioranza dal Parlamento italiano).

Noi sottoscritti esprimiamo il nostro pieno sostegno a questa manifestazione e alla lotta del popolo iraniano per un Iran libero.


Maryam Rajavi, presidente della resistenza iraniana ha dichiarato: "La decisione dell’Unione Europea di designare i Pasdaran (IRGC) come organizzazione terroristica è una risposta urgente al massacro dei giovani durante la rivolta in Iran ed è un passo necessario per affrontare la dittatura teocratica e terroristica che governa l’Iran.

I Pasdaran rappresentano l’organo centrale della repressione, nonché dell’esportazione del terrorismo e della guerra. Fin dalla loro creazione, hanno avuto un ruolo di primo piano in crimini contro l’umanità, genocidio e crimini di guerra. Come la Resistenza iraniana ha richiesto ripetutamente per oltre tre decenni, la loro designazione avrebbe dovuto avvenire molto tempo fa.

Congratulazioni al popolo iraniano, in particolare alle madri in lutto, il cui sangue dei figli ha inferto un duro colpo alla politica ormai vacillante dell’appeasement.

La designazione terroristica dei Pasdaran deve essere accompagnata da ulteriori misure urgenti: la chiusura delle ambasciate del regime, l’espulsione dei suoi diplomatici e degli agenti dei Pasdaran e del Ministero dell’Intelligence (MOIS), il completo taglio delle loro linee finanziarie e il riconoscimento del diritto dei giovani iraniani di combattere i Pasdaran e di realizzare il cambiamento di regime da parte del popolo e della Resistenza iraniana.

Così come il popolo iraniano un tempo chiese la dissoluzione della SAVAK dello Shah, oggi insiste sulla dissoluzione dei Pasdaran. Il popolo iraniano respinge la SAVAK, i Pasdaran e il MOIS allo stesso modo e aspira a una repubblica democratica basata sulla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

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