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SETTIMANA FINANZIARIA. Arriva Warsh e l'oro precipita

Alla notizia del nuovo Governatore della Fed s'arresta la corsa del bene rifugio

a cura di Stefano E. Rossi


Era arrivato a costare 5.634 dollari l’oncia, pari a 151 euro al grammo. Ormai non ci stupivamo più di questa corsa verso l’infinito e oltre. Poi venerdì è comparso sulla scena finanziaria il signor Kewin Warsh e, in un istante, è cambiato tutto. La tendenza si è interrotta e, addirittura, repentinamente invertita. Il prezzo dell’oro è crollato a 4.806, per rimbalzare in chiusura di seduta a 4.902 (-11,05 % in un solo giorno, cioè 133 euro). E così è anche stato, sempre venerdì, per la quotazione dell’argento (-22%) e del platino (-22%). Sono variazioni tipiche degli asset speculativi, non dei classici beni rifugio.

Il dollaro, che si era indebolito fino a 1,20 euro, si riprende in fretta e torna a 1,18. Le borse invece fanno le timide. Quelle americane scendono, di poco, quelle europee salgono, anche loro di poco.

Chi è costui, Kewin Warsh, capace di tanto scombussolamento? È il candidato alla presidenza della banca centrale Usa, ufficializzato poche ore fa da Donald Trump in persona. Era già stato un suo consulente. Quindi, in teoria, c’è da aspettarsi che possa essere più accomodante dell’attuale, cioè del suo nemico dichiarato, il settantaduenne Jerome Powell. Che, però, resterà alla guida della Federal Reserve ancora fino a metà maggio, data dell’arrivo del nuovo governatore.

Ma il newyorchese Warsh, nonostante i suoi 55 anni di età, non è l’ultimo degli sprovveduti. Anzi, ha un curriculum di tutto rispetto. Ha già ricoperto il ruolo di presidente della FED su nomina di George W. Bush e durante il primo mandato Obama. Ai tempi aveva 35 anni. Il record gli è rimasto: è stato il più giovane a ricoprire questo ruolo. Sulla strada che lo porterà alla FED, da sempre impervia, manca ancora il provvedimento di conferma del Senato. Ma con queste premesse non pare ci siano i presupposti per avere sorprese. È considerato un hawkish (falco) in politica monetaria, per aver dimostrato in passato un approccio rigoroso verso l’indebitamento e l’inflazione. Prima i futures e puoi le quotazioni, come si è visto, hanno subito accolto il nuovo candidato con un bel subbuglio nei prezzi. Fra poco vedremo come se la caverà con Trump.


Contraddizioni statistiche 

In Italia calano gli occupati e calano anche i disoccupati, e allora? Aumentano gli …inoccupati (33,7%). Ne prendiamo atto, ma la distinzione tra le categorie non sembra così chiara, forse nemmeno per chi ne fa parte. Il nuovo dato di occupazione della popolazione attiva è 62,5%. Il dato è del mese di dicembre e registra solo minime variazioni rispetto al mese precedente, che si limitano cioè al più/meno 0,1%. Ma la notizia risiede in queste contraddizioni statistiche, che si ripetono. Le abbiamo già viste in passato, le rivedremo in futuro. Di sicuro.


Francia in affanno

Buoni i dati a consuntivo della crescita dell’economia europea nel 2025. Segnano un confortante +1,5%, con la prospettiva per il 2026 di salire del +1,2%. L’Italia è andata meglio delle previsioni dei mesi scorsi, chiudendo con un insperato +0,7%. Oltralpe invece, in primo ministro Sébastien Lecornu è in affanno. Ammesso che abbia mai respirato normalmente.... In Francia la finanziaria non è ancora stata approvata. Spera di vararla nel mese di febbraio, nonostante quattro mozioni di censura e un disavanzo del 5%. Un mezzo disastro, se si considera che il Patto di stabilità impone agli Stati UE di mantenere il rapporto deficit/Pil entro il 3 per cento, pena l’avvio della procedura per disavanzo eccessivo. Cioè, per i nostri cugini saranno presto in arrivo multe e piani di rientro.


Oro nero condizionato dal surplus produttivo

Il Petrolio risale a 65,21 (+6,78%). Ma, all’orizzonte, un ampio surplus di produzione rischia di nuovo di affossarne il prezzo. Nonostante la domanda mondiale sia in aumento di oltre un milione di barili al giorno, si prevede che l’estrazione nel 2026 rispetto all’anno precedente aumenterà ben di più, da 2,6 a 2,8 milioni di barili al giorno. Almeno un terzo di questo incremento perverrà dalla maggior produzione in Venezuela. Quello che sta per verificarsi è il più consistente surplus degli ultimi dieci anni. Perciò, gli analisti ritengono che il prezzo del greggio continuerà a oscillare entro uno sweet spot, cioè in un intervallo, compreso tra i 50 e i 70 dollari il barile.

Il gas naturale stempera la sua fiammata. L’ondata di gelo negli Usa di dieci giorni fa ne aveva fatto salire la quotazione alla borsa di New York del 25%. Finito il freddo nell'America del Nord, il prezzo ha preso una direzione opposta. È crollato verticalmente: -17% in questa settimana. Quindi, anche se il freddo si era poi spostato da noi, ci ha fatto tirare un bel respiro di sollievo. Ma l’inverno non è ancora finito. Quindi, meglio mantenere uno sguardo al grafico. Ma anche uno alle scorte.

In Europa, quest’inverno, le riserve sono ampiamente sotto media. In caso di necessità impreviste, si prevedono criticità nei primi mesi primaverili. L’Italia non è messa male. I depositi di gas a gennaio erano a due terzi della loro capacità massima (65%). Invece, stanno avvertendo maggiori difficoltà Francia e Germania, scese a una risicata percentuale di riempimento dei siti di stoccaggio di solo il 42%.

 

Piazza Affari fa le prove di risalita. I massimi storici toccati a gennaio non sono così lontani. Perciò, immaginare di mettersi alle spalle i recenti scivoloni può essere un esercizio realistico. Si rafforza Prysmian (+3,17%). Consolida la propria leadership mondiale nel settore cavi sottomarini con l’acquisizione della spagnola Acsm. Continua l’emorragia del titolo Fincantieri. È di nuovo il peggiore, sotto le pressioni politiche e sindacali sul futuro produttivo e occupazionale di alcuni cantieri italiani.

 

Il Borsino della settimana – rassegna dei migliori e dei peggiori titoli del listino FTSE MIB.

I Tori: Saipem +5,21%, Mediobanca +4,10%,

Gli Orsi: Fincantieri -6,16%, Azimut -3,74%.

FTSE MIB: +1,55% (valore indice: 45.527)

 

I presenti commenti di mercato rivestono un esclusivo scopo informativo e non intendono costituire una raccomandazione per alcun investimento o strategia d’investimento specifica. Le opinioni espresse non sono da considerare come consiglio d’acquisto, vendita o detenzione di alcun titolo. Le informazioni sono impersonali e non personalizzate.

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