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Ex Whirlpool: l'alba di una nuova storia industriale con Italian Green Factory

di Gianluca Ficco*

Dopo due anni dal licenziamento e quasi quattro dall’inizio della vertenza, oggi, 30 ottobre, è iniziata la procedura per la materiale assunzione da parte della Italian Green Factory, controllata della TeaTek, di tutti i 312 lavoratori della ex Whirlpool di Napoli.

Correva difatti il 31 maggio 2019, allorché la multinazionale americana annunciava l’intenzione di chiudere il sito di lavatrici partenopeo; ma il triste proposito fu rinviato di oltre un anno per via delle resistenze sindacali e in virtù di un accordo firmato in precedenza che contemplava una sorta di clausola di stabilità occupazionale, sia pure naturalmente per un lasso limitato di tempo. E furono anni di scioperi e di manifestazioni, del rigetto di un’ipotesi di cessione giudicata sostanzialmente fasulla, quella a PRS, nonché di tentativi di coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, frustrati però dalla pervicacia di Whirlpool e dalla inconcludenza della politica, straordinariamente incline a illudere prima e a disattendere poi qualsiasi promessa.

Le mobilitazioni non coinvolsero solo Napoli, ma tutte le fabbriche italiane del gruppo con ben 130 ore di sciopero e numerose manifestazioni. Quella prima fase della vertenza si concluse tuttavia a novembre 2021 con la chiusura della fabbrica e con il licenziamento dei lavoratori, appena mitigato da un accordo sindacale che sanciva il riconoscimento di un incentivo di 95.000 euro oppure la possibilità di trasferirsi a Varese con un incentivo ridotto a 25.000 euro; il sito inoltre rimaneva a disposizione di possibili operazioni di reindustrializzazione.

I successivi due anni, pur con i lavoratori oramai collocati in Naspi, non vi fu alcuna resa. Anzi. Le azioni sindacali proseguirono per quanto possibile. Anni drammatici che videro prima accendersi la speranza di una acquisizione da parte di un Consorzio capeggiato da Adler e poi più concretamente la cessione del sito ex Whirlpool a ZES Campania. Solo la straordinaria caparbietà dei lavoratori, la solidarietà della opinione pubblica e il prezioso interessamento del prefetto di Napoli riuscirono a tenere viva la vertenza.

A marzo del 2023, quando oramai mancavano pochi mesi perfino all’esaurimento della indennità di disoccupazione, è arrivata la vera svolta con l’interessamento della impresa campana TeaTek, che ha presentato per il sito di Napoli un progetto basato sulla produzione di inseguitori solari e di power unit per pannelli fotovoltaici, nonché su attività di ricerca e sviluppo nel campo delle energie alternative in collaborazione con centri ricerche e università; un piano oggi al vaglio di Invitalia ma che prevedibilmente riceverà adeguati sostegni pubblici.

Il 26 ottobre si è giunti in extremis all’accordo sindacale, con l’assunzione di tutti i 312 lavoratori interessati da parte di Italian Green Factory, controllata da TeaTek, con il riconoscimento del medesimo stipendio e della medesima anzianità di servizio che i lavoratori avevano maturato al momento di cessazione del rapporto di lavoro con Whirlpool a tutti i fini legali e contrattuali, compresa la protezione dai licenziamenti ingiustificati di cui all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori per gli assunti ante Jobs Act.

Si conclude così per Napoli la lunghissima vertenza Whirlpool ed inizia una nuova fase certo irta di difficoltà e di rischi, come tutte le reindustrializzazioni, che prevede un periodo di cassa integrazione di 24 mesi prima di poter tornare al lavoro, ma pur sempre una fase in cui chi era stato licenziato da oggi è di nuovo occupato, riguadagnando così quella speranza che solo il lavoro può dare.


*Segretario nazionale Uilm-Uil

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