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"No a spezzatini per l'ex Ilva" Alza la voce il sindaco di Novi

All'indomani del documento (inatteso) di Confindustria

di Alberto Ballerino

 

Sta facendo molto discutere il documento di Confindustria riguardante gli stabilimenti dell’ex Ilva a Novi Ligure e a Cornigliano. Una novità inattesa rispetto alle trattative in corso tra il governo e il fondo americano Flacks. Sulla questione interviene il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere: “Dopo che il governo sta trattando ormai da due mesi con il fondo americano Flacks mi sembra che questo documento anche nei tempi sia sbagliato. Forse era il caso che Confindustria partecipasse al dibattito sul futuro dell’llva, da tempo in corso. Questa posizione di separare anche nella vendita Cornigliano e Novi Ligure da Taranto appare in contraddizione con quanto sta cercando di fare il governo per cedere il gruppo unitariamente”.

Cade anche l’idea del forno elettrico di Cornigliano. “L’ipotesi fatta nel documento è di non realizzarlo, sarebbe stato capace di aumentare l’autonomia nei confronti di Taranto, rifornendo Genova e Novi Ligure. Anche questa era una ipotesi appoggiata dal governo, dal Comune di Genova e dalla Regione Liguria”.

In questo documento viene espresso molto interesse nei confronti delle aree di Cornigliano. “Posso capire che ci sono zone dismesse da utilizzare diversamente in un momento in cui il porto di Genova si indirizza a uno sviluppo ulteriore. Però in questa fase dobbiamo pensare prima di tutto al futuro produttivo dell’Ilva. La posizione della Confindustria ligure e alessandrina fa perciò riflettere su alcune questioni che sono anche non condivisibili. Viene riconosciuto il ruolo produttivo dello stabilimento di Novi Ligure e questo è sicuramente importante, ma allora è necessario compiere delle scelte che non sono state ancora fatte”.

Rocchino Muliere rimane dunque sulle posizioni iniziali. “Ritengo sia importante mantenere perseguire l’idea della vendita di tutto il gruppo unitariamente e non a pezzi. Da sempre abbiamo detto questo. Poi, un conto è convenire che in una fase transitoria si può acquisire l’acciaio da altre aziende e non direttamente da Taranto. Ora ci attendiamo che il governo dica qualcosa. Intanto non si conosce a che punto è la trattativa con il il fondo americano Flacks, poi c’è questo documento che va in altra direzione. È indispensabile che si faccia sentire, soprattutto dovrebbe convocare un tavolo a Palazzo Chigi, come ormai richiesto da oltre due mesi. Credo inoltre sia utile convocare il tavolo di crisi, costituito più di un anno fa e che periodicamente si riunisce in Piemonte. Tra l’altro nel documento viene avanzata la proposta che Regione Piemonte, Comune di Novi Ligure e Provincia di Alessandria entrino a fare parte della spa di Cornigliano che si occupa delle aree. In realtà non ci ha mai chiamato nessuno, forse era il caso di sentirci o almeno avvertirci. In ogni caso, valuteremo anche questo nelle riunioni che faremo”.  

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