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"Innamorati di Torino" visti dall'obiettivo di Paolo Siccardi

Aggiornamento: 1 ora fa

La volontà comune esiste e unisce lavoratori, sindacati metalmeccanici di Fim, Fiom e Uilm, partiti e istituzioni presenti stamane alla manifestazione che ha raccolto sotto l'ideale titolo "Innamorati di Torino" un migliaio di persone partito da piazza Arbarello per piazza Castello, epicentro del comizio conclusivo.

L'innamoramento è quello per una città manifatturiera, industriale, che rischia di essere totalmente svuotata delle sue energie e competenze che l'hanno resa capitale dell'auto, del design, della creatività e della ricerca. La crisi ha un nome: Stellantis. E a Torino, e in Italia, è dettata dal progressivo disimpegno del principale azionista, gli eredi della famiglia Agnelli, la cui immagine è anche offuscata da questioni giudiziarie, propenso più a ricevere che a dare. Accadeva anche nel passato. Ma gli effetti prodotti erano anche quelli di una redistribuzione della ricchezza che per quanto dipendente dai rapporti di forza tra capitale e lavoro, assicurava un benessere circolare e mai precario. Oggi, in particolare, con il declino dello stabilimento di Mirafiori, declino contrastato a parole, ma non con azioni concrete, gli effetti sono deleteri ed esiziali per la città. Una scelta rinunciataria, quella dell'azionista di maggioranza, che si è manifestata anche con la cessione di più rami d'impresa, compreso quello editoriale, e che sta azzerando un secolo e più di storia industriale e di rapporto con il territorio.


Un abbandono che la comunità torinese ha deciso di respingere per rilanciare con un piano industriale, che deve vedere coinvolto direttamente il governo insieme con le istituzioni locali, un settore vitale e strategico per il Paese. E lo hanno ricordato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, e i primi cittadini dei comuni della cintura presenti al corteo come si vede dalle immagini di Paolo Siccardi, generoso collaboratore della Porta di Vetro, cui spetta la firma del servizio.




Tutte le foto @Paolo Siccardi

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