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Bologna, 2 agosto 1980: per sempre nella nostra memoria


Alle 10,25 del 2 agosto 1980, un sabato, come oggi, la bomba alla stazione di Bologna fu il messaggio in chiaro color sangue che per il nostro Paese nulla, ma proprio nulla, era cambiato nei rapporti internazionali. E che 85 morti e 200 feriti mettevano bene in vista e in fila indiana, non a caso, tutte le stragi che l'avevano preceduta, da piazza Fontana (1969) a Peteano (1972), da piazza della Loggia (1974) al treno Italicus (1974), lasciando vigile nella memoria, come una sorta di totem, l'eccidio di Portella della Ginestra compiuto il I maggio del 1947 dalla banda Giuliano, primo grande e sanguinoso avvertimento "ai naviganti" che nella divisione del mondo dovevano sempre "stare al loro posto". Ieri come oggi. [1]

Strage fascista, dicono le sentenze, ancora di recente rafforzate, il primo luglio scorso, dalla condanna definitiva all'ergastolo per Paolo Bellini, estremista di destra e sicario della 'ndrangheta, dopo essere stato un esponente di rango di Avanguardia Nazionale, l'organizzazione fondata dal terrorista e golpista Stefano Delle Chiaie. Le sentenze però non soddisfano la verità, caduta in tanti pezzi, piccoli e grandi, ogni volta che in Italia è scoppiata una bomba stragista. Una verità a pezzi, anche nel senso letterale del termine, contro cui anche le migliori intenzioni si ritrovano devitalizzate. Il mistero permane nelle carte. Ma non nella testa e nel cuore. E ciò spiega la determinazione dei famigliari di tutte le vittime di stragi in Italia di voler giustizia storica e non solo in sede giudiziaria.

Risalire alla verità è un dovere comune, anche se sappiamo che più ci si inoltra nella selva di complicità diverse e in qualche caso persino insospettabili, più sarà amara la scoperta, anche a distanza di così tanto tempo. Molteplici sono infatti le connessioni da ricostruire tra i servizi segreti di mezzo mondo e le strutture militari sovranazionali e di altri paesi, passando dalle potenti ramificazioni della P2 di Licio Gelli e dalle numerose organizzazioni terroristiche di estrema destra al servizio della strategia della tensione e di più "padroni" nelle sue più diverse espressioni. Un mondo oscuro in cui la luce penetra ad intermittenza, proiettando un sinistro gioco di ombre anche su coloro che sono coinvolti solo indirettamente. In proposito, i misteri della strage di Ustica è purtroppo istruttiva.


Note

[1] Nella giornata di oggi a Bologna, si ricorderà anche la strage del treno Italicus (1974) e 904 Napoli-Milano (1984) e alle 11,15 nella Chiesa di San Benedetto, in via dell’Indipendenza 64, il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, celebrerà la Messa. Stasera, alle 21.15, in piazza Maggiore, l'Orchestra e il Coro del Teatro Comunale, Direttrice Oksana Lyniv, Maestro del coro Gea Garatti Ansini, eseguiranno i tre brani vincitori della XXXI edizione del Concorso Internazionale di Composizione 2 Agosto: "Che Silenzio!" di Jacopo Proietti; "Salmo 120" di Francesco Sottile; "Deus, Deus meus" di Teo Montero Rey. Il concerto sarà trasmesso in diretta da Rai 5 e da Radio Rai 3. 

Tra le altre iniziative a seguire, Cantiere Bologna con l’Associazione tra i familiari delle vittime e il Comune prepongono una breve lettura dal titolo: Oggi sappiamo e abbiamo le prove, con l’obiettivo di spiegare con parole semplici gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sulla strage del 2 agosto. Il testo è tratto da un capitolo del libro “La ragazza di Gladio” del giornalista Paolo Biondani. Introdotto da Aldo Balzanelli, Biondani leggerá il testo alternandosi con la giornalista Emanuela Giampaoli. Al termine della lettura, breve intervista all’avvocato di parte civile Andrea Speranzoni. A seguire, il passaggio delle consegne tra il presidente uscente dell’Associazione dei famigliari Paolo Bolognesi con il nuovo presidente Paolo Lambertini. 


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