Cisgiordania: raid israeliano all'Università di Birzeit
- La Porta di Vetro
- 12 ore fa
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Feriti 40 studenti da colpi di arma da fuoco e intossicati dai lacrimogeni

I riflettori su Gaza e sulla Cisgiordania sono spenti, ma lo stillicidio di morti e feriti palestinesi prosegue. Prosegue nell'indifferenza dell'opinione pubblica internazionale, letteralmente magnetizzata dalla "campagna di polizia" antidroga promossa da Donald Trump in Venezuela. All'opposto non si distrae nella politica di violenza sul popolo palestinese è il governo Netanyahu. Ufficialmente la guerra è cessata, ma non è scomparsa dai mattinali dell'esercito israeliano, solerte nel registrare i propri "interventi". L'ultimo è avvenuto due giorni fa, il 6 gennaio, con l'irruzione delle forze israeliane all'Università di Birzeit nella Cisgiordania occupata.
L'ordine di Netanyahu rimane sempre lo stesso: soffocare qualunque forma di manifestazione di solidarietà. Di qui, l'operazione di polizia con la stella di David durante un evento di solidarietà per i prigionieri palestinesi che ha portato al ferimento di più di 40 persone. Secondo testimonianze postate su X, le forze israeliane hanno sparato gas lacrimogeni e munizioni vere, causando il soffocamento di numerosi studenti, impedendo tra l'altro l'ingresso delle ambulanze.[1]
Non è la prima volta che all'Università di Birzeitsi rivolge l'attenzione delle forze armate israeliane. È già accaduto il 22 settembre, con un copione leggermente diverso, ma sostanzialmente identico nella violenza. In quell'occasione, i militari israeliani attaccarono (e arrestarono) le guardie di sicurezza del campus e deturpato i murales che raffigurano la distruzione a Gaza, e distribuito volantini minacciosi. Un altro raid, ma di ben altra consistenza, si è concretizzato all'alba del 9 dicembre, quando truppe di assalto a bordo di mezzi blindati e jeep sono penetrati nel campus, bloccati gli ingressi e procedendo all'arresto di cinque guardie del personale di sicurezza.
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