Alberto Trentini, 219 giorni nelle carceri venezuelane
- La Porta di Vetro
- 20 giu 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Giovedì scorso, 217° giorno di detenzione di Alberto Trentini nel carcere (si suppone) di El Rodeo I, luogo di pena descritto come un girone infernale, il presidente del Venezuela Nicolás Maduro non ha usati mezze frasi per ricordare a mondo e dintorni che "non esiste un potere terreno" che potrà rimuovere il chavismo dal potere, né un potere alieno, perché se dovesse apparire, ha aggiunto, inoltrandosi negli incunaboli della fantascienza politica, "sono sicuro che che si unirà alla rivoluzione bolivariana".
Parole, come ha scritto il quotidiano El Nacional, che hanno provocato l'indignazione di coloro che si sentono defraudati del risultato elettorale del 28 luglio 2024. Infatti, come più volte ribadito e denunciato dall'opposizione, dai verbali emergono soltanto 3.316.142 voti a favore di Maduro, meno della metà di quanto ottenuto dal suo avversario, Edmundo González, 7.303.480 voti. Tuttavia, spiega il quotidiano, "il Consiglio Nazionale Elettorale, senza mostrare prove, ha assicurato che il Partito Socialista Unito del Venezuela ha ricevuto il sostegno della maggioranza degli elettori".
Se questo è il convincimento del presidente venezuelano, uscito ulteriormente rafforzato dalla vittoria della sua piattaforma politica alle ultime elezioni amministrative (governatori e Assemblea nazionale) c'è da domandarsi su quale tasto potrà, dovrà premere la diplomazia non ufficiale per sensibilizzare quel potere che si ritiene inespugnabile da qualunque forza. Forza dell'economia a parte, se guardiamo i conti da sprofondo rosso del Venezuela, dove, secondo i dati forniti dalla Caritas, l'85 per cento della popolazione vive in povertà e il 65 per cento dei bambini presenta un deficit nutrizionale.
Intanto, il quotidiano El Universal informa che "il rappresentante permanente del Venezuela presso le Nazioni Unite (ONU) a Ginevra, ha chiesto l'immediato rilascio incondizionato dei migranti venezuelani rapiti dai governi degli Stati Uniti e di El Salvador, avvertendo che il silenzio non è un'opzione in questi casi". In quali altri lo è, allora, forse per la detenzione da 219 giorni di Alberto Trentini?













































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