Un libro per voi: "Vita sghemba. Ottant'anni con scrittori, scienziati e telescopi"
- Mariella Fassino
- 5 lug 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 6 lug 2025
a cura di Mariella Fassino

Piero Bianucci, è noto al grande pubblico come protagonista e anticipatore della divulgazione scientifica, torinese dalla frenetica attività culturale, muove i primi passi alla Gazzetta del Popolo da praticante giornalista con in tasca una fresca laurea in filosofia.
Leggiamo nella Vita sghemba, sua ultima pubblicazione che ha come sottotitolo Ottant’anni con scrittori, scienziati e telescopi, [1] il racconto di un uomo di lettere che attratto dalla scienza diventa il testimone delle opere e delle idee di scrittori, scienziati, esploratori dello spazio e colleghi. Attraverso il resoconto delle relazioni tra il giornalista e gli uomini e le donne raccontati nel libro, emerge la narrazione di 6 decadi di vita culturale e scientifica del nostro paese.
Da corso Valdocco, dove la Gazzetta del Popolo nasceva con la tipografia a piombo al III piano sotto terra dell’edifico confinante con i rifugi antiaerei alla fine degli anni’60 e per tutti gli anni ’70, il racconto ci porta all’inizio del decennio successivo alla Stampa, qui Bianucci transiterà dal giornalismo letterario a quello scientifico. Ed ecco nascere in quegli anni sotto la sua ideazione e direzione il supplemento settimanale alla stampa Tuttoscienze che vedrà il primo numero nelle edicole il 28 Ottobre 1981. I lettori del giornale torinese potranno confrontarsi, per più lustri, con temi che spaziano dalla biologia, alla genetica, alla fisica, alla chimica alla matematica, anche se la passione del giornalista per lo spazio e per il cosmo sarà il filo conduttore, che a partire dal giovanile interesse per il telescopio, diventerà il tema preminente della sua divulgazione scientifica. Molte saranno le interviste ai grandi personaggi della scienza che Bianucci con affettuoso e scanzonato spirito classificatore individua in: eclettici (Tullio Regge e Edoardo Boncinelli), inflessibili (Carlo Rubbia), serendipitosi (Giorgio Parisi e Giacomo Rizzolati), metodici (Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco, Carlo Rubbia), estrosi e imprevedibili (Watson e Crick), iperattivi (Margherita Hack), artigianali (Paul Crutzen), compassati (Luciano Maiani), profondamente etici (Elena Cattaneo), megalomani (Antonino Zichichi).
Intensa e lunga trent’anni sarà la collaborazione con Tullio Regge "[…] c’era voglia di scienza, lui si divertiva a divulgarla, io gli offrivo le occasioni: giornali, scuole, piazze, parchi, teatri, Palasport". Il sodalizio tra scienziato e divulgatore culminerà nel 1987 con la nascita della mostra annuale Experimenta, creata da Pino Zappalà, fatta propria dall’assessorato alla cultura della Regione che ne organizzerà altre nei 19 anni successivi. A questa iniziativa si lega la rassegna Giovedì Scienza dapprima al Colosseo, poi in streaming che porterà a Torino premi Nobel come Wiesel, Hubel, Kandel e Kroto. Grazie a queste iniziative a cui Bianucci ha partecipato come ideatore e organizzatore, Torino ha vissuto tra gli anni ’80 e la prima decade del 2000 momenti di grande interesse per la scienza, il pensiero scientifico, l’educazione alla scienza che culmina nel museo Xké, iniziativa che negli anni ha ricevuto più di centomila bambini, facendo nascere nelle nuove generazioni una possibile vocazione alla sperimentazione, alla curiosità verso la natura e il mondo, al pensiero logico, allo sviluppo di un’intelligenza aperta ai misteri della vita e della materia.
Alla collaborazione con Piero Angela sono dedicati i ricordi più intensi legati anche all’affetto che il numero uno della divulgazione scientifica italiana aveva per Torino, sua città natale.
Le pagine che ci portano nei luoghi dell’America protesa alla scoperta dello spazio e alla potenza dell’atomo, transitano a Cap Canaveral, sulla rampa 39, a Houston nella storica sala di controllo delle missioni Apollo, a Los Alamos sulle tracce di Oppenheimer, Fermi, Segré e Rossi e tra i modelli delle bombe nucleari più moderne. L’esplorazione della vastità del cielo inevitabilmente conduce alla curiosità per l’immensamente piccolo ed ecco che Bianucci ci introduce alla dimensione delle molecole, degli atomi al mondo subatomico, dove le leggi fisiche governano la materia nel modo, inaccessibile ai più, delle formule matematiche e delle astrazioni.
Note
[1] Piero Bianucci, Vita sghemba, Edizioni Ets, 2024, pp. 436













































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