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Un libro per voi: Mario Dravelli, combattente per il popolo

Aggiornamento: 1 giorno fa


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Nel pomeriggio di oggi, sabato 29 novembre, alle 15, presso il Circolo Mario Dravelli, in via Praciosa 11 a Moncalieri, viene presentato il libro "Mario Dravelli, un combattente per il popolo", scritto a quattro mani da Antonietta Fortunato e Michele Sabatino, con prefazione dello storico Gianni Oliva, per i tipi Impremix edizioni.


Mario Dravelli, nato il 14 luglio (data che forse segna anche il suo carattere) ha una biografia comune, ma non per questo meno importante e gloriosa, a molti militanti politici della sua generazione. Non a caso, Gianni Oliva nella sua prefazione ne schizza con poche pennellate la personalità che gli rimarrà impressa per tutta la sua esistenza: "Antifascista convinto nella clandestinità, combattente partigiano nei Gap, militante comunista, operaio sindacalizzato licenziato per discriminazione, microimprenditore, organizzatore di circoli culturali e di associazioni politiche". E che altro ancora, viene da domandarsi, se non fosse che quella generazioni che ha visto la luce ancora nel pieno della Belle Époque, in un'Italia liberale e classista, prettamente rurale, eppure con una vocazione socialista nelle grandi città industriali del nord, diventata adulta nel ventre di un Fascismo delle Leggi speciali, della soppressione delle libertà e del consenso sempre più arrembante, con la "conquista" dell'Etiopia e la proclamazione dell'Impero


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Dravelli, osserva, ma ha il coraggio di non seguire il conformismo paludato che impone il Regime. Gli si oppone culturalmente con i mezzi che ha a disposizione. Legge Gramsci, compie serali che lo portano al diploma, entra in un grande complesso industriale, la Fiat-Sima. In altri termini, resiste per prepararsi alla Resistenza, in un gioco di parole che in questo caso è la rappresentazione concreta di quanto si sviluppa nel Paese dopo l'8 settembre.

Dalla Resistenza alla Ricostruzione, alle lotte sindacali, ad un'altra Italia. Sono i passaggi di Mario Dravelli che Antonietta Fortunato e Michele Sabatino seguono con dedizione certosina nelle pagine dell'agile volumetto, concentrando l'attenzione su alcune date, crocevia di una vita che si sviluppa in un uomo destinato a diventare personaggio, per alcuni versi. In primis, il licenziamento dalla Fiat, anni Cinquanta, perché considerato "persona non gradita" dall'azienda; la risalita da artigiano a cavallo tra quel decennio e il successivo, nel mezzo l'impegno per la costruzione di un circolo di aggregazione, umana prima ancora che culturale e politica; infine il lavoro nella 29a Sezione del Pci, i festival dell'Unità, l'Autunno caldo, l'impegno per la realizzazione di una nuova Casa del Popolo. Il 30 giugno 1974, la morte sopraggiunge rapida e lascia un dolore profondo tra amici e compagni. Un vuoto colmato, e il libro ne è una concreta testimonianza, da una memoria collettiva che non è di circostanza o retorica, ma che ha saputo sopravvivere ai profondi cambiamenti politici, associando l'esempio e la figura di Dravelli a un'eredità di valori e principi intramontabili.

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