Torino, ancora manifestazioni per chiedere la liberazione dell'imam di via Saluzzo
- La Porta di Vetro
- 30 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Mobilitazione nel quartiere di San Salvario per Mohamed Shahin

Centinaia di persone hanno affollato dalle 18,30 di stasera, domenica 30 novembre, l'Aiuola Ginzburg, nel quartiere torinese di San Salvario, per esprimere la loro solidarietà, affetto, vicinanza e sostegno a Mohamed Shahin, 46 anni, abitante a Torino con moglie e due figli, nati in Italia.
Si è trattato di un momento di vicinanza all'imam della Moschea Taiba di via Saluzzo 18, arrestato e trasferito nel CPR di Caltanissetta con l'accusa di contatti con elementi jihadisti, su cui pende il provvedimento di espulsione nel suo paese d'origine, l'Egitto, dove è considerato un sovversivo e nemico del regime di Al-Sisi, e dunque passibile di arresto.[1]
Un'intera comunità ha voluto così mandare anche alle istituzioni torinesi un messaggio di tangibile stima verso una persona che ha lavorato per la pace, il dialogo, la fratellanza e lo spirito di convivenza civile nell'arco di decenni. Nelle voci e nei commenti dei presenti è riemersa la preoccupazione che, pur non disconoscendo l'inchiesta degli inquirenti portata al vaglio della magistratura, sia stato cancellato per Shahin il diritto d'opinione per la sua posizione, non condivisa, sul massacro perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023 e, a un tempo, sia stato polverizzato un pezzo della sua vita dedicato all'integrazione per sé e per donne e uomini di religione musulmana.
Nella ricostruzione del rapporto dell'autorità giudiziaria pubblicata ieri dal Fatto Quotidiano, a Shahin sono contestati, in ordine: un contatto con Gabriele Ibrahim Delnevo, un 23enne genovese morto da foreign fighter in Siria, per un incontro che risale al marzo del 2012; un altro contatto con Elmadhi Halili, un giovane condannato per aver propagandato materiali dell’Isis in lingua italiana, sulla base di un’intercettazione su terzi, in cui c'è il riferimento alla moschea di via Saluzzo. In sostanza, due contatti sporadici.[2]

L'incontro ha registrato gli interventi di un rappresentante della Moschea e del direttore della Casa del Quartiere; tra i presenti gli assessori comunali Francesco Tresso e Jacopo Rosatelli, Alice Ravinale, consigliera regionale AVS, Cristina Savio, Presidente della Circoscrizione 1 e il consigliere comunale del Pd Ahmed Abdullah.
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