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Papa Francesco da Fazio: nessuna concessione a guerre e ai venditori di morte

di Beppe Reburdo


Ieri sera, 14 gennaio, a Che tempo che fa di Fabio Fazio, un Papa Francesco di una dirompente tenerezza, ma senza veli e piroette diplomatiche, contro tutte le guerre e la condizione prima di esse, cioè la produzione delle armi giudicata vero e proprio peccato mortale. Il messaggio è l’impegno per la pace, contro i conflitti che stanno insanguinando la terra, e la politica degli armamenti come ispiratrici della violenza degli uomini e delle istituzioni. L’uso delle armi, considerato lo strumento indispensabile per prevalere e conquistare, considera i morti, a partire dai bambini, inevitabili “danni collaterali”, invece di una immane tragedia. Il Pontefice ha sottolineato con forza che la gente non vuole armi, ma pace, vita dignitosa e giusta, libertà di scelta.

Papa Francesco è andato nel profondo, affermando che la guerra è una opzione egoistica fondata sul potere, sul dominio politico ed economico. Dietro le guerre, c’è il commercio delle armi anche perché le fabbriche d’armi sono investimenti ad altissimo rendimento che prevale su tutti gli altri settori produttivi. Le guerre non solo distruggono e uccidono, ma come atto criminale vero e proprio, tolgono il sorriso ai bambini che sono i grandi sfruttati, i grandi scartati. Ad essi si toglie il futuro e la speranza.

Papa Francesco ha evidenziato come sia inspiegabilmente difficile fare la pace, ma la speranza è la sola spinta che può portarci avanti. Ma ci può anche deludere . Essa dipende da noi e dalle nostre scelte. Ecco perché va perseguita senza se e senza ma. L’uomo è libero di andare incontro al bene e al male. Ciò comporta, nel caso del male, che l’uomo comunque può accedere al perdono che è per tutti. Dio non si stanca di perdonare. All'opposto, siamo noi a stancarci di chiedere perdono. Affermazioni che toccano un aspetto essenziale della fede: Dio non condanna, ma perdona e accoglie. Di conseguenza, la Chiesa accoglie todos (tutti). Tutti dentro senza discriminazioni di sorta. Il Signore benedice tutti, ma poi le persone debbono essere aiutate ad ascoltare e approfondire.

Sull'attuale situazione della Chiesa, il Papa punta alla riforma dei cuori per tutti i cristiani e a strutture che si debbono adattare ai cambiamenti indispensabili. Le strutture si riferiscono a precisi momenti storici e quindi la loro evoluzione è indispensabile. Premessa al pensiero rivolto ai migranti sui quali si agisce con grande crudeltà nel trattarli e giudicati nell’accoglienza soltanto dal punto di vista del conto economico. Invece, le migrazioni vanno affrontate direttamente dagli Stati potenzialmente accoglienti anche per strapparli al dominio delle mafie che oggi prevalgono. Imparare ad amare è una grande verità.

Dunque, un Papa cosciente del pericolo di guerra totale che rischia di portare l'umanità alla catastrofe autodistruttiva. Un Papa cosciente e determinato nel portare la Chiesa a tutti i livelli ad assumere i cambiamenti necessari per sostenere le sfide globali già in atto. La ragione per cui il Santo Padre ha chiesto di pregare per lui affinché continui ad andare avanti e a non commettere sbagli. “Pregate a favore e non contro": è una frase che raccoglie i tanti aspetti positivi, ma anche le forti resistenze interne alla Chiesa sostenute da un disegno internazionale che rifiuta la salvifica intuizione pontificia di salvare il mondo con il cambiamento dei cuori e il rifiuto radicale delle guerre e della produzione di armi.

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