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L'EDITORIALE DELLA DOMENICA. Ucraina, una strana contro-offensiva

di Michele Corrado*


Da alcuni giorni si parla insistentemente dell’inizio della attesa contro-offensiva ucraina, con molteplici previsioni e nessuna evidenza. Per noi osservatori esterni ciò che dovrebbe contare sono soltanto gli eventi certi ed i loro effetti. Solo chi ha accesso alla pianificazione operativa ucraina può constatarne l’andamento e valutarne lo scostamento (quanto avvenuto in relazione a quanto pianificato), al fine di correggerlo e riportarlo quanto più possibile vicino alla pianificazione originaria. Tutto questo è ovviamente classificato (coperto dai vari livelli di segretezza dei documenti prodotti per la condotta delle operazioni), quindi tutto quello che si può immaginare o dedurre sono illazioni o mera propaganda. Soltanto ieri, il presidente ucraino Zelensky ha ammesso che la contro-offensiva è in atto, mentre l'intelligence britannica sostiene che i risultati sul campo non sono ancora pienamente leggibili.

Dunque, per avere un quadro di situazione di qualche attendibilità bisogna partire da quanto accaduto con certezza e gli effetti che tali eventi hanno determinato o possono determinare nel futuro immediato.

In questo caso, curiosamente, quanto di certo avvenuto sul terreno e come si stia svolgendo la contro-offensiva ucraina lo apprendiamo dai russi.

L ‘unico evento certo che ha attualmente qualche effetto sul terreno dell’area di operazioni è la distruzione di una parte considerevole della diga sul fiume Dnipro. Questo evento era già accaduto precedentemente, nell’agosto del 1941, quando l'Armata Rossa allagò tutta quella zona per ritardare la progressione delle armate tedesche. Questo vuol dire che i comandanti dell'Unione Sovietica avevano tutti i dati a disposizione e potevano quindi avere certezza degli effetti che avrebbe provocato. La diga venne ricostruita nel 1955, sempre dall'Urss. Ora pare che quanto accaduto, sia stato provocato da un maldestro progetto di demolizione della struttura operato da unità russe che avrebbe causato effetti distruttivi molto al di sopra di quanto voluto.

Questa demolizione ha provocato quindi una situazione non voluta dai russi, che ha determinato l’impraticabilità di una vasta zona di terreno dove le unità russe responsabili di quel settore avevano molto investito in attività di approntamento difensivo per ritardare una eventuale progressione offensiva ucraina in quella zona. Paradossalmente, ora, entrambi i contendenti sono costretti ripianificare in relazione a quanto avvenuto, con differenti ipotesi operative al riguardo.

Vista l’insolita lunghezza della linea di contatto fra i due schieramenti (un fronte di oltre 1000 km), e la conseguente discontinuità delle forze presenti sulla linea di contatto (tanto terreno e poche unità per presidiarlo), se i russi si sono organizzati a difesa, sta a significare che non hanno la capacità o l’intenzione di avanzare.

A questi dati, certi, si contrappongono gli elementi incerti dalla propaganda russa ufficiale (agenzia Tass), che ci informa puntualmente sui tentativi di penetrazione ucraini in diversi punti del “fronte”, tutti regolarmente respinti e con forti perdite. Si citano anche numeri cospicui sulla distruzione di carri e blindati di fanteria ucraini. Questa situazione determina un rovesciamento di prospettiva: sono gli ucraini in attacco ed i russi in difensiva.

Ora, considerando che il terreno non è ancora ottimale per la condotta di penetrazioni di grandi unità blindo/corazzate, viene da pensare che gli ucraini stino conducendo attività di esplorazione di combattimento con forze corazzate per determinare le capacità russe di resistenza in determinati settori e per ingannare i russi anche sulle successive ulteriori intenzioni del disegno di manovra ucraino.

In conclusione, poche sono le certezze e molte le possibilità, ma le azioni condotte dagli ucraini stanno fornendo fondamentali indicazioni sul livello di “competitività” delle loro unità (equipaggiate ed addestrate all’occidentale) e sulle “prestazioni” del sistema difensivo russo organizzato sulla linea di contatto dei due schieramenti. Siamo solo agli inizi ma parrebbe che nulla vada secondo quanto voluto.

 

*Col. in Ausiliaria Esercito Italiano

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