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Torino, piazza Carignano, domani, ore 11: per la Pace

Quello che sta accadendo non può lasciarci indifferenti. Né può essere vissuto con leggerezza l'addomesticamento di parole che hanno significati terribili o peggio ancora la mistificazione di azioni che la soltanto prepotenza dei più forti vuole rendere presentabili o legali, e soprattutto renderle accettabili come il male minore. Di questo passo, innalzando sempre più l'asticella della contrapposizione e dell'incomunicabilità, e abbassando la sensibilità sui rischi che corre l'umanità, chi governa gli Stati più potenti della Terra convincerà i rispettivi popoli che la guerra è ineluttabile. Tocca ai popoli replicare che non è così, che la catastrofe non è ineluttabile.

Lo scenario è identico a quello del 1914. E non è vero che la barbarie è dietro l'angolo, perché nei fatti ha già svoltato. A cominciare dalla falsità del linguaggio.

Si sostiene che ci sia pace a Gaza. È una miserevole bugia che ci vuole tutti ciechi. La realtà ha ben altri connotati. Il primo ministro di Israele Netanyahu impedisce alle Ong di intervenire nella Striscia, mentre il suo esercito non esita con ogni mezzo a vessare e umiliare i suoi abitanti, quando non ricorre alla violenza tout court. E il pallottoliere dei morti palestinesi è sempre in movimento, Il dominio dell'uomo sull'uomo è totale, assoluto, e si fregia della sicurezza con cui l'establishment israeliano sa di poter contare ad occhi chiusi sul suo principale alleato: il presidente americano Donald Trump.

Un presidente che avalla qualunque comportamento. Un presidente di una democrazia che oggi si arroga il diritto di affermare che l'unico limite al suo potere è lui stesso, che marginalizza il Congresso, che ignora l'opposizione dei Democratici, che scavalca la magistratura, per nulla riluttante a inviare nelle città che non gli sono "amiche" la Guardia nazionale, in un delirio di onnipotenza che ti porta a pensare, in ragione delle sue affermazioni cui seguono comportamenti concreti che sia lui la vera Bomba. Che quando esploderà sarà in buona compagnia: dalla Russia, il cui unico scopo è vedere l'Ucraina ai suoi piedi, alla Cina che non attende che l'ora X per invadere Taiwan, dall'India al Pakistan, protagonisti di un olocausto nucleare che non ha bisogno neppure di immaginazione, tanto sono noti i numeri delle testate nucleari custodite negli arsenali.

L'unica voce dissonante rimane il Pontefice Leone XIV, che nel suo discorso al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede ha denunciato "un corto circuito" dei diritti umani nel panorama internazionale, auspicando come il suo predecessore Papa Francesco il raggiungimento della pace "bene arduo, ma possibile". L'unico bene che può assicurare all'umanità il diritto alla vita.

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