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Fiorenzo Grijuela, salutiamo un autentico galantuomo

  • Vice
  • 20 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 13 minuti fa

di Vice


Fiorenzo Grijuela se n'è andato in punta di piedi all'età di 87 anni con l'eleganza che tutti, avversari politici compresi, gli hanno sempre riconosciuto. Aveva il cosiddetto fisico del ruolo Grijuela, sindaco di Ivrea per due legislature dal 1998, confermato nel 2003 con oltre il 60 per cento delle preferenze, già sindacalista all'Olivetti e militante del Pci, candidato alla Camera nelle elezioni del 1983 e al Senato nel 1987, personaggio di una integrità morale davvero d'altri tempi.*

Ma, al di là del suo cursus honorum, importante per la storia eporediese a cavallo tra fine Novecento e inizio del nuovo Millennio, un doveroso scavo biografico porta in superficie un episodio, apparentemente secondario, che ne rivela la sua profonda umanità. Quell'episodio lo si può ritrovare sulle pagine de l'Unità del 30 marzo 2004, in un articolo di una pagina dedicata agli immigrati. Il titolo "Fatima è tornata a scuola. E i bambini giocano con il suo velo" riporta fedelmente la vicenda di una donna marocchina, cui era stata negata la possibilità di fare uno stage in un altro nido, a Samone (Torino), perché aveva il capo coperto dal velo islamico. Possibilità che le era stata offerta all'asilo nido «Adriano Olivetti» di Ivrea, dove aveva cominciato le sue 500 ore di stage per educatrice di prima infanzia, grazie, scrive l'Unità, "al decisivo intervento del sindaco di Ivrea Fiorenzo Grijuela".

In quella vicenda, era emersa anche la strumentalità dei pregiudizi religiosi nell'aprirsi a culture diverse che a distanza di oltre vent'anni non si è affatto sopita e prosegue nella sua opera incessante di divisione non soltanto culturale. Ma, in quella circostanza, il primo cittadino eporediese Fiorenzo Grijuela aveva mostrato di saper guardare con lungimiranza al futuro. E con un coraggio che ai concittadini era noto, fin dai tempi della crisi Olivetti, alla fine del Novecento, quando insieme con l'allora presidente della Provincia di Torino Mercedes Bresso, aveva chiesto all'azienda e al suo amministratore delegato Roberto Colaninno, in un estremo tentativo di salvare quello straordinario patrimonio industriale e di ricerca, di riconsiderare la sua posizione azionaria, e alle banche piemontesi di riflettere sulle responsabilità che si assumevano. Fu una vicenda, come è noto, i cui scricchiolii si erano già avvertiti nell'estate del 1996, che mise in evidenza anche i limiti del governo di centro sinistra (D'Alema I) e dello stesso ministro competente Pierluigi Bersani, un esecutivo condizionato dai debiti che soffocavano l'Olivetti e dall'incapacità di agire oltre le linee imposte dalle direttive europee.

Sindaco e Olivetti (vissuta come una personale tragedia) sono stati un binomio centrale e indissolubile nella vita di Fiorenzo Grijuela, che per forza di cosa oscura il resto, che è stato tutt'altro che marginale nella sua vita, come dimostrava la sua presenza nel Direttivo della Consulta Permanente dei Consiglieri ed Amministratori della Città Metropolitana di Torino, "erede bislacca" di quella Provincia di Torino di cui si ricorda ed apprezza il lavoro svolto da Grijuela fino al 1998, dopo essere stato dal 1963 al 1975 nella commissione interna e nel consiglio di gestione Olivetti, dal 1975 al 1985 assessore all’istruzione nel comune di Ivrea, capogruppo del Pci e Presidente dell’ex Usl dall’85 al ‘90.

Nelle numerose testimonianze sui social che abbracciano momenti politici, professionali e di sincera amicizia e conoscenza, c'è una parola che ricorre costantemente nel ricordo di Fiorenzo Grijuela, ed è quella di galantuomo. Ma, se da un lato non può che farci apprezzare ulteriormente l'uomo nella sua stessa complessità, sappiamo però altrettanto bene che dall'altro acuisce in noi il senso dello smarrimento che viviamo in questi tempi drammatici che non perdonano l'essere galantuomini. Anche nell'intelligenza e nello stile di comprendere il momento giusto per abbandonare la scena politica. In un'intervista alla Voce nel maggio del 2016 disse: "Quando uno ha finito una sua funzione e si avvicina a un’età veneranda è giusto che si ritiri. Io la ritengo un questione di postura…"


*Fiorenzo Grijuela sarà ricordato mercoledì 14 alle ore 17 in Sala Santa Marta ad Ivrea





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