L'Editoriale della Domenica. Il pensiero di Frassati e La Pira contro la deriva dei tempi
- Luca Rolandi
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di Luca Rolandi

A Palazzo Vecchio nella Sala dei Duecento un convegno ha ricordato le luminose figure di Pier Giorgio Frassati (1901-1925) e Giorgio La Pira (1904-1977).* Non si è trattata di una lettura meramente storiografica e del passato, ma di un approfondimento che ha toccato, seguendo la lezione di due grandi uomini di contemplazione e azione, le grandi sfide contemporanee, della pace e della fratellanza dei popoli.
Se Pier Giorgio Frassati partendo nel suo giovanile entusiasmo, radicato nella fede profonda nel Vangelo, l’opposizione al male e alla violenza fascista diventa la logica conseguenza di una coerenza di vita con l’adesione al Partito popolare di Luigi Sturzo, per La Pira (tre volte sindaco di Firenze dal 1951 e più volte deputato della Dc) la «dignità della persona umana» è il pilastro che ha influenzato la sua illuminazione e conversione al pensiero democratico negli anni Venti.
La Pira riprende l’esperienza frassatiana nell’opposizione al male nazifascista fino a diventare stile di vita e dinamica ordinaria negli anni della Lotta di Liberazione, la difesa degli oppressi, la scelta politica di adesione alla nascente forza democratica cristiana, con la partecipazione all’Assemblea costituente e la stesura della Costituzione italiana nel dopoguerra.
Tale dignità, radicata nel mistero dell’Incarnazione e maturata nel contatto diretto con i poveri, diventa fondamento della ricostruzione sociale e della pace. Dopo aver evidenziato la risonanza delle intuizioni di La Pira nel recente magistero pontificio, ha invitato a recuperare la sua visione della dignità umana come «pietra d’angolo» dell’edificio costituzionale per affrontare le crisi attuali; dalle distruzioni della guerra e il «disfarsi» delle Nazioni Unite, alla riduzione dell’uomo a «puro oggetto di consumo edonistico», alla compressione di libertà e autonomia, con l’individuo ridotto a «semplice dato telematico» o oggetto di «osservazione algoritmica e di predeterminazione consumistica».
Per La Pira l’impegno per la pace è essenzialmente farsi coinvolgere dalla storia dell’umanità in funzione della storia sacra come scriveva allora: “Questo senso irreversibile della storia – il fiume storico avanza irreversibilmente, anche attraverso anse dolorose, verso la foce della pace, unità e promozione dei popoli – è il punto assiomatico, la stella polare che deve orientare la politica degli stati in questa fase finale (atomica, spaziale, ecologica, demografica) del mondo”. Riflessioni e parole che sembrano scritte oggi definendo la drammatica deriva in cui l’umanità sempre essere ricaduta, con la complicità di classi dirigenti che indietreggiano pericolosamente considerando l’idea della guerra come indispensabile levatrice dell’identità umana.
*Le foto del convegno in https://www.laportadivetro.com/post/le-foto-del-convegno-fiorentino-su-la-pira-e-frassati













































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