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L'APPUNTAMENTO DI OGGI In Municipio a Torino, il ricordo di Fausto Coppi

di Leonardo Mastrippolito



Oggi, venerdì 19 aprile, alle 16,30 nella Sala Colonne del Municipio di Torino, l'Ucat (Unione ciclo alpino Torino) presenta, in vista dell'arrivo del Giro d'Italia sotto la Mole, il programma delle attività e le prossime gare

dell’Associazione. L'incontro darà modo di riportare l'attenzione sulla realizzazione del monumento dedicato al Campionissimo, a Fausto Coppi, piemontese di Castellania (oggi Castellania Coppi) in provincia di Alessandria, morto all'età di 40 anni nell'ospedale di Tortona il 2 gennaio del 1960 a causa di una violenta forma di malaria non diagnosticata.

Leonardo Matrippolito, vicepresidente dell'Ucat, che sarà presente insieme al presidente Marco Sgarbi, ci racconta nell'articolo ricostruisce le tappe che hanno portato alla realizzazione del monumento al Campionissimo.


Trent'anni fa o quasi, quando prese forma l'ipotesi di realizzare un monumento dedicato a Fausto Coppi, la città e i tifosi di ciclismo furono colti da una grande emozione. Giustificata anche per Torino che non vedeva la realizzazione di un monumento così importante dal 1937, dall'inaugurazione in piazza Castello della struttura che ricordava il duca Emanuele Filiberto.

L’idea per l’omaggio al Campionissimo nacque nel maggio 1995, quando un maestro del giornalismo del calibro di Gian Paolo Ormezzano annunciò su “Torino cronaca” l’idea per la possibile realizzazione di un monumento a Torino dedicato a Coppi, pubblicandone il bozzetto. Il progetto nasceva in seno alla Associazione “Corridori ciclisti piemontesi” allora presieduta da Antonio Covolo, grande professionista del pedale scomparso nel 2001, sodalizio di cui faceva parte anche Nino Defilippis, altro grande campione piemontese delle due ruote. Quest’ultimo, prese l’iniziativa per la realizzazione del monumento, in un primo momento portata avanti anche dall’Associazione Corridori che si avvaleva della consulenza di Giugiaro.

Il “Cit”- nomignolo assegnatogli dal mitico Carlin alias Carlo Bergoglio, direttore di Tuttosport dopo la scomparsa di Renato Casalbore nella tragedia di Superga chiarisce: “sono un semplice appassionato, sarà utile che tutti collaborino” e procede nell’iniziativa. Nino ha i capelli bianchi, tante primavere trascorse, ma ha ancora l’entusiasmo di allora, di quando correva e vinceva misurandosi con miti del ciclismo come Coppi, Bartali, Koblet, Baldini, Anquetil. E di Coppi, subì il fascino, ne comprese la grandezza, ne coltivò il ricordo, interesse sublimato con la realizzazione del monumento al suo mito.

Defilippis costituisce nel 1995 l’Associazione Fausto Coppi” composta da fidati collaboratori e amici: Angelo Marello, Oscar Menegatti,  Gianfranco Guazzone,  Tarantino, Luciano Tomio e tanti altri gregari per reperire i 250 milioni di lire necessari. L’idea prende presto forma grazie al progetto del maestro Pippo Tarantino, amico di Defilippis. Il bozzetto prevede una strada di bronzo, in realtà un po’ aggrovigliata, che si avviluppa salendo a volute verso il cielo al culmine della quale un inedito Coppi stilizzato alza le braccia. L’opera è un vero colosso di bronzo fuso con maestria e perizia a Milano dai sigg. Bosco e Reggiani della fonderia artistica Cubro di Novate Milanese, utilizzando la tecnica antica di millenni della cera persa, plasmata sulle 10 forme in creta realizzate dallo scultore. Alla base conica dell’opera di 6 m di larghezza, Defilippis propone che siano collocate le pietre autentiche dei monti che segnarono l’epopea di Fausto: Pordoi, Turchino, Ghisallo, Isoard, Galibier e tanti altri.

Le pietre arrivano dal 1999 in poi numerose e vengono  accatastate nell’officina del fidato amico Marello, tutte autenticate dai sindaci delle zone interessate. Sono in totale 27 elementi, alcuni pesanti pesanti diverse centinaia di chili. Completa l’opera l’accesso al sito una stradina in pavé prelevata dal porfido della classicissima Parigi-Roubaix, e alla base conica alcune fotografie di Coppi. L’area dove porre l’opera, che risulta essere alta 11 metri per complessivi 9,5 tonnellate di peso, sono i giardini già intitolati al campionissimo antistante il motovelodromo, gloriosa struttura sul Po, recentemente riqualificata, anche se non più all’utilizzo originario.

Infine si provvede al trasferimento della lapide dedicata a Serse al nuovo sito in realizzazione dall’incrocio tra la salita del Pino e corso Casale, luogo dove il fratello di Coppi cadde nel 1951 all’arrivo del giro del Piemonte; i due campioni sono così idealmente riuniti e vicini.

Ma il reperimento delle risorse necessarie non procede velocemente nonostante i generosi contributi della Città di Torino, della Regione Piemonte e della Provincia di Torino, e di qualche generoso amico come Tarcisio Persegona.

Saranno necessari sette travagliati anni per vedere l’opera completata che nel frattempo viene deciso di installare in prossimità della nuova erigenda passerella ciclopedonale sul Po che collega piazza Chiaves a piazza Carrara, a poca distanza dal motovelodromo. L’area prescelta è ideale: frequentata giornalmente da cittadini e sportivi, incuriositi dal singolare monumento e dalle pietre poste nel giardino che testimoniano le vittorie di Coppi sulle strade di tutta Europa.

La scomparsa di Tarantino nel 1999 addolora il gruppo di amici ma, pedalata dopo pedalata, guidati dall’indomito Nino la squadra raggiunge il successo e il giugno del 2002 l’opera si può finalmente inaugurare con una grande festa che si svolge al motovelodromo stracolmo di invitati. Defilippis può affermare: “il mio giro personale per onorare la memoria di Fausto si è finalmente concluso, ho vinto la corsa a cui tenevo di più”.

L’impresa è stata ardua considerate le dimensioni dell’opera e il costo; quella che sembrava una facile impresa si è rivelata ardua e piena d’imprevisti.

Gianni Romeo, monumento del giornalismo sportivo torinese asserisce “non è cultura minore segnare la città con i personaggi dello sport che profumano di storia e leggenda”. A Roma un intero quartiere ha le vie dedicate ai giocatori del grande Torino; dal 2002 anche Torino rende omaggio al suo grande campione piemontese.

L’UCAT (Unione ciclo alpina Torino) da allora si è sempre adoperata per la salvaguardia del monumento, richiedendo al Comune di Torino, responsabile del monumento, la necessaria opera di manutenzione. Richiedendo l’illuminazione dell’area, ricollocando a spese dei propri soci quali il compianto Rovatti delle targhette che identificano le pietre che erano state rimosse da vandali, oltre alla sostituzione di fotografie deteriorate alla base del monumento e restaurando la lapide di Serse. Inoltre abbiamo sollecitato la realizzazione di un leggio, poi posto in opera, che contiene la descrizione e ubicazione delle pietre raccolte da Defilippis.    

Nel 2021 l’UCAT con il compianto presidente Tomio, sollecitò i responsabili affinché il Giro d’Italia omaggiasse questo sito, istanza che è stata in seguito accolta. Nel 2013 dal monumento, partì il trofeo Nino Defilippis organizzata dall’UCAT con traguardo a Berzano san Pietro località dove riposa il ciclista.

Da quel giugno 2002 anche la città di Torino ha l’unico monumento dedicato ad un atleta sportivo posto su area pubblica, e gli ex corridori hanno un luogo simbolico dove ogni anno porre un ricordo in memoria degli atleti scomparsi che con le loro gesta sportive hanno onorato lo Sport italiano.

Il 4 maggio prossimo giorno della partenza del giro d’Italia 2024, la città, i tifosi granata e il Giro stesso, rendono omaggio alla squadra del Grande Torino, a Superga verranno scanditi, come da tradizione, i nomi dei giocatori davanti la lapide che ricorda la tragedia. Mi si permetta ora di farlo anche con le pietre di Coppi che sono disposte accanto al monumento quali muti trofei delle sue epiche vittorie, avvicinabili e visitabili da tutti in questo eccezionale parco tematico dedicato all’airone e al ciclismo: Passo del Pordoi,  Col d'Izoard, Salita della Crespera, Alpe d'Huez, Col du Télégraphe, Colle del Ghisallo, Selva di Val Gardena, Col de l'Iseran, Passo del Turchino, Limbara (Sardegna), Pavé Parigi Roubaix, Colle del Gran San Bernardo, Col de Vars,  Passo del Bernina, Pavé Belga Freccia Vallone, Piani d'Invrea, Lapide Serse Coppi, Pavé della Crespera (Lugano), Valkenburg (Paesi Bassi), Puy de Dome, Col de la Croix de Fer, Passo dello Stelvio, Colle del Sestriere, Colle della Bocchetta, Col du Galibier, Alpe d'Huez, Trafoi.

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