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SETTIMANA FINANZIARIA. Rallenta l'economia italiana

a cura di Stefano E. Rossi


L’Istat nel 2026 compie cent’anni. Con il motto “Contiamo l’Italia, contiamo per il futuro” è stato il Presidente Francesco Maria Chelli a ricordarcelo. Martedì scorso ha dato l’avvio a un ricco programma di eventi e celebrazioni per il Centenario dell’Istituto di Statistica, sorto con la legge n. 1162 del 9 luglio 1926. Purtroppo per lui, però, questo inizio di festeggiamenti non pare essergli riuscito al meglio, se non altro per l’esito dei più recenti dati statistici. Sono magri i conti diffusi in questi giorni. Descrivono un nuovo rallentamento dell’economia italiana: nel mese di dicembre scendono la produzione industriale del -0,4% (+3,2% in tutto il 2025), le vendite del commercio al dettaglio dello -0,8% (+0,9% su base annua), l’occupazione del -0,1%, mentre sale l’inflazione del +0,4% (+1,0% in un anno).


Prospettive previdenziali per i giovani...

E non è finita. Alle nuove generazioni stiamo riservando solo prospettive di lavoro povero, di precarietà e magre pensioni. Poveri ragazzi! È il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini a tratteggiare per loro un quadro a tinte fosche. Ha esposto le risultanze del Focus Censis Confcooperative "Pensioni, ipoteca sul futuro?". Le principali preoccupazioni riguardano la tenuta economico sociale del sistema previdenziale. A parità di contratto, chi andrà in pensione nel 2060, cioè i trentenni di oggi, avrà un’ulteriore penalizzazione del -17%. La stima del trattamento pensionistico a loro riservato al momento dell’uscita lavorativa risulterebbe, infatti, solo pari al 64,8% rispetto all’ultimo stipendio percepito. Oggi è superiore all’80%. Si chiama tasso di sostituzione la percentuale che registra la distanza tra stipendio e pensione. Ma ha effetti che diventano ancor più evidenti quando li osserviamo al contrario. Ecco un chiaro esempio: mentre chi sta uscendo adesso dal mondo del lavoro perde, con la pensione, il 18,5% del proprio reddito personale, i giovani lavoratori di oggi subiranno un ammanco del 35,2%. Più o meno il doppio. E questo, probabilmente, dopo una vita di basse retribuzioni e quindi di limitata propensione al risparmio. Chiamiamolo pure con il termine sostituzione, ma ha tanto l’aria di una promessa a metà.

Intanto, prosegue il fenomeno della chiusura degli sportelli bancari. In Piemonte assume proporzioni non comuni. I segretari generali di First e Cisl Piemonte, Luca Mellano e Luca Caretti non usano mezzi termini: la desertificazione bancaria non è un rischio, ma una preoccupante realtà, che coinvolge ormai oltre la metà della regione. L'Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl ha diffuso uno studio curato dall’ente sindacale di categoria del settore creditizio. Nei 1.180 comuni piemontesi solo 191 hanno più di uno sportello bancario, mentre 213 comuni ne registrano la presenza di uno solo. Senza più una filiale di banca è ormai il rimanente 65,7% del territorio regionale.

 

Sprofonda il Bitcoin di Trump

Dollaro fluttuante tra 1,18 e 1,19 contro l’euro. Deboluccio. quindi. Ma l’economia Usa tiene il passo e, per questo, sembra allontanarsi il taglio dei tassi da parte della FED. Probabilmente avverrà non prima della seconda metà dell’anno, dopo l’uscita del governatore Jerome Powell. È questa una stabilità che dovrebbe rafforzare la moneta. Soprattutto se la affianchiamo alla buona crescita del Pil (ora al +2,3%, contro UE +1,3% e Italia +0,8%) e dell’occupazione (disoccupazione scesa al 4,3%). E poi c’è anche il raffreddamento dell’inflazione, che scende a gennaio al +2,4% dal +2,7% di dicembre. E invece, il dollaro non si rialza. Effetto diffidenza per Trump? Chissà, si vedrà.

Il prezzo dell’oro resta ancorato attorno a quota 5.000 (chiusura 5.043). E anche l’argento sembra aver trovato il suo porto sicuro, nei pressi di quota 80 (chiusura 77,62). Il petrolio rimane sempre all’interno del suo corridoio, tra i 60 e i 65 dollari al barile. Chiude la settimana a 62,89. Per chi usa l’auto, può andare bene così.

Criptovalute in sofferenza. Il prezzo del Bitcoin, che è la più diffusa al mondo, è sceso di circa un terzo da inizio anno. Spicca per ribassi anche quella creata dal Presidente Trump, che porta il suo stesso nome, $Trump. È sprofondata del -80% rispetto al valore di un anno fa.

 

Ferrari, si arresta la discesa

A Piazza Affari i bancari sono sotto pressione. A pagare il conto più salato sono le reti del risparmio gestito. Fineco e Banca Mediolanum in settimana registrano cali a due cifre. Ma non solo: Banca Mps, Bper e Bpm in settimana vanno giù di oltre il -8%. Depressi anche Intesa Sanpaolo -4,5% e Unicredit -3,5%. Tutto questo nonostante i corposi profitti 2025 comunicati al mercato proprio nei giorni scorsi. L’insieme dei primi cinque gruppi italiani ha fatto registrare utili per circa 28 miliardi di euro, +10.6% rispetto all’anno precedente. Ma è l’impatto sul settore finanziario dei nuovi sistemi d’intelligenza artificiale generativa a creare i maggiori timori. Sull’ottimismo prodotto dai dividendi da incassare è prevalsa la paura della tecnologia, quella che verrà, che in parte c’è già.

Sul fronte industriale, dopo un autunno disastroso Ferrari interrompe la sua fase discendente. Sembrava avvitata verso un deprezzamento senza limiti, senza supporti ai quali aggrapparsi. Sono stati i giudizi degli analisti a graziarla, riportando il target price (il prezzo obiettivo) ai livelli di in anno fa. Gli esperti individuano un’ampia forchetta di oscillazione di prezzo: 310-476 euro. Con il titolo fermo a 280, questo è stato sufficiente a far imprimere una bella spinta all’insù. Per il Cavallino il bilancio 2025 si è chiuso bene. Utile netto in crescita del +5% (1,6 miliardi di euro), ricavi del +7% (7,15 miliardi) e Ebit +12% (margine operativo di 2,11 miliardi). Almeno in borsa, siamo ancora in gara per il titolo, nel senso dell’azione di Maranello.

 

Il Borsino della settimana – rassegna dei migliori e dei peggiori titoli del listino FTSE MIB

I Tori: Ferrari +14,70%, ST-Microelectronics +14,35%,

Gli Orsi: Fineco -13,67%, Banca Mediolanum -11,68%.

FTSE MIB: -0,01% (valore indice: 45.430)

 

I presenti commenti di mercato rivestono un esclusivo scopo informativo e non intendono costituire una raccomandazione per alcun investimento o strategia d’investimento specifica. Le opinioni espresse non sono da considerare come consiglio d’acquisto, vendita o detenzione di alcun titolo. Le informazioni sono impersonali e non personalizzate.

 

 


 

 

 

Nel rispetto dell'obbligo di informativa per enti senza scopo di lucro e imprese, relativo ai contributi pubblici di valore complessivo pari o superiore a 10.000,00, l'Associazione la Porta di Vetro APS dichiara di avere ricevuto nell’anno 2024 dal Consiglio Regionale del Piemonte un'erogazione-contributo pari a 13mila euro per la realizzazione della Mostra Fotografica "Ivo Saglietti - Lo sguardo nomade", ospitata presso il Museo del Risorgimento.

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