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Dina e Nico oggi in Italia: la Libia espelle gli attivisti di Global Sumud Land Convoy

L'incubo è finito. L'annuncio ieri, 23 giugno, del ministro degli Esteri Antonio Tajani che in un post su X si è dichiarato felice di annunciare la liberazione di Leonarda "Dina" Alberizia, 67 anni, per decenni educatrice a Torino, e Domenico "Nico" Centrone, 33 anni, originario di Molfetta, due attivisti italiani della Global Sumud Land Convoy fermati e poi arrestati il 24 maggio scorso dalla polizia libica a Sirte. Il titolare della Farnesina ha aggiunto che insieme ai due, è stato affidato al Consolato generale d'Italia a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana. Saranno in Italia oggi con un volo di Stato.

Si conclude così una vicenda assurda, che ha mobilitato nelle ultime settimana l'opinione pubblica con manifestazioni soprattutto a Torino[1], una vicenda che si inquadra nelle iniziative di intervento umanitario e solidarietà pro Gaza. Dina Alberizia e Domenico Centrone erano stati fermati dalle milizia del generale Haftar a bordo di ambulanze, case mobili e camion di aiuti sanitari e alimentari nel passaggio da ovest a est della Libia, con l'obiettivo di raggiungere il confine con l'Egitto e successivamente il valico di Rafah per entrare nella Striscia di Gaza.

La liberazione di Dina e Nico ha riportato comunque in primo piano le sistematiche violazioni del diritto internazionale da parte di stati, come in questo caso la Libia (in realtà due stati) che ricevono cospicui finanziamenti dell'Italia; denaro tradotto anche in campi di "ospitalità" per migranti, più simili a campi di concentramento, ratificati da accordi che alla prima occasione diventano carta straccia.


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