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I pavoni del mondo e l'umanità di Leone

Papa Leone XIV comincia a tagliare giorno dopo giorno le erbacce dell'ipocrisia su cui si regge il mondo, quello autenticamente al rovescio e non reclamizzato ad arte per convenienza. Dalla sua ascesa al soglio di Pietro, ha cominciato la sua opera pastorale con prudenza, consapevole di una fisicità che illumina non appena è sopravanzata dal pensiero. E ora che il mondo ha preso le sue misure e lui ha misurato bene e in profondità chi lavora per distruggere i principi su cui si fonda la convivenza civile, con leggerezza pesante, un ossimoro, sferza l'anima. Dall'Osservatore Romano di oggi, lunedì 22 giugno: I conflitti vengono alimentati più di quanto facilmente le persone vengano nutrite.

Così il Papa si è rivolto all'agenzia dell'Onu a Roma, parlando del compito condiviso e urgente di combattere la fame e la malnutrizione. Ecco l'unico "combattimento" degno dell'umanità, ci ricorda Papa Leone XIV, che si ritrova nella stessa solitudine del suo predecessore Francesco. E come Francesco rifiuta le tentazioni del moderno Satana: ambiguità, conformismo, doppiezza, egocentrismo, falsità, narcisismo, in nome di un potere che i pavoni di oggi dispensano a pieni mani per imbambolare il popolo, di cui si dichiarano sempre e fermamente al suo servizio.

Leone non ha divisioni armate e non è al comando dell'esercito più potente del mondo che potrebbe spazzare via per una reazione a catena l'umanità dalla Terra, ma possiede la chiarezza e la forza di saper trasmettere a quella stessa umanità in bilico con la fede parole di conforto e di speranza che in ogni istante ridanno fiducia nell'avvenire. E in queste ore buie, in cui il mondo si ritrova dinanzi a una concentrazione di distruttori al potere pari soltanto a quella che precedette l'inizio della Seconda guerra mondiale, Leone XIV sta diventando inaspettatamente la bussola che indica una direzione non alterata.


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