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Detto in pochissime parole... Appendino terremota Conte, ma il sismografo non se ne accorge

Aggiornamento: 18 ott 2025

di Indiscreto controcorrente


Chiara Appendino ha voltato le spalle alla carica di vicepresidente del Movimento Cinquestelle. Coraggioso esempio di abbandono della cadrega, direbbero a Torino, se non fosse che le cariche della presidenza, come le hanno smaccatamente ricordato i suoi compagni di partito e lo stesso presidente Giuseppe Conte, sono in scadenza. Insomma, anche il sismografo più sensibile non ha avvertito nessuna scossa tellurica.

Ma per la signora Appendino, che la maggioranza dei torinesi avrebbe voluto che alla cadrega avesse rinunciato quando era sindaca di Torino, quando i giorni di permanenza a Palazzo Civico sommavano soltanto il nulla o il quasi niente, si tratta di un dettaglio marginale. Ciò che conta è dimostrare che nel Movimento, scottato dai pessimi recenti risultati elettorali, la vis polemica, su cui il Grillo parlante ha scritto pagine indimenticabili e costruito una fortuna politica sulla base del vaffa precostituito a ogni ragionamento, non si è dispersa anche nei campi larghi dall'avvocato Conte.

Così, come una moderna Giovanna d'Arco, la pulzella di Torino è montata sul puledro dell'aperta contestazione al capo, raccogliendo e agitando il vessillo dei "duri e puri", per andare incontro alla sua personale "Recherche". Alla ricerca del tempo perduto. Che nel suo caso, però, non dovrebbe essere particolarmente complicato e faticoso: a parte le dolorose vicende giudiziarie e la sua inattaccabile capacità di scegliersi collaboratori chiacchierati e finiti nel mirino della Procura, la memoria che torinesi e italiani hanno di lei continua a sembrare un vuoto a perdere. Giuseppi Conte è davvero un politico nato con la camicia, quasi un miracolato.

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