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Borsa di studio: obiettivo giusto per ricordare Daniele Franchi


di Leonardo Gallea


Proseguono gli interventi a favore dell'istituzione di una Borsa di studio in ricordo di Daniele Franchi, consigliere dell'Ordine Mauriziano a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila, scomparso nel gennaio del 2022.[1] A Daniele Franchi viene riconosciuta quella grande forza di carattere che permise una autentica mobilitazione contro il declassamento degli ospedali mauriziani a Torino e in Piemonte, e ad opporsi a una campagna di informazione a senso unico tesa a delegittimare e a svalutare l'operato degli amministratori dell'Ordine.

Questi ultimi esautorati e sottoposti alle più pesanti umiliazioni e vessazioni nel periodo di Commissariamento dell'Ente, le cui parole espresse pubblicamente furono usate sistematicamente come mezzo d'assolto mediatico e le azioni di disgregazione materiale, e morale, dell'Ordine Mauriziano come "clava", inevitabile conseguenza degli errori commessi nel passato.

Ma il tempo, se ai galantuomini viene concesso, è galantuomo: la magistratura amministrativa ha assolto quegli amministratori e la magistratura ordinaria ha condannato al risarcimento con sentenze passate in giudicato chi li ha denigrati. Furono iniziative giudiziarie di cui, direttamente e indirettamente, Daniele Franchi divenne l'albero motore, la forza propulsiva di una ribellione contro l'accettazione del pensiero unico, della versione dei potenti e dei luoghi comuni. E ciò spiega, ma soltanto in parte, il moto di stima e di amicizia che segue il suo ricordo. Michele Ruggiero


Correvano gli anni 1999/2000 allorquando la Regione Piemonte declassò gli ospedali dell’Ordine Mauriziano, di cui ero un funzionario amministrativo, a rango di cliniche private con il taglio dei rimborsi tariffari per le prestazioni sanitarie. Una decisione che naturalmente mise in allarme oltre ai vertici, dalla Presidente Emilia Bergoglio al direttore generale Gian Paolo Zanetta, anche i lavoratori, e le loro rappresentanze sindacali di base di cui facevo parte. Fu in una di quelle sempre più frequenti riunioni con il Consiglio d'Amministrazione dell'Ente che conobbi l'ingegner Daniele Franchi, una sorta di consigliere delegato ad aggiornarci sull'esito dei confronti-scontri con l’Assessore alla sanità della Regione Piemonte dell'epoca, alla ricerca una soluzione per riportare l'Ordine sui binari antichi. Erano a rischio posti di lavoro e stipendi per il personale che nel frattempo continuava a garantire le prestazioni di eccellenza senza soluzione di continuità. E fu in quella fase che diventava di giorno in giorno sempre più drammatica, che i lavoratori ed io che li rappresentavo scoprimmo un consigliere totalmente identificato nei destini dell'Ordine Mauriziano, nonostante fosse fresco di nomina. Sembrava fosse lì da decenni, vuoi per il senso di appartenenza che emanava nel confrontarsi con i delegati e i dirigenti sindacali, vuoi per la caparbietà con cui reclamava in quella battaglia di principio e non solo, i compiti e i ruoli di una missione secolare per il diritto alla salute, che la stessa Repubblica italiana aveva deciso di tutelare e regolare con una Disposizione transitoria della Costituzione. Franchi era in prima fila accanto a chi dava quotidianamente corpo e anima a quella missione. E non era affatto scontato.

In quel periodo erano numerose le iniziative messe in cantiere dalle organizzazioni sindacali per sensibilizzare la politica sulle vicende dell’Ordine, e non c’era incontro in cui lui non fosse presente. Ricordo quelli con la commissione sanità della Provincia e con la commissione sanità del Comune di Torino, per citarne alcuni, dove Franchi interveniva con argomentazioni precise e puntuali che mettevano in imbarazzo i rappresentanti delle forze politiche che avevano contribuito a minare la solidità dell’Ordine Mauriziano. Altresì, ricordo - a mo' di par condicio - che nel corso di una riunione in Provincia, presente anche l'allora Presidente Mercedes Bresso, fu proprio Daniele Franchi ad ammonire con piglio severo i rappresentanti del centrosinistra (file da cui proveniva politicamente) forse "ignari" dei rischi che incombevano sugli ospedali mauriziani, e dunque sui rischi per la salute dei cittadini. E non ebbe riserve a redarguire con forza i suoi interlocutori, consapevole che anche tra essi circolavano non poche titubanze e perplessità sulla giustezza della battaglia, forse per antichi retaggi ideologici.

Quando nell’ottobre del 2002 il Governo commissariò il Mauriziano, anche se non aveva più alcun ruolo ufficiale all’interno dell’Ente, Daniele Franchi continuò imperterrito la sua ricerca della verità, di una verità che le forze politiche alla guida della Regione non volevano accettare per interessi di parte e, cosa che lo infastidiva  maggiormente, constatare che anche quelle politicamente a lui vicine stentavano a comprendere del tutto. Ricordo una sua telefonata nell’agosto 2004, al rientro dalle ferie, in cui letteralmente mi "impose" di ascoltarlo seduta stante, per organizzare una riunione con un collega della Cgil e altri esponenti dell’area di centrosinistra. Era necessario, mi diceva, mantenere alta l'attenzione sulle vicende mauriziane per fronteggiare la montagna di bugie e di falsità che miravano a scaricare la disastrosa situazione finanziaria dell’Ordine sugli ex amministratori. Cito questo episodio per testimoniare come, anche in agosto, mese di vacanze e di fisiologico allentamento dell'attenzione sulle questioni politico-sociali, Daniele Franchi fosse "sul pezzo", impegnato ad elaborare  strategie con l’unico obiettivo di arrivare alla verità. Verità che alla fine - grazie alla sua tenacia e a quella di tante altre figure, medici, sindacalisti, giornalisti, trascinati dal suo senso di abnegazione - è venuta a galla, restituendo dignità e onore agli ex amministratori e a tutto il personale dell’Ente.

Ecco perché a tutti gli amici e colleghi che lo hanno conosciuto e frequentato fa un immenso piacere vedere che l’Amministrazione dell’A.O. Mauriziana nel 2023 in sua memoria, in occasione del I anniversario dalla sua scomparsa, gli ha intitolato il Reparto 1 dell’Ospedale. E quest’anno, nel secondo anniversario, non ci si può che associare alla proposta degli amici Roberto Prota e Corrado Vitale di istituire una borsa di studio per mantenere vivo il ricordo di Daniele Franchi.


Note


[1]https://www.laportadivetro.com/post/daniele-franchi-merita-una-borsa-di-studio-in-suo-ricordo;


 

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